Allarme tramadolo: aumenterebbe di molto la mortalità rispetto a FANS e a COX-2 inibitori

Allarme tramadolo: aumenterebbe di molto la mortalità rispetto a FANS e a COX-2 inibitori

Allarme tramadolo: aumenterebbe di molto la mortalità rispetto a FANS e a COX-2 inibitori
Questo oppiode debole, comunemente usato per il controllo del dolore nei pazienti con osteoartrosi e raccomandato da varie società scientifiche, in uno studio osservazionale, appena pubblicato su JAMA, è risultato associato ad un netto aumento della mortalità per tutte le cause, rispetto all’uso dei farmaci anti-infiammatori non steroidei (es. naprossene) o dei COX-2 inibitori (es. celecoxib). Il sospetto di un rapporto causale andrà confermato da ulteriori studi.

Continua a non esserci pace nel mondo degli analgesici somministrati per il controllo del dolore nei pazienti con osteoartrosi.  Dopo le numerose evidenze che associano un uso prolungato dei FANS ad un aumentato rischio cardiovascolare (oltre al noto aumento di rischio di sanguinamento gastro-intestinale), a finire sul banco degli imputati è adesso il tramadolo, un oppiode debole (come la codeina).
 
A lanciare l’allarme è uno studio pubblicato su JAMA che ha riscontrato un aumento del rischio di mortalità per tutte le cause associato all’uso di questo antidolorifico tra i pazienti con osteoartrosi, attraverso uno studio osservazionale che ha coinvolto oltre 88 mila pazienti.
 
La ricerca, firmata da Chao Zeng della Central South University (Changsha, Cina), Maureen Dubreuil, reumatologa della Harvard Medical School (Boston, Usa) e Marc R. LaRochelle della Boston University School of Medicine (Usa) ha cercato di rispondere alla domanda se la prescrizione di tramadolo, fosse associata ad un aumentato rischio di mortalità per tutte le cause, rispetto all’impiego di altri analgesici comunemente utilizzati nei pazienti con osteoartrosi.
 
Lo studio, condotto su una coorte di 88.902 pazienti con artrosi (registrati nel database de The Health Improvement Network – THIN – inglese e di età superiore ai 50 anni), ha evidenziato che un’iniziale prescrizione di tramadolo è risultata associata ad un rischio di mortalità per tutte le cause ad un anno significativamente aumentato rispetto al naprossene (rischio di mortalità con il tramadolo aumentato del 71%), al diclofenac (+ 88% di rischio), al celecoxib (+70% di rischio), all’etoricoxib (+ 204% di rischio per il tramadolo). Il rischio di mortalità associato all’uso di tramadolo è risultato invece sostanzialmente sovrapponibile rispetto alla codeina.
 
Gli autori concludono dunque che l’impiego di tramadolo potrebbe associarsi ad un aumento della mortalità per tutte le cause, rispetto all’uso di una serie di altri anti-dolorifici (per lo più anti-infiammatori non steroidei e COX-2 inibitori)  di uso comune nei pazienti con osteoartrosi. Il sospetto di un nesso causale andrà tuttavia confermato da ulteriori ricerche.
Si tratta di un allarme importante, anche viste le raccomandazioni delle attuali linee guida. Quella dell’American Academy of Orthopaedic Surgeons raccomanda l’uso del tramadolo nei pazienti con osteoartrosi del ginocchio; e anche le linee guida dell’American College of Rheumatology suggeriscono il tramadolo in prima linea nei soggetti con osteoartrosi del ginocchio, insieme ai FANS.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

15 Marzo 2019

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