Cancro. È complice una proteina coinvolta nel corretto ‘montaggio’ dei geni

Cancro. È complice una proteina coinvolta nel corretto ‘montaggio’ dei geni

Cancro. È complice una proteina coinvolta nel corretto ‘montaggio’ dei geni
Un po’ come un tecnico di montaggio di un film, la proteina RBM4 svolge un ruolo simile con i geni. Un gruppo di ricercatori ha scoperto che tale proteina è drasticamente ridotta in alcuni tumori, individuando un nuovo possibile target terapeutico. Lo studio* su Cancer Cell

La proteina RBM4, una molecola fondamentale nel processo di splicing genico (il particolare processo di ‘montaggio’ dei geni), risulta drasticamente ridotta in numerose forme di tumore. Ad affermarlo, è un gruppo di ricercatori della University of North Carolina (UNC) School of Medicine negli Stati Uniti, che ha pubblicato i risultati dello studio su Cancer Cell. Secondo i ricercatori, questo risultato apre una nuova prospettiva di studio di terapie che contrastino l’alterato pathway genetico responsabile della proliferazione e della diffusione della malattia.   
 
Nel genoma umano ci sono circa 25mila geni, che sono uniti per formare vari tipi di RNA messaggero e dare luogo alle varie differenti proteine che costituiscono nostra ‘impalcatura’. Un po’ come un regista che monta insieme i pezzi della scena di un film creando ‘sequenze alternative’, spiegano i ricercatori, riarrangiando il film in maniera differente; allo stesso modo avviene nella genetica, mediante il processo chiamato splicing alternativo. Riprendendo il paragone cinematografico, la proteina RBM4 è un importante tecnico del montaggio del film.
 
In generale, “storicamente, gli scienziati non sono soliti andare a colpire quelle proteine ​​nellecellule tumorali che sono coinvolte nello splicing", ha affermato Zefeng Wang, PhD, professore associato nel dipartimento di farmacologia e senior author della rivista Cancer Cell. "È tutto un altro paio di maniche in termini di regolazione genica nel cancro".
 
In particolare, i ricercatori hanno individuato 20 proteine coinvolte nel regolare lo splicing alternativo, studiando poi le variazioni dell’attività di queste proteine nei tumori umani e animali. In particolare la RBM4 risulta diminuita nei tessuti malati rispetto ai tessuti sani e nei pazienti con cancro alla mammella e al polmone è drasticamente ‘sotto-controllata’. Infatti, "nelle cellule normali, la RBM4 inibisce lo splicing alternativo", illustra il professore. "Essa fa sì che i geni passino da una forma lunga ad una breve. Per uno dei geni che stiamo studiando, che si chiama Bcl-x, desideriamo la forma breve perché presenta proprietà anti-cancro". Quando i livelli della proteina RBM4 sono bassi, invece, viene prodotta la forma più lunga del gene, che gioca un ruolo nel promuovere lo sviluppo tumorale e le metastasi. “In modelli murini, abbiamo dimostrato che l'attivazione della RBM4 può invertire la progressione del cancro", ha affermato Wang. Di fatto, è importante che sia presente la giusta quantità di RBM4, in modo che i geni si uniscano in maniera corretta tra loro, spiega il professore.
 
Inoltre, il gruppo ha anche scoperto che la RBM4 svolge un ruolo nel controllare un altro regolatore di splicing, chiamato SRSF1, che è altamente espresso in alcune cellule tumorali. "La cosa interessante è che RBM4 inibisce in realtà l'espressione di SRSF1 e quindi controlla lo splicing di molti target di SRSF1 in maniera opposto. Questo ci ha nuovamente mostrato perchè la RBM4 ha un'attività come un soppressore del tumore”.
Ed ora, l’obiettivo è scoprire cosa fa sì che la proteina diminuisca. "Vogliamo capire se siamo in grado di utilizzare la RBM4 come bersaglio e manipolarla. Probabilmente dobbiamo colpire più di un solo obiettivo per il trattare i pazienti affetti da cancro, ma riteniamo che la RBM4 sia un obiettivo veramente importante".
 
Lo studio è stato finanziato dal National Cancer Institute.
 
Viola Rita
 
*Yang Wang et al., "The Splicing Factor RBM4 Controls Apoptosis, Proliferation, and Migration to Suppress Tumor Progression", Cancer Cell, Volume 26, Issue 3, p374–389, 8 September 2014, DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.ccr.2014.07.010 

Viola Rita

12 Settembre 2014

© Riproduzione riservata

Hantavirus. Dubbi sulle modalità di trasmissione. Nel 2020 uno studio argentino parlava di aerosol
Hantavirus. Dubbi sulle modalità di trasmissione. Nel 2020 uno studio argentino parlava di aerosol

C'è una frase che i funzionari dell'Organizzazione Mondiale della Sanità hanno ripetuto come un mantra durante l'ultimo briefing. "Non è coronavirus. È un virus molto diverso. Non siamo nella stessa...

Hantavirus. L’Iss fa il punto: “Rischio per l’Italia molto basso, ma attenzione ai roditori”
Hantavirus. L’Iss fa il punto: “Rischio per l’Italia molto basso, ma attenzione ai roditori”

L'allarme è scattato il 2 maggio, quando l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha segnalato un focolaio di gravi malattie respiratorie a bordo di una nave da crociera con 147 tra passeggeri...

Cuore. Una nuova strategia di prevenzione: -36% di rischio di primo infarto
Cuore. Una nuova strategia di prevenzione: -36% di rischio di primo infarto

Ridurre del 36% il rischio di primo infarto oggi è possibile: è questo uno dei principali dati che emergono dallo studio internazionale VESALIUS-CV, presentato al 57° Congresso Nazionale ANMCO 2026...

Antibiotici. Nuove linee guida per cani e gatti: “Un uso prudente per fermare la resistenza”
Antibiotici. Nuove linee guida per cani e gatti: “Un uso prudente per fermare la resistenza”

Gli antibiotici non si usano solo negli allevamenti intensivi. Anche cani e gatti, milioni di famiglie li considerano parte integrante della propria vita, ricevono cure farmacologiche che, se non gestite...