Vaccini Covid. Zaia: “Sospensione congelate per sanitari no vax”. Opposizioni: “Si applichi la legge”

Vaccini Covid. Zaia: “Sospensione congelate per sanitari no vax”. Opposizioni: “Si applichi la legge”

Vaccini Covid. Zaia: “Sospensione congelate per sanitari no vax”. Opposizioni: “Si applichi la legge”
Il Governatore ha rierito che “i provvedimenti già presi” per la sospensione degli operatori sanitari non vaccinati “sono un attimo `congelati´, in attesa che vi sia più chiarezza a livello nazionale”. La questione sarebbe legata anche alla difficoltà di sostituirli, vista la carenza dei medici. Ma le Opposizioni chiedono che si applichi la legge: “I pazienti hanno il diritto di ricevere le cure in un ambiente sicuro”.

Sono al momento “congelate” le lettere di sospensione già inviate in Veneto da alcune Ulss ai sanitari che non si sono vaccinati contro il Covid. Ad annunciarlo, parlando con i giornalisti vemedì scorso, è stato il presidente della Regione, Luca Zaia.

“Al momento non si procede in Veneto – ha risposto Zaia ai cronisti – Proseguiamo con le carte, ma ad oggi non si va avanti a spron battuto, i provvedimenti già presi sono un attimo `congelati´, in attesa che vi sia più chiarezza a livello nazionale”.

“Ho sempre detto – ha proseguito il governatore – che la sospensione dei medici no vax è un'anatra zoppa, è una cosa che si presta ad un mucchio di scartoffie; perché intervenire su un contratto di lavoro, già datato, e quindi giuridicamente si presta a un ricorso”. “L'appello che faccio è quello alla coscienza e al buon cuore, nel senso che se fai questa professione devi metterti in sicurezza, non creare problemi”. Zaia ha inoltre voluto distinguere “chi ha qualche perplessità, intima”, da chi “fa il capo popolo e vuole far casino”.

Ma per Zaia occorre anche tenere conto di un’altra questione: la difficoltà di sostituire i medici eventualmente sospesi data la carenza di professionisti. “Chi ha fatto il decreto sulla obbligatorietà non ha tenuto conto della mancanza di medici.

Le parole di Zaia hanno sollevato polemiche tra le opposizioni. “Chiediamo di sospendere il personale sanitario non vaccinato. Non si tratta di ledere il principio della libertà dell’individuo, che rimane sancito dalla nostra Costituzione, ma di salvaguardare la salute pubblica quale primario bene comune”, afferma in una nota Arturo Lorenzoni, Portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale del Veneto.

“Invito il presidente Zaia a prendere una posizione chiara in merito alla sospensione del personale sanitario veneto non ancora vaccinato – prosegue il portavoce della minoranza – Il DL Covid, peraltro, non lascia spazio a interpretazioni o a soluzioni ‘creative’ quando riporta che ‘gli operatori sanitari che svolgono attività presso strutture sanitarie, sociosanitarie, farmacie e studi professionali sono obbligati a sottoporsi alla vaccinazione, a meno di specifiche condizioni cliniche documentate’. Superati i termini previsti, il 31 dicembre 2021, l’ASL accerta l’inosservanza e la comunica all’interessato, all’Ordine di riferimento e al datore di lavoro. Tale atto, appunto, determina la sospensione dallo svolgimento di contatti interpersonali”.

“In assoluto non esiste l’obbligo vaccinale, ma è chiaro che chi lavora a stretto contatto con i più fragili, siano dipendenti di una Ulss, di un’Azienda ospedaliera, di una Rsa o di cliniche private, è tenuto a prendersi delle responsabilità a tutela del prossimo – spiega Lorenzoni – La salute di fronte alla pandemia è il bene collettivo più importante. Ne consegue che il rispetto delle regole da parte di tutti è un prerequisito essenziale per il benessere di ogni singolo cittadino”.

“Non si tratterebbe, peraltro, del primo dietrofront di Luca Zaia – osserva il Portavoce – Questo, però, sarebbe il più sensato. Congelare le sospensioni del personale sanitario non vaccinato, motivando la decisione con una carenza dello stesso, significa dare un messaggio errato alla comunità”.

“Se è vero che nessuno può imporre la vaccinazione, è altrettanto vero che i pazienti hanno il diritto di ricevere le cure in un ambiente sicuro – conclude Arturo Lorenzoni – Fa specie, infine, che in alcune Ulss siano arrivate le lettere ai dipendenti non vaccinati e in altre no. Vale il principio di equità?”.


26 Luglio 2021

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