Coronavirus. Problemi di sonno per chi è isolato a casa

Coronavirus. Problemi di sonno per chi è isolato a casa

Coronavirus. Problemi di sonno per chi è isolato a casa
È quanto emerge da uno studio condotto in Cina da ricercatori dello Shenzhen Kangning Hospital, che hanno esaminato i dati di 14.505 sondaggi online, completati nel mese di febbraio, sull’isolamento e lo stato del sonno. Lo studio ha anche riscontrato che i problemi del sonno sono stati più comuni tra i soccorritori in prima linea (86%) rispetto alle persone con altre occupazioni (77,2%).

(Reuters Health) – Le persone in isolamento medico a causa del Covid-19 (sospetto o confermato) sono a maggior rischio di problemi del sonno e hanno necessità di assistenza psicologica. È quanto emerge da uno studio condotto in Cina da ricercatori dello Shenzhen Kangning Hospital.
 
Il team ha esaminato i dati di 14.505 sondaggi online, completati nel mese di febbraio, sull’isolamento e lo stato del sonno. Un totale di 707 intervistati ha dichiarato di essere in isolamento medico, di restare a casa perché infetto, di essere un sospetto infetto, di essere stato esposto a persone con infezioni confermate o sospette o di aver recentemente viaggiato verso gli hotspot di Covid-19.

Complessivamente, il 76,7% delle persone in isolamento medico ha riferito di avere avuto difficoltà ad addormentarsi almeno una volta nella settimana precedente il sondaggio, mentre il 79,5% ha riferito un risveglio precoce nella settimana precedente al sondaggio. La prevalenza dei problemi del sonno non è invece stata così elevata tra le persone in isolamento personale che non soddisfacevano nessuno dei criteri per l’isolamento medico. Il 51% di questi intervistati ha avuto problemi ad addormentarsi e il 56% si è svegliato prima del previsto nella settimana precedente il sondaggio.
 
Anche tra le persone non isolate, il 42,3% ha avuto problemi ad addormentarsi e il 49% si è svegliato presto nella settimana antecedente il sondaggio
“Lo stress e la paura causati dalla pandemia stessa possono contribuire – osserva Andrew Steptoe, professore di psicologia ed epidemiologia all’University College di Londra, non coinvolto nello studio – Inoltre, molte persone hanno avuto un calo di reddito o hanno perso il posto di lavoro, non hanno nessuno che li aiuti nella cura dei figli, sono preoccupati per i parenti.

Anche se non sono infette, poi, è possibile che le persone in isolamento abbiano tassi più elevati di disturbi del sonno perché l’isolamento stesso è collegato all’insonnia. Allo stesso tempo, i sintomi di Covid-19 come febbre e aumento dell’infiammazione possono contribuire a creare problemi di sonno. L’isolamento può anche aumentare i sintomi della depressione, che può essere a sua volta esacerbata a causa delle persone che convivono con una malattia potenzialmente letale.

“I segni di disturbi del sonno in questo studio – la difficoltà ad addormentarsi e lo svegliarsi presto – si trovano spesso in individui depressi o ansiosi”, aggiunge Steptoe.

Lo studio ha anche riscontrato che i problemi del sonno sono stati più comuni tra i soccorritori in prima linea (86%) rispetto alle persone con altre occupazioni (77,2%).

Le difficoltà con il sonno sembrano cambiare nel tempo, con il 74% delle persone in isolamento per qualsiasi motivo che ha segnalato problemi di sonno durante la prima settimana, l’84,8% nella seconda settimana e il 65,2% dopo almeno due settimane in isolamento. “Il fatto che i tassi siano stati particolarmente elevati tra gli operatori sanitari e che i problemi del sonno tendano a diminuire dopo due settimane di isolamento, suggerisce che il disagio psicologico causato dalla malattia è stato uno dei principali motori dei problemi del sonno”, conclude Steptoe.

Fonte: Sleep Medicine
 
Lisa Rapaport
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)
 

Lisa Rapaport

20 Maggio 2020

© Riproduzione riservata

Hantavirus. Dubbi sulle modalità di trasmissione. Nel 2020 uno studio argentino parlava di aerosol
Hantavirus. Dubbi sulle modalità di trasmissione. Nel 2020 uno studio argentino parlava di aerosol

C'è una frase che i funzionari dell'Organizzazione Mondiale della Sanità hanno ripetuto come un mantra durante l'ultimo briefing. "Non è coronavirus. È un virus molto diverso. Non siamo nella stessa...

Hantavirus. L’Iss fa il punto: “Rischio per l’Italia molto basso, ma attenzione ai roditori”
Hantavirus. L’Iss fa il punto: “Rischio per l’Italia molto basso, ma attenzione ai roditori”

L'allarme è scattato il 2 maggio, quando l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha segnalato un focolaio di gravi malattie respiratorie a bordo di una nave da crociera con 147 tra passeggeri...

Cuore. Una nuova strategia di prevenzione: -36% di rischio di primo infarto
Cuore. Una nuova strategia di prevenzione: -36% di rischio di primo infarto

Ridurre del 36% il rischio di primo infarto oggi è possibile: è questo uno dei principali dati che emergono dallo studio internazionale VESALIUS-CV, presentato al 57° Congresso Nazionale ANMCO 2026...

Antibiotici. Nuove linee guida per cani e gatti: “Un uso prudente per fermare la resistenza”
Antibiotici. Nuove linee guida per cani e gatti: “Un uso prudente per fermare la resistenza”

Gli antibiotici non si usano solo negli allevamenti intensivi. Anche cani e gatti, milioni di famiglie li considerano parte integrante della propria vita, ricevono cure farmacologiche che, se non gestite...