Contraccezione. La “pillola” divide madri e figlie. Ma solo sul “perché” prenderla

Contraccezione. La “pillola” divide madri e figlie. Ma solo sul “perché” prenderla

Contraccezione. La “pillola” divide madri e figlie. Ma solo sul “perché” prenderla
Per prevenire gravidanze indesiderate, le mamme e per motivi legati al proprio corpo o per curare l’acne, le figlie. Ma spesso sono le mamme a comprarla per le figlie. Un’indagine O.N.Da. rileva le differenze generazionali, ma anche le similitudini: in tempo di crisi tutte le donne vogliono risparmiare. 

Talvolta, per cogliere le differenze generazionali, basta una sola domanda. Questo è anche il caso dell’ultima indagine inedita svolta dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da.) su un campione di 600 donne (fra i 18 e i 40 anni) che usano un contraccettivo orale: quando veniva loro chiesto perché usare la pillola anticoncezionale, le risposte erano nettamente diverse per madri di famiglia e giovani.  L’obiettivo principale delle mamme è la contraccezione, mentre le giovani iniziano ad assumere il farmaco, a volte solo per alcuni periodi dell’anno, per motivi legati al benessere (come ad esempio controllare i dolori mestruali, migliorare la qualità della pelle e combattere l’acne o per tenere sotto controllo il peso corporeo) e solo nel 33% dei casi per prevenire una gravidanza indesiderata.
 
In sintesi l’indagine O.N.Da mette dunque in luce la differenza tra le madri, preoccupate di prevenire gravidanze indesiderate e le figlie più attente al proprio corpo ed alla salute della pelle. Aspetto sottolineato anche da Tiziano Motta, responsabile dell’ambulatorio di Ginecologia dell’Infanzia e dell’Adolescenza e Contraccezione dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e pertanto esperto di adolescenti e contraccezione: “Nella mia esperienza quotidiana ho riscontrato che oggi le più giovani vengono accompagnate dalla propria madre, molto spesso mi trovo a dover rispondere a quesiti che rispecchiano esigenze sia della madre sia della figlia”.
Tra le altre cose che emergono dall’indagine, poi, il fatto che crisi economica impone il risparmio anche negli ambiti che riguardano la salute, influendo anche sulla scelta della pillola da acquistare. “Per questo le pazienti accolgono con entusiasmo la segnalazione dei farmaci equivalenti”, ha concluso Motta.
 
Una visione condivisa anche da Federfarma. “Sempre più spesso succede che in farmacia, siano le madri a comprare il contraccettivo per le proprie figlie, cosa che una ventina d’anni fa era impensabile”, ha affermato Paolo Vintani, Vice Presidente Federfarma Milano. “La buona sanità si basa sulla buona informazione, anche per quanto riguarda gli aspetti economici: in questo caso il farmacista è determinante per segnalare alle pazienti la presenza di pillole equivalenti che garantiscono la stessa efficacia dei prodotti “griffati” ad un prezzo vantaggioso”.

11 Settembre 2012

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