Neuroriabilitazione. Ancora nessuna soluzione per la riapertura del Centro Santa Maria Assunta di Guspini

Neuroriabilitazione. Ancora nessuna soluzione per la riapertura del Centro Santa Maria Assunta di Guspini

Neuroriabilitazione. Ancora nessuna soluzione per la riapertura del Centro Santa Maria Assunta di Guspini
Sono trascorsi due anni da quando il progetto di costituzione della società consortile ‘Sas Domos’, pensato dalla Giunta Pigliaru per riavviare il Centro, è stato bloccato dal Governatore Solinas. Pinna: “Ad oggi nulla è stato fatto per trovare una soluzione alternativa. E l’offerta sulla riabilitazione attualmente espressa dal territorio sardo non ha ancora raggiunto l’auspicata organizzazione capillare definita dal Piano di indirizzi della Conferenza Stato-Regioni”.

Destino ancora incerto per il centro di neuroriabilitazione Santa Maria Assunta del Comune di Guspini. E per la consigliera Rossella Pinna (PD), componente commissione Salute e politiche sociali, la risposta dell’assessore alla Salute, Mario Nieddu, all’interrogazione presentata in Consiglio dalla stessa Pinna, non ha sciolto i nodi e le incertezze. Per il riavvio delle attività del Centro manca ancora una soluzione.

“Nell’autunno del 2018– spiega Pinna al nostro giornale – la giunta guidata da Francesco Pigliaru, in armonia alla precedente riforma sulla Rete ospedaliera che aveva previsto per il Centro del Santa Maria Assunta una eventuale gestione sperimentale pubblico /privata, diede avvio al progetto di costituzione della società consortile Sas Domos, che è stata però immediatamente fermata dal Governatore Christian Solinas non appena eletto alla Presidenza della Regione. Ed in questi due ultimi anni null’altro è stato fatto per dare seguito, eventualmente anche con una azione alternativa, al riavvio della struttura”.

“Il centro di neuroriabilitazione Santa Maria Assunta – prosegue la Consigliera – era stato pensato  per essere stabilimento complementare per la riabilitazione e hospice del Dea di 1 livello del Presidio Ospedaliero Nostra Signora di Bonaria di San Gavino. Ricordo ancora come, il Piano di indirizzo per la riabilitazione approvato in Conferenza Stato-regioni il 10 febbraio 2011, avesse stabilito che in ciascuna Regione dovesse essere attivata un’organizzazione capillare tale da consentire al paziente di avere un riferimento certo ed essere seguito nel percorso post-ricovero. E di come l’offerta che attualmente esprime il territorio sardo non abbia ancora raggiunto le auspicate previsioni. Centri e presidi di riabilitazione attualmente funzionali sono ancora estremamente disomogenei sul territorio e non sempre in grado di rispondere pienamente ai criteri di adeguatezza e di appropriatezza delle prestazioni”.

“Nella sua risposta l’assessore alla Sanità, Mario Nieddu – rileva Pinna -, si è soffermato lungamente sulle motivazioni che hanno portato la Giunta Solinas a sospendere il progetto Sas Domos. Ma nel suo discorso ha omesso palesemente di rispondere con chiarezza al quesito che gli ho posto, limitandosi ad accennare semplicemente ad una eventuale possibilità, peraltro non prevista dall’attuale programmazione regionale, di indicare la Struttura di Guspini come eventuale sede di un servizio di riabilitazione per pazienti pediatrici affetti da paralisi cerebrale infantile e destinato, se mai venisse realizzato, al territorio del sud Sardegna”.

“Ancora – continua la Consigliera – l’assessore ha accennato di una eventuale possibilità di acquisto della struttura dall’attuale gestione commissariale all’interno comunque di un ragionamento di sperimentazione gestionale, ma ha anche affermato che la riattivazione del Centro ‘mal si concilierebbe’ con l’attuale programmazione regionale in materia di riabilitazione. Ignorando il fatto che l’assegnazione dei posti letto prescinde dalla gestione pubblica e dalla gestione pubblico -privata, ma che rappresenta la ‘conditio sine qua non’ perché la struttura possa riprendere a funzionare”.

“Spiace dunque constatare che la domanda sia stata elusa – conclude Pinna -, che sia mancata la risposta politica ma, soprattutto, che sia calpestata la volontà espressa trasversalmente dall’Assemblea legislativa le cui forze politiche presenti nel 2018 come ora, seppure con ruoli differenti, avevano sostenuto il provvedimento sia in commissione che in Aula. Oggi si attendeva una risposta politica che, come molte altre volte, purtroppo non è arrivata. Si deve forse pensare che l’assessore intenda continuare a negare ai sardi il diritto alle cure riabilitative e all’assistenza?”.

Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

01 Luglio 2021

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