Angioplastica. Risultati promettenti dal palloncino a rilascio di farmaco In.Pact

Angioplastica. Risultati promettenti dal palloncino a rilascio di farmaco In.Pact

Angioplastica. Risultati promettenti dal palloncino a rilascio di farmaco In.Pact
Gli esiti dello studio “Bello” hanno mostrato la maggiore efficacia della recente tecnologia rispetto allo stent a rilascio di Paclitaxel. Inoltre, mentre questi ultimi sono impianti permanenti, i palloncini dopo il rilascio del farmaco all’interno delle pareti del vaso vengono rimossi.

È superiore l’efficacia del palloncino a rilascio di farmaco In.Pact, la recente tecnologia per angioplastica, rispetto allo stent a rilascio di Paclitaxel. È quanto dimostrato dallo studio “Bello” (Balloon Elution and Late Loss Optimization), presentato al congresso internazionale di cardiologia interventistica Jim (Joint Interventional Meeting), tenutosi a Roma a febbraio. Si è trattato della prima ricerca controllata, prospettica, multicentrica e randomizzata, che ha valutato il palloncino a rilascio di farmaco Drug-Eluting Balloon di Medtronic come trattamento per il restringimento o la stenosi dei piccoli vasi coronarici.

Obiettivo dello studio, presentato dal Antonio Colombo, Primario dell’Unità di Emodinamica e Cardiologia Interventistica presso il San Raffaele di Milano, è stato quello di valutare la sicurezza e l’efficacia del sistema Drug-Eluting Balloon (Deb) di Medtronic rispetto allo stent medicato Taxus Drug-Eluting Stent (Des) della Boston Scientific Corp. nella riduzione delle riocclusioni dei piccoli vasi coronarici nel tempo, rilevata attraverso la perdita luminale tardiva (late lumen loss). Entrambi sono dispositivi a rilascio di paclitaxel: tuttavia, mentre gli stent sono impianti permanenti, i palloncini sono dispositivi gonfiati temporaneamente per rilasciare il farmaco all’interno delle pareti del vaso e vengono successivamente rimossi, senza alcun impianto.
 
Per lo studio “Bello” sono stati arruolati 182 pazienti in 15 ospedali italiani, suddivisi in due gruppi, con caratteristiche cliniche di base simili e con le stesse percentuali di follow-up angiografico a sei mesi (85.1% nel gruppo dell’In.Pact Falcon Deb; 83.5% nel gruppo Taxus Des).
 
“I risultati ottenuti – ha spiegato Colombo – dimostrano che il palloncino può rappresentare una valida alternativa agli stent a rilascio di farmaco per trattare, oltre al restringimento dei vasi con ristenosi in-stent, anche la stenosi dei piccoli vasi coronarici dovuta ad aterosclerosi”. “Da sottolineare – ha proseguito – la congruenza dei risultati clinici con quelli angiografici di un laboratorio indipendente”.
 
La ricerca ha dimostrato una superiorità statisticamente significativa del dispositivo In.Pact Falcon Deb rispetto a Taxus Des. L’endpoint primario della perdita luminale tardiva in stent (in-stent late lumen loss) a sei mesi, infatti, è stata di 0.09 mm ± 0.38 mm per  In.Pact Falcon Deb rispetto a 0.30 mm ± 0.40 mm del  Taxus Des (p=0.001).
 
Inoltre, a sei mesi, anche l’incidenza delle complicanze cardiache (Mace) dei due gruppi erano simili:

· MACE – In.Pact Falcon Deb 10.0% Taxus  Des 16.3%
· Decesso– In.Pact Falcon Deb 1.1%, Taxus Des 1.1%
· Infarto del miocardio (Mi) – In.Pact Falcon Deb 1.1%, Taxus Des 5.5%
· Rivascolarizzazione della lesione target (Tlr) – In.Pact Falcon Deb, 4.4%, Taxus Des 7.7%
· Rivascolarizzazione del vaso bersaglio (Tvr) – In.Pact Falcon Deb 7.8%, Taxus Des 11.0%.
 
Per una migliore valutazione dei risultati bisogna ricordare che, nella ricerca, circa due terzi (64.9%) dei vasi trattati con la nuova tecnologia presentavano un diametro inferiore a 2,25 mm, per il quale attualmente non è indicato alcuno stent.
 
Studi precedenti hanno dimostrato l’efficacia del dispositivo nel trattamento della ristenosi coronarica in- stent, ovvero il restringimento di un’arteria coronaria già trattata con angioplastica. Altri palloncini In.Pact sono utilizzati per trattare le artropatie periferiche nelle arterie femorali superficiali, poplitee e sotto il ginocchio.

21 Febbraio 2012

© Riproduzione riservata

Lotta alla Sepsi. Ministero della Salute: “Investire per salvare vite”. Diagnosi precoce e cure tempestive fondamentali
Lotta alla Sepsi. Ministero della Salute: “Investire per salvare vite”. Diagnosi precoce e cure tempestive fondamentali

Prevenire le infezioni, riconoscere tempestivamente i segnali della sepsi e garantire cure appropriate fin dalle prime fasi. È il richiamo del Ministero della Salute che ieri, 13 settembre, in occasione...

Virus respiratorio sinciziale. Oms prequalifica il vaccino materno multidose: obiettivo proteggere più neonati nel mondo
Virus respiratorio sinciziale. Oms prequalifica il vaccino materno multidose: obiettivo proteggere più neonati nel mondo

L’Organizzazione mondiale della sanità ha prequalificato la formulazione in flaconcino multidose del vaccino materno contro il virus respiratorio sinciziale (RSV), RSVpreF (Abrysvo). Un passaggio che, secondo l’Oms, potrà contribuire ad...

Sepsi. Riconoscerla prima può salvare la vita
Sepsi. Riconoscerla prima può salvare la vita

Nella sepsi ogni ora conta. Per questo la diagnosi precoce rappresenta uno degli obiettivi prioritari della medicina d'urgenza e della terapia intensiva. La Giornata Mondiale della Sepsi che si celebra...

Infarto. Dall’Italia nuove evidenze per una cura più selettiva. I risultati dello studio Air-Stemi
Infarto. Dall’Italia nuove evidenze per una cura più selettiva. I risultati dello studio Air-Stemi

Un nuovo contributo della ricerca italiana apre nuove prospettive nella gestione dei pazienti colpiti da infarto miocardico acuto con malattia coronarica multivasale. Lo studio internazionale randomizzato AIR-STEMI, pubblicato su New...