Aderenza terapeutica e controllo del colesterolo: un’evidenza real-life dalla medicina generale
Studio real-life evidenzia il ruolo dell’aderenza al trattamento nel controllo del colesterolo. I risultati ottenuti con Cardioritmon® Colesterolo sottolineano l’importanza della continuità terapeutica e del monitoraggio del paziente nella prevenzione cardiovascolare
L’analisi retrospettiva real-life pubblicata sull’Italian Journal of Primary Care, rivista ufficiale della SIICP – Società Italiana Interdisciplinare per le Cure Primarie, presenta evidenze cliniche aggiornate e vicine alla pratica dei medici di medicina generale poiché sono state rilevate direttamente dai database di 20 medici operanti nelle Cure Primarie. Gli autori sono i responsabili delle Aree scientifiche della SIICP, nello specifico Area Cardiovascolare, Area Diabete e Dislipidemie e Area Ricerca Clinica, come indicato nel Consiglio Nazionale 2024-2027 della Società.
Il disegno dello studio ha previsto l’inserimento dei pazienti che normalmente il MMG incontra nella pratica quotidiana del suo ambulatorio: adulti con ipercolesterolemia lieve-moderata (livelli di C-LDL tra 115 e 190 mg/dL), a rischio cardiovascolare basso o moderato secondo SCORE2/SCORE2-OP e senza farmaci ipolipemizzanti in corso. In questi soggetti con colesterolo borderline, le conclusioni dello studio richiamano l’importanza di intervenire in prevenzione primaria. La prevenzione secondo il principio “Prima è, meglio è” può iniziare proprio nell’ambulatorio del MMG.
Cardioritmon® Colesterolo è stato valutato durante lo studio real-life di cure primarie: allo screening sono stati individuati 254 pazienti eleggibili, dei quali 138 (Gruppo A) seguiti con un follow-up a 90 giorni dall’inizio del trattamento con due capsule al die dopo cena
il Gruppo A, con aderenza al trattamento media del 58%, ha mostrato riduzioni medie di 26,87 mg/dL (-18%) per il C-LDL, di 28,93 mg/dL (-12,6%) per il colesterolo totale e di 27,2 mg/dL (-16%) per il colesterolo non-HDL;
Tabella 1: Parametri lipidici a T0 e T1 e correlazione per dati appaiati (t-test) – Gruppo A
PARAMETRO
T0 media ± DS
T1 media ± DS
D media ± DS
? % media
p-value
LDL (mg/dl)
147.8 ± 19.2
120.9 ± 19.2
26.87 ± 17.13
-18%
p < 0.001
Colesterolo totale (mg/dl)
230.5 ± 22.0
201.6 ± 21.1
28.93 ± 16.11
-12.6%
p < 0.001
Colesterolo Non-HDL
171 ± 23.6
144 ± 22.8
27.2 ± 17.5
-16%
p < 0.001
il sottogruppo di 65 pazienti con aderenza verificata prossima al 90% ha mostrato riduzioni medie di 40,30 mg/dL (-26,7%) per il C-LDL, di 37,98 mg/dL (-16,4%) per il colesterolo totale e di 37,05 mg/dL (-21,3%) per il colesterolo non-HDL.
Tabella 2: Parametri lipidici a T0 e T1 e correlazione per dati appaiati (t-test) – Sottogruppo B
PARAMETRO
T0 media ± DS
T1 media ± DS
D media ± DS
IC 95% D
? % media
p-value
LDL (mg/dl)
151.0 ± 21.3
110.7 ± 17.8
-40.30 ± 14.32
[-43.94; -36.66]
-26.7%
p < 0.001
Colesterolo totale (mg/dl)
231.6 ± 25.8
193.6 ± 22.3
-37.98 ± 18.12
[-42.48; -33.49]
-16.4%
p < 0.001
Colesterolo Non-HDL
173.8 ± 25.5
136.7 ± 21.1
-37.05 ± 16.16
[-42.05; -33.57]
-21.3%
p < 0.001
Nello studio, i pazienti con maggiore aderenza hanno mostrato una maggiore riduzione dei livelli di colesterolo. Gli autori concludono che, nel setting real-life analizzato, Cardioritmon® Colesterolo ha mostrato riduzioni statisticamente significative di C-LDL e colesterolo totale e sottolineano che l’aderenza terapeutica rappresenta un fattore chiave degli outcome clinici, poiché nessuna terapia, farmacologica o nutraceutica, può essere realmente efficace se non viene assunta con regolarità e secondo le indicazioni del professionista sanitario.
L’aderenza terapeutica, del resto, non è un tema della sola integrazione nutraceutica. Lo conferma uno studio retrospettivo su 5.365 nuovi utilizzatori di statine: a 12 mesi i pazienti aderenti hanno mostrato una riduzione del C-LDL del 27,7% rispetto al basale, contro il 13,5% dei non aderenti. Secondo gli autori, le strategie per migliorare l’aderenza dovrebbero essere parte importante del piano di trattamento.
È per questa ragione che il ruolo del MMG va oltre l’identificazione del paziente e la scelta dell’approccio più appropriato: accompagnarlo nel tempo, verificare l’aderenza e rivalutare il profilo lipidico ai controlli successivi possono contribuire a ottenere benefici clinici misurabili.
Se l’aderenza contribuisce in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi terapeutici, anche la scelta di un intervento supportato da solide evidenze cliniche assume un ruolo centrale. Il Focused Update ESC/EAS 2025, richiamato dal Prof.Perrone Filardi e il Prof. Cicero, sottolinea infatti che «supplementi dietetici e vitamine non documentatamente sicuri e senza efficacia significativa sulla riduzione dei livelli di C-LDL non sono consigliati per ridurre il rischio cardiovascolare». Ne deriva un criterio di scelta chiaro: un integratore ipocolesterolemizzante dovrebbe essere selezionato sulla base di efficacia, sicurezza e qualità, privilegiando i prodotti con studi clinici condotti sulla formulazione finita. Gli stessi autori indicano come esemplificativo Cardioritmon® Colesterolo, per il quale esistono studi clinici sul prodotto finito che documentano, con una posologia di 2 capsule al die, riduzioni di C-LDL fino al 25% in associazione a modificazione dello stile di vita, con un profilo di tollerabilità favorevole.
Bibliografia
1. Contursi V, Moretti A, Papa O, Zamparella M. Efficacia a breve termine del trattamento con Cardioritmon® Colesterolo nei pazienti con ipercolesterolemia lieve-moderata. Un’analisi retrospettiva in real life di una coorte di pazienti ambulatoriali di cure primarie. Fase II. Italian Journal of Primary Care 2026; 13(1).
2. Kazerooni R, Watanabe JH, Bounthavong M. Association between statin adherence and cholesterol level reduction from baseline in a veteran population. Pharmacotherapy 2013; 33(10):1044-1052. doi: 10.1002/phar.1305.
3. Cicero AFG, Perrone Filardi P. Integratori ipocolesterolemizzanti: criteri di scelta tra razionale scientifico, effetti clinicamente rilevanti e sicurezza di impiego. CardioSic 2025; Anno II, Estratto 2 al n. 4.
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