Bpco. Rossi (Simg): “Sfida crescente in medicina generale per diagnosi precoce. Superare obbligo piano terapeutico per prescrizione triplice terapia in nota 99”

Bpco. Rossi (Simg): “Sfida crescente in medicina generale per diagnosi precoce. Superare obbligo piano terapeutico per prescrizione triplice terapia in nota 99”

Bpco. Rossi (Simg): “Sfida crescente in medicina generale per diagnosi precoce. Superare obbligo piano terapeutico per prescrizione triplice terapia in nota 99”
Per il medico è indispensabile la gestione integrata tra la medicina di primo livello, cioè la medicina generale, e le medicine specialistiche con gli strumenti più innovativi che riguardano la digitalizzazione, l'invio di referti telematici, la comunicazione tra sistemi informativi di diversi livelli e anche l'utilizzo dell'intelligenza artificiale.

La Bpco, broncopneumopatia cronica ostruttiva, “rappresenta una sfida crescente per la medicina generale, in relazione all’invecchiamento della popolazione”, quindi “delle malattie respiratorie croniche e della Bpco in particolare. I motivi di accesso e di contatti con la medicina generale, per la maggior parte, sono rappresentati da sintomi o problemi ascrivibili a malattie respiratorie croniche”. Si tratta di “una sfida sicuramente crescente per la medicina generale”. Così Alessandro Rossi, presidente Simg, Società italiana di medicina generale, all’Adnkronos Salute commenta il tema della presa in carico del paziente con Bpco, alla luce delle evidenze scientifiche e dei cambiamenti organizzativi in atto, come la Nota 99 per la prescrizione dei farmaci inalatori indicati nella terapia di mantenimento dei pazienti con Bpco.

Nei confronti di questa condizione clinica, “l’importante – osserva Rossi – è un approccio che sia il più possibile proattivo e cioè che tenda a diagnosticarla nelle fasi precoci e non, come spesso avviene, nelle fasi tardive”. Si tratta “quindi di fare una diagnosi precoce di un inquadramento appropriato della stadiazione”, cioè lo stato di avanzamento della malattia. In questo contesto “la Nota 99 – chiarisce – rappresenta una nota regolatoria dell’Aifa”, Agenzia italiana del farmaco, che “a nostro modo di vedere potrebbe essere superata almeno per quanto riguarda l’obbligo del piano terapeutico per la triplice terapia inalatoria che riteniamo dovrebbe essere liberalizzata in modo tale da dare una più libera prescrizione per la medicina generale, aumentare la compliance dei pazienti e riducendo l’intasamento dei servizi specialistici”. Diventa quindi “indispensabile – sottolinea il residente Simg – la gestione” integrata “tra la medicina di primo livello, cioè la medicina generale, e le medicine specialistiche con gli strumenti più innovativi che riguardano la digitalizzazione, l’invio di referti telematici, la comunicazione tra sistemi informativi di diversi livelli e anche l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Questo può rafforzare e qualificare la rete di collaborazione, soprattutto a beneficio di questi pazienti”.

In questo contesto, prosegue Rossi, si inserisce “lo studio Aster che ha rappresentato il primo studio esteso di screening della popolazione con malattie respiratorie croniche effettuato nel setting della medicina generale. Già questo attribuisce a questo studio una grande valenza – rimarca – I risultati” evidenziano che “molti dei pazienti arruolati nello studio erano alla prima diagnosi e non erano inquadrati, preventivamente, come con malattie respiratorie croniche. Questo testimonia l’esigenza di una diagnosi più precoce, con gli strumenti tipici della medicina generale, con un inquadramento di questi pazienti per un avvio verso un corretto stile di vita, l’astensione dal fumo e, naturalmente”, l’accesso “alle terapie più appropriate che migliorano gli esiti della malattia”.

22 Maggio 2025

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