Cardiologia. Poche le linee guida basate su evidenze di alto livello

Cardiologia. Poche le linee guida basate su evidenze di alto livello

Cardiologia. Poche le linee guida basate su evidenze di alto livello
Tra il 2008 e il 2018 la percentuale di linee guida cardiovascolari, basata su evidenze di alto livello, non sarebbe sostanzialmente cambiata. A questa conclusione è giunto uno studio condotto negli Stati Uniti, che ha vagliato le linne guida cliniche dell’American College Cardiology/American Heart Association (ACC/AHA) e della European Society of Cardiology (ESC).

(Reuters Health) – Una nuova ricerca punta il dito sulla maggior parte delle linee guida delle società scientifiche che si occupano di patologie cardiovascolari: non si baserebbero sui più alti ivelli di evidenza. È questa l’opinione di Renato D. Lopes e colleghi, del Duke Clinical Research Institute di Durham, North Carolina.
 
La percentuale di linee guida USA o europee supportate da evidenze provenienti da molteplici studi controllati randomizzati (RCT) o da un solo RCT di grandi dimensioni (livello di evidenza A) non sarebbe aumentata tra il 2008 e il 2018.
 
“Gran parte delle raccomandazioni sull’assistenza dei pazienti si basavano su evidenze non randomizzate, persino raccomandazioni di classe I (“da fare”) e classe III (“da non fare”), osservano i ricercatori in un articolo su JAMA, pubblicato online il 19 marzo. “Questi risultati dimostrano che gli sforzi compiuti negli ultimi dieci anni per semplificare e facilitare gli studi clinici non si sono ancora tradotti in una base di evidenze supportata meglio da RCT”.
 
Lo studio


Lopes e colleghi hanno esaminato le linee guida cliniche dell’ American College Cardiology/American Heart Association (ACC/AHA) e della European Society of Cardiology (ESC) per il periodo 2008-2018. Le 26 linee guida dell’ACC/AHA includevano un totale di 2.930 raccomandazioni, 248 delle quali avevano un livello di evidenza (LOE) A (8,5%). La metà avevano un LOE B (supportate da dati provenienti da studi osservazionali o da un singolo RCT) e il 41,5% avevano un LOE C (si basavano solo sull’opinione di esperti).
 Le 25 linee guida della ESC includevano 3.399 raccomandazioni, con il 14,2% classificate come LOE A, il 31,0% LOE B e il 54,8% LOE C.

“La mancanza di evidenze derivanti da RCT a supporto della maggior parte delle raccomandazioni nelle linee guida è stata complicata dalla variabilità tra le sottospecializzazioni della medicina cardiovascolare; alcune linee guida relative a sottospecializzazioni non contenevano quasi alcuna raccomandazione con un livello di evidenza A”, osservano gli autori dello studio.

“Anche se le linee guida ESC e ACC/AHA utilizzano evidenze analoghe per creare le raccomandazioni, nel complesso una maggiore percentuale di raccomandazioni nelle linee guida ESC sono state classificate come LOE A, evidenziando differenze nel modo in cui queste società scientifiche interpretano i dati e generano raccomandazioni e/o l’esitazione dei comitati che si occupano della redazione delle linee guida a classificare la raccomandazioni come LOE A in base alle evidenze provenienti da RCT che hanno coinvolto pazienti provenienti interamente da altre aree del mondo”.

Fonte: JAMA 2019
 
Anne Harding
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Anne Harding

21 Marzo 2019

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