Artrite reumatoide. Studio ADACTA: tocilizumab più efficace di adalimumab

Artrite reumatoide. Studio ADACTA: tocilizumab più efficace di adalimumab

Artrite reumatoide. Studio ADACTA: tocilizumab più efficace di adalimumab
Lo studio multicentrico randomizzato di fase IV mostra una riduzione significativamente maggioredell’attività della patologia in pazienti trattati contocilizumab in monoterapia rispetto ai pazienti trattati con adalimumab, a parità di sicurezza.

Buone notizie per i pazienti affetti da artrite reumatoide: Tocilizumab in monoterapia ha ottenuto una riduzione significativamente maggiore dell'attività della malattia dopo 24 settimane, rispetto ai pazienti trattati con adalimumab in monoterapia. Questi i dati che emergono da ADACTA, il primo studio disegnato specificamente per confrontare i due farmaci approvati per il trattamento della patologia. I risultati dello studio saranno presentati in dettaglio in occasione del prossimo Congresso Europeo di Reumatologia previsto a Berlino a giugno.
 
ADACTA è uno studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, a gruppi paralleli, di fase IV, destinato a confrontare la riduzione di segni e sintomi durante il trattamento con tocilizumab in monoterapia rispetto ad adalimumab in pazienti adulti con artrite reumatoide attiva grave che presentano un'intolleranza al metotressato (o nei quali il trattamento continuato con MTX risulta inappropriato). Inoltre, i pazienti che hanno partecipato allo studio non avevano ricevuto precedentemente un farmaco biologico.
Lo studio ha raggiunto l'endpoint primario, ovvero una riduzione significativamente maggiore in pazienti trattati con tocilizumab in monoterapia rispetto ai pazienti trattati con adalimumab in monoterapia della variazione media dal basale del punteggio DAS28 (Disease Activity Score Calculator for Rheumatoid Arthritis) a 24 settimane. Questo indice di valutazione dell’attività dell’artrite reumatoide, largamente impiegato in medicina, considera sia il dolore e la tumefazione di 28 articolazioni del paziente, sia i valori di VES o della PCR, sia il giudizio del paziente sul proprio complessivo stato di salute.
Lo studio ha coinvolto oltre 300 soggetti con artrite reumatoide clinicamente attiva e intolleranti o non rispondenti al metotressato.  Il metotressato viene ampiamente utilizzato nei pazienti affetti dalla patologia, sebbene circa un paziente su tre in trattamento con un farmaco biologico attualmente assume tale farmaco in monoterapia, soprattutto a causa di intolleranza al MTX. “Lo studio ADACTA, sulla base dei dati preliminari oggi disponibili, offre informazioni utili per la gestione del paziente con artrite reumatoide perché confronta due tra i farmaci biologici più usati nella pratica clinica”, ha commentato Giovanni Minisola, presidente della Società Italiana di Reumatologia e primario di Reumatologia dell’Ospedale “San Camillo” di Roma. “ADACT è infatti uno studio originale disegnato proprio per fare un paragone diretto tra l’inibitore selettivo del recettore dell’interluchina-6 (tocilizumab) e un anti-TNF (adalimumab)”.
 
Una significatività statistica è stata ottenuta anche per gli endpoint secondari chiave,quali la remissione e la bassa attività della malattia DAS28, ACR20, 50 e 70 (altri parametri standard per valutare l'efficacia dei trattamenti per l'artrite reumatoide). Un'analisi preliminare sulla sicurezza ha evidenziato percentuali di eventi avversi simili tra i due gruppi.  
“La maggiore efficacia dimostrata da tocilizumab, a parità di sicurezza, nel contesto clinico dello studio è un dato del quale tenere conto quando si programma la strategia terapeutica di chi è colpito da questa grave e invalidante malattia”, ha spiegato Minisola. “L’auspicio è quello di poter vedere confermati i risultati dello studio ADACTA su una casistica più ampia comprendente anche pazienti con differenti caratteristiche di malattia”.

15 Marzo 2012

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