Coronavirus. Bardi: “Nessun allarme in Basilicata”. Ma scatta la quarantena per gli studenti che tornano dal nord. Ed è polemica

Coronavirus. Bardi: “Nessun allarme in Basilicata”. Ma scatta la quarantena per gli studenti che tornano dal nord. Ed è polemica

Coronavirus. Bardi: “Nessun allarme in Basilicata”. Ma scatta la quarantena per gli studenti che tornano dal nord. Ed è polemica
La Regione emette un'ordinanza in previsione di “un rilevante flusso di residenti rientranti in Basilicata” a seguito dell’interruzione di tutte le attività scolastiche, universitarie e di alta formazione professionale nelle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Liguria. "Ritenuto indispensabile censire tutti i residenti provenienti dalle queste regioni al fine di contenere eventuali contagi”. Ma per altre Regioni si tratta di una misura eccessiva. E Fontana chiede che sia smentita.

“Allo stato attuale non vi è nessunissimo e allarme in Basilicata” ma in previsione di “un rilevante flusso di residenti rientranti in Basilicata” a seguito dell’interruzione di tutte le attività scolastiche, universitarie e di alta formazione professionale nelle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Liguria, è stata comunque emessa una ordinanza in cui si prevede che, si legge in una nota della Regione, “tutti i cittadini residenti che rientrano in Basilicata provenienti dal Piemonte, Lombardia, Veneto, EmiliaRomagna e Liguria o che vi abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni dovranno rimanere in quarantena presso il proprio domicilio per 14 giorni, comunicando la propria presenza ai competenti Servizi di Sanità Pubblica”.
 
Una misura derivante “dalla necessità di far fronte al flusso di studenti che sono rientrati nel nostro territorio”, ha spiegato il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, chiedendo che non venga mal interpretata: “Voglio tranquillizzare i Presidenti delle altri Regioni: noi non siamo una regione che si vuol chiudere, una regione non ospitale. Nella nostra regione possono entrare tutti”.

L’ordinanza, infatti, non è stata accolta bene da alcune Regioni. E se  il governatore della Liguria Giovanni Toti si è limitato a parlare di “un'ordinanza legittima ma non concordata con il Ministero della Salute. La giudico eccessiva ma non voglio interferire con il lavoro di altre Regioni”, il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, parla di provvedimenti “dettati dall'isteria e in particolare quello della Basilicata credo debba essere smentito nella maniera più rigorosa”. Per il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, “l’ordinanza della Basilicata sarà revocata a minuti perché legislativamente non è fondata sul nulla. Dal punto di vista legislativo – ha detto De Luca – noi non abbiamo poteri di assunzioni di ordinanze che sono invece in capo ai governatori interessati direttamente o ai presidenti delle Regioni contigue”.


 


Forse per questo, dopo una prima versione dell'ordinanza diramata attraverso una nota stampa, la Regione ha apportato alcune modifiche così che nella versione definitiva del provvedinento si parlerà di "studenti" e non di "tutti cittadini", e della "adozione delle misure di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva" senza riferimento a un periodo di 14 giorni.
 
Ecco cosa prevedeva la prima versione dell'ordinanza della Basilicata resa nota attraverso un comunicato:
– “tutti i cittadini che rientrano in Basilicata provenienti dal Piemonte, Lombardia, Veneto, EmiliaRomagna e Liguria o che vi abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni dovranno rimanere in quarantena presso il proprio domicilio per 14 giorni, comunicando la propria presenza ai competenti Servizi di Sanità Pubblica”;

– “i Sindaci di tutti i comuni della Basilicata in collaborazione con tutte le altre istituzioni comunali censiranno i cittadini provenienti dalle suindicate regioni”.

24 Febbraio 2020

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