Carenza farmaci. La denuncia di Altroconsumo: “Alcuni non più disponibili, altri ricomparsi con prezzi aumentati fino al 1630%”

Carenza farmaci. La denuncia di Altroconsumo: “Alcuni non più disponibili, altri ricomparsi con prezzi aumentati fino al 1630%”

Carenza farmaci. La denuncia di Altroconsumo: “Alcuni non più disponibili, altri ricomparsi con prezzi aumentati fino al 1630%”
Da febbraio 2014 ad agosto 2014 sono arrivate attraverso il sito Altroconsumo 170 segnalazioni da parte di consumatori e anche di alcuni farmacisti. Ad attirare l'attenzione il caso di tre farmaci tumorali: Alkeran, Leukeran e Purinethol. Tutti della Aspen Pharma: scomparsi in momenti diversi sono riapparsi con un prezzo lievitato, rispettivamente, del 1630%, del 1265% e del 565%.

Farmaci essenziali carenti sul mercato, i pazienti non li trovano, non hanno alternative. Casi-limite: farmaci spariti dalla distribuzione e poi riapparsi mesi dopo, con prezzi aumentati anche di sedici volte, passando da 5,23 euro a 85,33 euro, come nel caso dell'Alkeran. Problema reale e persistente, la carenza di alcuni medicinali; molti di questi farmaci sono di classe A, cioè ritenuti essenziali.
Da febbraio 2014 ad agosto 2014 sono arrivate attraverso il sito Altroconsumo 170 segnalazioni da parte di consumatori e anche di alcuni farmacisti. Segnalate sia carenze di prodotti su cui c’era già stata comunicazione ufficiale, noti all’Agenzia Italiana del Farmaco e reperibili sul sito di Aifa, sia carenze non note, né ufficiali, non comprese nell’elenco di Aifa, ma reali, tangibili, segnalate dai consumatori e inoltrate da Altroconsumo all’Aifa.

Intanto però il fenomeno è degno di attenzione. Dietro la sparizione di un farmaco ci possono essere diverse motivazioni: problemi produttivi o regolatori, esportazione parallela, traffici illegali. Ogni caso dev’essere valutato a sé. Ma ha attirato la rabbia dei pazienti e la curiosità di Altroconsumo il caso di tre farmaci per il trattamento dei tumori: l’Alkeran, il Leukeran, il Purinethol, tutti della Aspen Pharma: scomparsi dalla circolazione in momenti diversi sono riapparsi con un prezzo lievitato, rispettivamente da 5,23 a 85,33 euro (+1630%), da 7,13 a 90,20 euro (+1265%), da 15,98 a 90,35 euro (+565%).
 

Delta di prezzo enormi, tali da portare Altroconsumo a chiedere immediate spiegazioni formali all’Aifa, che ha rinegoziato il prezzo con la casa produttrice e al ministero della Salute. Una lettera indirizzata alle due istituzioni non ha ancora ricevuto risposta.
In qualche caso la carenza è risolvibile chiedendo al medico la prescrizione di un farmaco equivalente. Quando non ci sono alternative, il problema per i pazienti può diventare più serio; se le carenze sono note ad Aifa, l’Agenzia può mettere in atto azioni di monitoraggio e adottare misure di contenimento del disagio per i pazienti (per es. autorizzare l’importazione del medicinale dall’estero); se invece le carenze non sono note ad Aifa, nessuna misura di protezione per i pazienti può essere adottata.
 
Il fenomeno è complesso e deve essere affrontato e risolto con la collaborazione di tutti i soggetti sul mercato, in primis i farmacisti, che hanno in passato cercato di attirare l’attenzione sul problema. "L’attività di monitoraggio dovrebbe essere incrociata – segnala Altroconsumo – i singoli farmacisti, le associazioni di categoria dovrebbero essere coadiuvati nel segnalare ad Aifa e al ministero della Salute le carenze di medicinali che riscontrano nel lavoro quotidiano. Auspicabile attivare un servizio di segnalazione delle carenze rivolto ai consumatori".

26 Settembre 2014

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