Molestie sessuali. La realtà virtuale per superarne il trauma

Molestie sessuali. La realtà virtuale per superarne il trauma

Molestie sessuali. La realtà virtuale per superarne il trauma
Secondo l’Onu, una donna su tre, nel corso della vita, è vittima di un episodio di molestia sessuale. Una tecnologia immersiva, come la realtà virtuale, rapppresenta un valido strumento per superare il trauma. Le esperienze di Spagna e Canada

(Reuters Health) – Il tuo capo termina una riunione prendendo da parte una collega e dicendole di preparare qualcosa di “piccante” per la festa che state organizzando fuori città. Fai qualcosa o lasci correre? 
Questa è una delle domande ipotetiche poste da un nuovo programma di formazione che usa una tecnologia immersiva per affrontare le conseguenze psicologiche delle molestie sessuali sul posto di lavoro. I“Non c’è modo migliore per spiegare un sentimento che immergere qualcuno in una situazione”, afferma Morgan Mercer, esperta di training virtuale, che ha messo a punto questa metodica dopo essere stata vittima di due episodi di molestia sessuale. Secondo le Nazioni Unite, complessivamente una donna su tre vive episodi di violenza fisica o sessuale. Negli Usa almeno il 25% delle donne dichiara di aver subito molestie sessuali sul posto di lavoro. La percentuale raddoppia nel caso della Gran Bretagna.
 
Mettiti nei miei panni. 
A Barcellona un programma di riabilitazione del Governo usa la realtà virtuale per aiutare gli uomini violenti a vedere come si sente la parte abusata. Gli aggressori vengono virtualmente trasposti nel corpo della donna che ha a che fare con un partner violento che urla, spacca un telefono e si avvicina alla donna in modo minaccioso. “La simulazione fornisce agli aggressori molte più informazioni sull’impatto del loro comportamento rispetto a giochi di ruolo o video educativi – afferma Sanchez Vives, esperta in scienze del comportamento– Non devi immaginare come si sentirebbe l’altro. Con l’immaginazione alcune persone sono molto brave, altre meno”.
In uno studio pubblicato quest’anno, Sanchez Vives e colleghi hanno scoperto che gli autori di violenza domestica sono carenti nel riconoscere la paura, confondendo a volte un’espressione impaurita con una felice.
 
“Questa mancanza di empatia è collegata al comportamento violento – spiega Sanchez Vives – La sessione con la realtà virtuale aumenta l’abilità degli aggressori nel riconoscere la paura”.
 
Anche In Canada gli psicologi stanno cominciando a usare la realtà virtuale per aiutare le vittime di violenze sessuali a superare il trauma.“In questa terapia di esposizione, il paziente deve fronteggiare la sua paura per superarla e la realtà virtuale permette di tornare sulla scena del crimine in modo più sicuro – osserva Stephane Bouchard, docente di psicologia all’Università del Quebec in Ontario – Una volta indossati gli occhiali, il paziente si trova a chiacchierare, trovandosi fisicamente in un bar oppure a casa. Abbiamo dimostrato che possiamo suscitare emozioni in questo ambiente protetto”.

Fonte: Reuters Health News

 
Reuters Staff

 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

26 Settembre 2018

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