“Se pensiamo ai cambiamenti in atti nelle Unità Farmaci Antiblastici, alle nuove molecole e ai sistemi robotici sempre più avanzati, dobbiamo ammettere che quello che ci sembrava innovativo 15 anni fa ormai risulta superato. Bisogna quindi creare anche nelle UFA una cultura dell’innovazione, delle tecnologie disponibili e delle professionalità interconnesse che devono governare tutta la trasformazione”.
Con queste parole Arturo Cavaliere, presidente Sifo, ha aperto a Roma il corso di aggiornamento nazionale “Sicurezza, tecniche asettiche e automazione nelle UFA: teoria e pratica”, realizzato presso l’Università Cattolica e curato da Domenico Tarantino (Coordinatore Area Scientifico Culturale Oncologia SIFO), Caterina Donati (Coordinatore Area SC Oncoematologia Sifo) e Gabriele Bagaglini (Coordinatore Area SC Galenica clinica e magistrale Sifo). L’appuntamento ha visto la partecipazione di una ampia platea multidisciplinare di operatori ed esperti provenienti da tutto il territorio nazionale.
La complessità delle UFA
“Oggi più che mai Sifo, che è una rete professionale impegnata quotidianamente a comprendere e gestire al meglio la forza delle innovazioni in atto, si concentra su queste trasformazioni che riguardano e coinvolgono le UFA e che generano effetti importanti sul SSN e sull’intero sistema delle cure”, ha aggiunto Cavaliere.
Le innovazioni tecnologiche in atto, le nuove UFA e i nuovi approcci regolatori – a partire dalla Contamination Control Strategy (CCS) richiesta dall’EU GMP Annex 1, che introduce la figura del Quality Risk Management – sono al centro di una trasformazione profonda. “Per questo Sifo ha promosso una due giorni così specifica e pratica”, precisa Domenico Tarantino. “Credo che un nostro evento nazionale fosse necessario in primis per cercare di coinvolgere tutti i colleghi che vi lavorano, e poi per creare quelle utili relazioni con altri operatori come tecnici di laboratorio, infermieri professionali ed ingegneri, perché le UFA ormai sono strutture ad alta complessità che sono al centro di una rete di competenze sempre più vaste e ramificate”. Da qui la collaborazione scientifica voluta con ASCCA, l’Associazione per il controllo della contaminazione ambientale.
Il paziente non le vede mai
Le UFA hanno una caratteristica insolita: il paziente “non le incrocia mai” e “vede” solo il prodotto finale a lui destinato. Ma dietro quel prodotto c’è un lavoro che coinvolge le responsabilità di diverse figure professionali, oggi implicate in una velocissima transizione. “Quindici anni fa parlavamo di farmaci, soluzioni per infusione, concentrati per infusione e polveri”, sottolinea Tarantino. “Adesso i farmaci sono cambiati, sono mutate le modalità di diluizione e di gestione, la normativa è sempre più stringente e le tecnologie avanzate ci impongono nuove competenze. Si parla di sistemi automatizzati di allestimento, e di sistemi semi-assistiti, cioè robot che sono in grado di restituire il prodotto finito senza l’intervento sulla manipolazione dell’operatore. Questa è la realtà contemporanea con cui dobbiamo confrontarci”.
Il manuale sui requisiti per i laboratori di galenica
Durante l’evento romano – che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Marcello Pani (Presidente Fondazione Sifo), Alessandra Mecozzi (Direttivo Sifo e presidente del Congresso 2026 che si terrà a Roma dal 5 all’8 novembre), Filippo Urso (Direttivo Sifo), Alessandro D’Arpino (Coordinatore di PharmacON, evento Sifo che si tiene a Pisa il 16 e 17 ottobre, dedicato ad oncologia ed oncoematologia), Tiziana Corsetti (Coordinatrice dell’ASC Malattie rare di Sifo), Gerardo Miceli Sopo (Direttore Dipartimento diagnostici e farmaceutica, ASL Roma2) e Patrizia Muscas (Presidente ASCCA) – è stata prevista anche una mattinata di formazione interattiva sul campo.
Elisabetta Rossin (già coordinatrice ASC Oncologia) ha presentato i “Requisiti per i Laboratori di Galenica”, manuale SIFO realizzato in collaborazione con ASCCA che declina in termini di procedure e di sicurezza ogni singolo passaggio necessario per una gestione della qualità all’interno delle UFA: dalla scelta delle materie prime alle condizioni di stabilità del preparato, dal confezionamento ai requisiti dei software di prescrizione.
Il futuro: centralizzazione, automazione e home delivery
Al termine della due giorni, quale può essere il messaggio di visione futura e di impegno Sifo sulle UFA? “La nostra società scientifica si sta concentrando su due temi”, rispondono unitariamente Tarantino, Donati e Bagaglini: “l’importanza della centralizzazione e dell’automazione. Da un lato ormai non è più possibile registrare la presenza di realtà con presenza di ottimi colleghi, ma dove si producono terapie in numero limitatissimo; dall’altro occorre la consapevolezza che la diffusione di sistemi sempre più automatizzati è un passaggio essenziale per un miglioramento del sistema complessivo, sia in termini di sicurezza che di distribuzione”.
Parallelamente alla centralizzazione e all’automazione, secondo Sifo vanno sviluppati “sistemi di distribuzione sempre più capillari, fino ad arrivare alla home delivery anche delle terapie oncologiche infusionali”. Esistono già esperienze di distribuzione domiciliare di farmaci, anche con droni, che indicano chiaramente questa direzione evolutiva dell’assistenza sanitaria. “Sarà quindi fondamentale essere preparati a governare e integrare efficacemente l’intero percorso logistico, organizzativo e clinico. Senza venir mai meno agli standard di sicurezza necessari per operatori e pazienti”.