Biologico e biosimilare. Se la libertà prescrittiva del medico diventa “condizionata”

Biologico e biosimilare. Se la libertà prescrittiva del medico diventa “condizionata”

Biologico e biosimilare. Se la libertà prescrittiva del medico diventa “condizionata”
Alla luce delle differenti scelte di politica sanitaria delle Regioni, come garantire diritto alla salute e continuità terapeutica, e quali sono i risvolti ipotizzabili dal punto di vista medico-legale anche in relazione ai temi del consenso informato e del rapporto medico/paziente? I pareri di Frati e Ferracuti

Come garantire i principi dell’autonomia prescrittiva, del diritto del paziente alla personalizzazione delle cure e alla continuità terapeutica, assicurando nel contempo sostenibilità del sistema alla luce?
Quando si parla di farmaco biologico e biosimilare trovare la quadra diventa sempre più complesso, soprattutto in questo momento in cui le singole realtà regionali si stanno proponendo con approcci sostanzialmente differenti rispetto al tema dell’introduzione e dell’acquisto di questi farmaci.
 
In generale, nelle Regioni, l’utilizzo del biosimilare è indicato principalmente per i pazienti “drug naive” e la continuità terapeutica viene generalmente garantita ovunque. Tuttavia in alcune realtà locali è stato sancito che la domanda di continuità̀ terapeutica con il biologico debba essere esplicitamente richiesta dal medico prescrittore e supportata da relazione tecnica. Non manca chi ha messo paletti rigidissimi imponendo il principio del “vince quello che costa meno”.
 
E c’è chi ha indicato specifici obiettivi di consumo stabilendo la percentuale di pazienti che deve essere trattata con il farmaco biosimilare. Anche sulle procedure di acquisto assistiamo a differenze, con Regioni che hanno previsto gare con due lotti separati (uno per i pazienti naive e uno per i pazienti già in trattamento) oppure con un lotto unico prevedendo quindi una sola opzione terapeutica che andrebbe a “premiare”, per esempio, un farmaco biosimilare laddove disponibile, a meno di precise e dettagliate motivazioni da parte del medico.
 
E così in molte Regioni si procede a colpi di ricorsi da parte delle aziende farmaceutiche che non “digeriscono” le decisioni regionali.La giustizia amministrativa, sia il Tar sia il Consiglio di Stato, si è orientata verso la salvaguardia del principio della continuità delle cure e il principio della libera scelta del medico.
 
Uno scenario variegato quindi, almeno fino a quando Governo e Regioni non stabiliranno regole uniche al tavolo della governance farmaceutica. Nell’attesa di fare chiarezza rimangono molte zone d’ombra, soprattutto per i professionisti che si trovano tra l’incudine e il martello del garantire sostenibilità economica, indicata con determinazione dalle normative regionali, e le decisioni cliniche da prendere in scienza e coscienza che potrebbero andare a cozzare con le coordinate regionali.
 
Come uscire dell’impasse, e quali risvolti sono ipotizzabili dal punto di vista medico-legale anche in relazione ai temi del consenso informato, della continuità terapeutica e del rapporto medico/paziente?
Per Paola Frati, Professore ordinario di Medicina legale e Stefano Ferracuti, Professore associato di Psicologia clinica e psichiatra forense alla Sapienza Università di Roma diventa fondamentale una comunicazione e un’informazione puntuale, chiara e trasparente al paziente per una scelta consapevole e concordata dei trattamenti di cura. E un atout decisiva diventa il consenso informato.
 
“Verosimilmente è prudente assumerlo in forma scritta – suggerisce Ferracuti –  perché se è vero che il codice deontologico non impone in maniera assoluta l’acquisizione scritta del consenso del paziente, perché non sono trattamenti pericolosi o off lable, è anche vero che questi farmaci sono drammaticamente recenti e manchiamo a tutt’oggi di sufficiente pratica clinica per comprendere bene le differenti alterative. E in questo caso la creazione dei moduli per il consenso informato scritto diventerà un punto interessante su cui articolare una riflessione”.
 
“Dobbiamo essere sicuri che il paziente abbia capito cosa è un biosimilare perché non è così semplice – ha spiegato Frati – i medici sono operatori del sistema e tutto sembra chiaro, ma può non esserlo quando si va a rendere un’informazione scientifica a soggetti che magari non hanno lo stesso bagaglio culturale”.
 
Ma in questa partita, per Paola Frati è essenziale che il medico rimanga protagonista della scelta prescrittiva. “Prescindere totalmente dalla possibilità di scelta del medico – ha aggiunto – è in palese contrasto con gli articoli del codice deontologico e con lo stesso spirito della professione sanitaria. È perciò importante implementare la sicurezza dei biosimilare. Non possiamo infatti dire che ab origine il biosimilare sia meno efficace e di minor qualità dell’originator, per questo è essenziale seguire il processo produttivo di questi farmaci perché il contenimento delle spese economiche non può essere una scappatoia verso la mancanza di qualità”.

10 Maggio 2016

© Riproduzione riservata

Ema. Contraccettivi a base di desogestrel ed etonogestrel sotto osservazione per rischio meningioma. Boxed warning anche per Litfulo
Ema. Contraccettivi a base di desogestrel ed etonogestrel sotto osservazione per rischio meningioma. Boxed warning anche per Litfulo

Il Pharmacovigilance Risk Assessment Committee (Prac) dell'Agenzia europea dei medicinali (Ema), riunitosi dal 6 al 9 luglio, ha adottato nuove raccomandazioni sulla sicurezza di due categorie di farmaci: i contraccettivi...

Nota Aifa 39. Doppio aggiornamento in poche settimane: prima le novità cliniche, ora la correzione dei refusi
Nota Aifa 39. Doppio aggiornamento in poche settimane: prima le novità cliniche, ora la correzione dei refusi

L'Agenzia italiana del farmaco ha pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di oggi una nuova determina relativa alla Nota 39, che disciplina la prescrizione a carico del Servizio sanitario nazionale dell'ormone della...

Alzheimer, Beckman Coulter Diagnostics amplia il portafoglio dei biomarcatori ematici: marcatura CE per Access p-Tau217 e nuovo test RUO Access BD-pTau217
Alzheimer, Beckman Coulter Diagnostics amplia il portafoglio dei biomarcatori ematici: marcatura CE per Access p-Tau217 e nuovo test RUO Access BD-pTau217

Il test ematico Access p-Tau217 di Beckman Coulter Diagnostics, progettato per supportare la valutazione clinica della patologia amiloide nei pazienti con segni e sintomi di declino cognitivo, ha ottenuto la...

BPCO, la nuova Nota 99 semplifica l’accesso alle terapie: più tempestività nelle cure e maggiore ruolo della medicina territoriale
BPCO, la nuova Nota 99 semplifica l’accesso alle terapie: più tempestività nelle cure e maggiore ruolo della medicina territoriale

Con l’aggiornamento della Nota 99, l’AIFA introduce nuove misure per semplificare l’accesso alle terapie inalatorie di mantenimento per le persone con BPCO. Tra le principali novità figurano la rimozione del...