Bambini e rischio fratture nell’infanzia

Bambini e rischio fratture nell’infanzia

Bambini e rischio fratture nell’infanzia
La frattura è un episodio frequente nella prima infanzia. Tuttavia, in alcuni bambini, la rottura di un’articolazione può predisporre a ulteriori fratture. Le cause possono essere molte, e si legano a una cattiva alimentazione o a un’aumentata prevalenza dell’obesità infantile, passando per una sempre più scarsa attività fisica

(Reuters Health) – Secondo uno studio retrospettivo condotto in Canada, i bambini che subiscono una frattura hanno un rischio aumentato di incorrere in una successiva durante l’infanzia o nella prima età adulta. Circa la metà dei maschi e un terzo delle femmine riportano fratture durante l’infanzia e la loro incidenza dopo cadute a bassa energia sembra essere in aumento, determinata da uno stato di salute subottimale delle ossa e legata a una scarsa attività, cattiva alimentazione e aumento dell’obesità infantile.
 
Lo studio


Il team, guidato da Andrew W. Howard dell’ Hospital for Sick Children di Toronto, ha usato informazioni contenute nei database amministrativi sanitari dell’Ontario
Durante il periodo basale di un anno, l’1,75% di circa 2,5 milioni di bambini dell’Ontario aveva subito una frattura.
Nel corso del follow-up di sette anni, il 23% dei soggetti con una frattura al basale ha riportato almeno un’altra frattura, rispetto al solo 11,3% di quelli senza una frattura al basale.

Durante il follow-up, inoltre, sono emerse differenze chiare nelle fratture singole (rispettivamente, 18,3% versus 9,9%), doppie (rispettivamente 3,8% versus 1,3%) e triple o più (rispettivamente 0,9% versus 0,2%. Dopo l’aggiustamento per sesso, fattori socio-demografici, fratture pregresse e insorgenza di altre lesioni, i bambini con una frattura al basale presentavano un tasso di frattura del 60% superiore durante il periodo di follow-up.
Il rischio relativo aumentato di una successiva frattura era più elevato per fratture nella prima infanzia (rischio aumentato di circa il 70% per 0-5 anni d’età) che per quelle nelle fasi successive (rischio aumentato di circa il 50% per 6-15 anni d’età).

“Una frattura singola è così comune durante l’infanzia che non ritengo che solitamente siano giustificati esami clinici”, comment Howard. “Tuttavia, l’opportunità di una prevenzione secondaria può essere colta assicurando che il bambino e i genitori sappiano quanto gli esercizi sotto carico, l’alimentazione e la vitamina D contribuiscono al consolidamento della forza delle ossa durante la crescita”.

“Dopo molteplici fatture può essere indicata una valutazione clinica della salute ossea”, conclude il clinico, “Per i bambini con una forte anamnesi familiare di fratture infantili o con altre caratteristiche fenotipiche di patologie ossee (sclere blu, articolazioni lasse), potrebbe essere opportuna una valutazione più precoce”.

Fonte: Pediatrics 2019
 
Will Boggs
 
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Will Boggs

17 Luglio 2019

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