Antimicrobico-resistenza. Integrare ricerca, prevenzione e innovazione per contrastarla. Il contributo del Biotecnopolo di Siena

Antimicrobico-resistenza. Integrare ricerca, prevenzione e innovazione per contrastarla. Il contributo del Biotecnopolo di Siena

Antimicrobico-resistenza. Integrare ricerca, prevenzione e innovazione per contrastarla. Il contributo del Biotecnopolo di Siena

Dalla ricerca di nuovi farmaci alla cooperazione internazionale, il Biotecnopolo di Siena al centro del confronto alla terza edizione del congresso internazionale “TOP5 in Infectious Diseases”. Schillaci: “Servono ricerca e innovazione e una cooperazione sempre più stretta”

Il modello tradizionale basato sugli antibiotici non è più sufficiente. La diffusione di patogeni resistenti richiede un approccio più ampio, capace di integrare ricerca, prevenzione e innovazione.

Questo il messaggio lanciato dalla Fondazione Biotecnopolo di Siena tra i protagonisti della terza edizione del congresso internazionale “TOP5 in Infectious Diseases”, appuntamento di riferimento nel dibattito europeo sulle malattie infettive e sulla crescente minaccia della resistenza antimicrobica.

Il ministro della Salute Orazio Schillaci, ha richiamato con chiarezza il ruolo della ricerca pubblica e delle infrastrutture scientifiche. “La diffusione delle infezioni e soprattutto della resistenza antimicrobica – ha detto Schillaci – richiede ricerca e innovazione, sviluppo di nuovi farmaci e una cooperazione internazionale sempre più stretta. Per questo il Governo ha scelto di investire in modo deciso nella ricerca pubblica e nelle infrastrutture scientifiche con una strategia di lungo periodo. Tra queste iniziative richiamo il lavoro della Fondazione Biotecnopolo di Siena che rappresenta un esempio concreto di come un investimento pubblico può tradursi in capacità reale di risposta. La sfida è quella di trasformare la ricerca in soluzioni e le soluzioni in impatto reale per i pazienti”.

Nel suo intervento il Ministro ha inoltre richiamato, come segnale concreto dei risultati già raggiunti, la recente pubblicazione su una rivista scientifica internazionale di primo piano come Nature, frutto del lavoro congiunto tra il gruppo di ricerca guidato dal professor Rappuoli e il professor Falcone, che dimostra l’efficacia di un anticorpo monoclonale capace di neutralizzare la Klebsiella pneumoniae, uno dei batteri più pericolosi e ormai resistenti a tutti gli antibiotici conosciuti. Un esempio di una ricerca che sta avanzando verso una concreta applicazione clinica.

Schillaci ha infine ribadito la necessità di un cambio di prospettiva più ampio. “Negli ultimi anni abbiamo compreso con chiarezza che la salute non è soltanto un diritto individuale ma una infrastruttura strategica della nostra nazione. Stiamo lavorando per passare da un modello centrato sulla malattia a un modello centrato sulla salute e sulla prevenzione”.

Nel corso della tavola rotonda dedicata alla sinergia tra scienza, istituzioni e industria, è intervenuto il Direttore Generale della Fondazione Biotecnopolo di Siena, Gianluca Polifrone, che ha articolato una riflessione sul ruolo della ricerca pubblica nel sistema Paese. “Investire nella ricerca pubblica non è una opzione, ma una necessità strategica. Questo investimento deve essere accompagnato da un collegamento reale e strutturato con il sistema industriale, perché solo così la conoscenza si trasforma in innovazione concreta e sviluppo per il Paese”. Polifrone ha quindi posto l’accento sulla necessità di una visione stabile. “Serve una strategia di lungo periodo che metta insieme ricerca, formazione e industria. Non possiamo più permetterci interventi frammentati o legati all’emergenza”. Ha poi richiamato il posizionamento internazionale. “I risultati raggiunti dimostrano che l’Italia può tornare a giocare un ruolo da protagonista, se investe in modo strutturale e continuo nella ricerca pubblica”.

Un passaggio centrale è stato dedicato ai giovani. “I giovani non sono un tema accessorio, ma il punto di partenza. Senza un investimento strutturale sui talenti non esiste una politica della ricerca capace di reggere nel tempo”. Il congresso ha affrontato i principali ambiti di sviluppo nel campo delle malattie infettive, dall’applicazione dell’intelligenza artificiale alla ricerca clinica fino ai nuovi approcci terapeutici e vaccinali, confermando la necessità di una medicina sempre più integrata e orientata alla prevenzione. Il confronto di Venezia ha così confermato un punto essenziale: la resistenza antimicrobica è una sfida globale. La risposta richiede continuità, investimenti e una piena integrazione tra ricerca, sistema sanitario pubblico e industria.

30 Marzo 2026

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