Antibiotico resistenza. Parlamento UE: “Se non si fa nulla provocherà più morti del cancro entro il 2050. Si ad approccio One Health”. Approvata risoluzione

Antibiotico resistenza. Parlamento UE: “Se non si fa nulla provocherà più morti del cancro entro il 2050. Si ad approccio One Health”. Approvata risoluzione

Antibiotico resistenza. Parlamento UE: “Se non si fa nulla provocherà più morti del cancro entro il 2050. Si ad approccio One Health”. Approvata risoluzione
I deputati europei rilanciano la battaglia contro la resistenza microbica e a stragrande maggioranza chiedono ulteriori misure per limitare l'uso di antibiotici. Gli obiettivi: lavorare su approccio One Health per riconoscere il legame tra salute umana e animale; limitare l'uso degli antimicrobici esistenti e incentivarne lo sviluppo di nuovi; necessità di dati comparabili e di test diagnostici più economici. LA RISOLUZIONE

La crescente minaccia rappresentata dai batteri resistenti agli antibiotici può essere affrontata solo attraverso un approccio ‘One Health’. È quanto hanno dichiarato mercoledì i deputati del Parlamento europeo che hanno votato una risoluzione non vincolante che è stata approvata con 589 voti favorevoli, 12 contrari e 36 astensioni.
 
I deputati hanno sottolineato che “l'uso corretto e prudente degli antimicrobici è essenziale per limitare la comparsa di una resistenza antimicrobica nell'assistenza sanitaria umana, nella zootecnia e nell'acquacoltura. Anche la catena alimentare e l'ambiente devono essere tenuti in considerazione, in quanto possono diffondere microrganismi resistenti”.
 
"Se non si fa nulla, la resistenza antimicrobica può causare entro il 2050 più morti del cancro. Dobbiamo iniziare a osservare l'intero ciclo, perché la salute delle persone e quella degli animali sono interconnesse. Le malattie vengono trasmesse dalle persone agli animali e viceversa, ed è per questo motivo che sosteniamo l'approccio olistico dell'iniziativa ‘One Health’, ha dichiarato la relatrice del piano d'azione "One Health" Karin Kadenbach (S&D, AT).
 
"Gli Stati membri dell'UE gestiscono questo problema in modi diversi, per cui chiediamo alla Commissione di considerare la possibilità di richiedere ai Paesi UE di raccogliere e presentare regolarmente dei dati di monitoraggio, in modo da averli a disposizione a livello UE e di stabilire degli indicatori per misurare i progressi nella lotta contro la resistenza antimicrobica", ha aggiunto.

 
Cosa prevede la risoluzione. Nel testo, si chiede alla Commissione europea e agli Stati membri di limitare la vendita di antibiotici da parte degli operatori della salute umana e animale che li prescrivono e di eliminare qualsiasi incentivo finanziario. È necessario adottare misure concrete contro le vendite illegali e le vendite senza prescrizione di antimicrobici nell'UE.
 
La Commissione europea dovrebbe elaborare un elenco prioritario degli agenti patogeni dell'UE sia per l'uomo che per gli animali, definendo chiaramente le priorità future in materia di ricerca e sviluppo. Occorre creare incentivi per stimolare gli investimenti in nuove sostanze.
 
I numeri dell’Amr.
L’infezione da batteri farmaco-resistenti causa circa 25.000 decessi l’anno (per un costo totale annuo extra pari a 1,5 miliardi di euro nella sola UE). L'aumento della resistenza antimicrobica è dovuto a una serie di fattori, come l'uso eccessivo e inappropriato degli antibiotici negli esseri umani e negli allevamenti, le cattive condizioni igieniche nelle strutture sanitarie o nella catena alimentare.
 
Secondo un sondaggio Eurobarometro del 2016, la mancanza di consapevolezza rimane un fattore chiave: Il 57% degli europei non sa che gli antibiotici sono inefficaci contro i virus, il 44% non sa che sono inefficaci contro il raffreddore e l'influenza. Esistono differenze significative tra i Paesi dell'UE per quanto riguarda l'uso degli antimicrobici, la comparsa di resistenze e la misura dell’efficacia di politiche nazionali in materia di resistenza antimicrobica.

 
 

14 Settembre 2018

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