Cannabis terapeutica. Ass. Coscioni contro circolare del ministero: “Limiti inaccettabili alle preparazioni in farmacia”

Cannabis terapeutica. Ass. Coscioni contro circolare del ministero: “Limiti inaccettabili alle preparazioni in farmacia”

Cannabis terapeutica. Ass. Coscioni contro circolare del ministero: “Limiti inaccettabili alle preparazioni in farmacia”
Così in una lettera al ministro della Salute l'Associazione commenta una nota del Ministero della Salute. In particolare si sottolinea come vengano "di fatto consentite solo le forme farmaceuticche del decotto e della vaporizzazione e esplicitamente negare la possibilità di prescrivere resine e oli", e in piena emergenza Covid "sia negata la possibilità, della spedizione tramite corriere delle preparazioni". 

Il 23 settembre una nota della Direzione Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico del Ministero della Salute avrebbe "limitato drasticamente" le possibilità di preparazioni a base di cannabis terapeutica in farmacia. Questa la denuncia lanciata dall'Associazione Luca Coscioni.
 
L'Associazione, in una lettera indirizzata al ministro della Salute Roberto Speranza, promossa insieme al Forum Droghe e Società della Ragione, e sostenuta da decine di associazioni, ha spiegato come "quelli che nell’oggetto vengono definiti 'chiarimenti' nel testo della nota diventano una complessiva messa in discussione dell’attuale sistema di prescrizione, realizzazione e distribuzione che con tanta fatica il nostro paese aveva costruito fra mille difficoltà. Un apparente passo indietro che mette a rischio la stessa continuità terapeutica".
 
"In particolare – prosegue la lettera – troviamo una forte contraddizione rispetto al lavoro fatto in questi anni affermare, fra le altre cose opinabili, che:
– siano di fatto consentite solo le forme farmaceutiche del decotto e della vaporizzazione e esplicitamente negare la possibilità di prescrivere resine e oli (omettendo che lo stesso Allegato tecnico per la produzione nazionale di sostanze e preparazioni di origine vegetale a base di cannabis del DM 9/11/15 cita espressamente gli “estratti in olio o altro solvente”, richiedendone la titolazione);


 


– i suddetti oli e resine siano presenti nella Tabella II del Dpr 309/90, dimenticando che essa rimanda a quella dei Medicinali, dove sono presenti alla Sezione B “Medicinali di origine vegetale a base di Cannabis (sostanze e preparazioni vegetali, inclusi estratti e tinture)”;


 


– sia negata la possibilità, in particolare in piena emergenza Covid19, della spedizione tramite corriere delle preparazioni, metodo peraltro utilizzato da moltissime persone, sia per la difficoltà ormai insostenibile di reperimento delle preparazioni per le note problematiche rispetto alle disponibilità, che per le difficoltà di spostamento che purtroppo caratterizza molti dei pazienti che utilizzano cannabis terapeutica".


 
Si sottolinea infine come le preparazioni a base di cannabis in olio siano prescritti da molti anni in Italia ed utilizzate, insieme alle capsule decarbossilate, in particolare per dosare con maggiore facilità e sicurezza la quantità di farmaco assunto. "Inoltre la forma del decotto, che di norma viene preparato dallo stesso paziente con metodi casalinghi, è una forma 'antica' che non garantisce in alcun modo sulla qualità e quantità del principio attivo estratto".
 
Alla vigilia del voto sulla raccomandazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che chiede il riconoscimento formale, all’interno delle convenzioni internazionali, dell’uso terapeutico della cannabis "riteniamo che l’Italia non possa fare passi indietro rispetto a quanto conquistato dal 2007. Anche alla luce del Commento Generale sulla Scienza adottato dalla Nazioni Unite a maggio scorso, saremmo felici di poterLe presentare di persona ulteriori argomenti a bilanciamento delle gravi limitazioni su ricordate che se confermate comporterebbero un attacco al pieno godimento del diritto alla salute nel nostro paese", conclude la lettera. 

28 Settembre 2020

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