Chirurgia robotica. All’Ospedale di Terni intervento su angiomiolipoma renale. E’ il terzo al mondo

Chirurgia robotica. All’Ospedale di Terni intervento su angiomiolipoma renale. E’ il terzo al mondo

Chirurgia robotica. All’Ospedale di Terni intervento su angiomiolipoma renale. E’ il terzo al mondo
"In questo ambito, la tecnica mininvasiva e robotica apre un nuovo orizzonte che potrebbe ampliare l’indicazione al trattamento, cambiando la strategia di cura". Lo ha spiegato Ettore Mearini, il direttore dell'equipe chirurgica urologica che ha eseguito l'innovativo intervento su una paziente di 54 anni.

La scuola regionale di chirurgia mini-invasiva nella specialità urologica ha raggiunto un nuovo traguardo al Santa Maria di Terni dove, per la prima volta in Italia, ha trattato conservativamente in chirurgia robotica un angiomiolipoma renale, una patologia che può anche mettere a rischio la vita del paziente con necessità di asportare l’intero rene nel 30-40% dei casi. L’innovativo intervento di chirurgia robotica è stato eseguito dall’equipe di Chirurgia Urologica, Andrologica e Tecniche mini-invasive dell’Azienda Ospedaliera di Terni, diretta da Ettore Mearini.

L’angiomiolipoma renale è una malattia benigna che si può associare ad alcune malattie genetiche, per lo più asintomatica, che viene identificata occasionalmente durante l’esecuzione di accertamenti ecografici e diagnosticata con certezza tramite Tac, che ne identifica la componente adiposa. Quando sono di dimensioni maggiori a 4-5 cm, le masse possono presentarsi con sintomi di aspecifico dolore al fianco nel 60% dei casi e, nel 15% dei casi, con una grave emorragia che, se non trattata prontamente, può mettere seriamente a rischio la vita del paziente. Quando non si riesce a prevenire il sanguinamento spontaneo di queste masse, diventa difficile eseguire una chirurgia conservativa renale: solitamente le dimensioni e l’entità dell’emorragia determinano il ricorso alla chirurgia a cielo aperto e nel 30-40% dei casi si rende necessario asportare l’intero rene.

“In questo ambito, la tecnica mininvasiva e robotica apre un nuovo orizzonte che potrebbe ampliare l’indicazione al trattamento, cambiando la strategia di cura dell’angiomiolipoma renale – ha spiegato Ettore Mearini – La possibilità di intervenire precocemente con tecnica minivasiva robotica, prevenendo il sanguinamento spontaneo e l’aumento della massa, consente di rimuovere la parte malata e preservare l’organo, evitare un intervento a cielo aperto e annullare il rischio di dover asportare l’intero rene. L’approccio robotico, infatti, ha il grande vantaggio di consentire l’identificazione dei dettagli anatomici, favorendo la preservazione dell’intero parenchima renale sano”.

L’intervento è stato eseguito su una paziente di 54 anni che riportava una sintomatologia intestinale piuttosto vaga. L’esame TAC, praticato dopo una ecografia addominale, confermava un angiomiolipoma renale sinistro di 12 cm. La tecnica robotica ha permesso un’accurata visualizzazione dei vasi sanguigni, precedentemente dimostrati da indagini radiologiche specifiche, consentendo la selettiva chiusura di quelli patologici per evitare ischemie del parenchima renale sano, con la rimozione solo della massa, nonostante il contatto con strutture importanti come la coda del pancreas e l’arteria splenica. La donna poteva essere dimessa dopo sole 48 ore. La TC di controllo eseguita dopo 72 ore ha mostrato l’indennità del rene e la completa rimozione della malattia.

18 Febbraio 2014

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