Cancro. Tirelli (Aviano): “Ecco come il ginseng può aiutare il trattamento”

Cancro. Tirelli (Aviano): “Ecco come il ginseng può aiutare il trattamento”

Cancro. Tirelli (Aviano): “Ecco come il ginseng può aiutare il trattamento”
Che la fatigue sia uno degli effetti collaterali di chemioterapia e altri trattamenti per il cancro non è un mistero. Ma la soluzione al problema potrebbe essere più semplice di quanto si pensi, secondo alcuni studi della Mayo. Per l’esperto italiano sono necessari altri studi, ma si può essere ottimisti.

“La cancer-related fatigue può essere così severa che i pazienti possono averne effetti devastanti, che possono perdurare per diversi mesi ed anni dalla fine dei trattamenti senza che vi siano trattamenti efficaci per combatterla”. Così Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di oncologia medica dell’istituto Tumori di Aviano, parla di uno dei sintomi principali che si presentano nei pazienti affetti da cancro, in particolare per descriverne l’incisività sulla qualità della vita di questi ultimi. Eppure, spiega l’esperto, un rimedio semplice per combattere la fatigue c’è: il ginseng.
 
D’altra parte il nome scientifico della pianta è panax, il termine da cui deriva la parola panacea. Non è certo un rimedio universale a tutti i mali, ma sicuramente il ginseng ha proprietà interessanti. Tra queste, anche quella di combattere il famoso sintomo, quantomeno nel caso oncologico. Da secoli il ginseng ha una solida reputazione di energetico potente ma con poche dimostrazioni scientifiche, ma ora sembra esservi evidenza scientifica sempre maggiore grazie a un certo numero di studi indipendenti in cui i ricercatori hanno dimostrato che gli estratti del ginseng sembrano aiutare a combattere la cancer-related fatigue, uno dei più comuni effetti collaterali della chemioterapia e di altri trattamenti oncologici. “In uno studio randomizzato con 290 pazienti condotto nel 2010 alla Mayo Clinic, più della metà dei pazienti che avevano assunto 1000-2000 mg di ginseng al giorno riportavano meno fatica e più energia dopo 8 settimane di trattamento comparati con coloro che ricevevano solo un placebo”, ha spiegato Tirelli. Ma non solo: un altro studio appena presentato all’American Society of Medical Oncology dagli stessi ricercatori della Mayo Clinic ha infatti recentemente dimostrato che i pazienti oncologici che ricevono 1000 mg di ginseng due volte al giorno per due settimane hanno un miglioramento significativo della fatigue confrontata con il gruppo che riceveva placebo: secondo lo studio, guidato da Debra Barton del Cancer Center di Rochester e pubblicato per ora solo in Un abstract presentato all’ASCO, dopo 8 settimane di assunzione degli integratori basati sul ginseng, il senso di affaticamento era diminuito del 20 per cento rispetto al 10 per cento del placebo. “E anche altri studi suggeriscono che il ginseng può essere capace di alleviare una fatica moderata in persone anche senza cancro”, ha concluso Tirelli. “Attualmente visono ricerche in atto per valutare l’impatto del ginseng anche nella sindrome da fatica cronica, e i dati preliminari sembrano dimostrare una certa attività. Sarà comunque necessario estendere le ricerche e soprattutto valutare la sicurezza del ginseng a lungo termine”.

24 Giugno 2012

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