Covid. Gli igienisti: “Usare settima dose vaccino Pfizer e alzare a 65 anni soglia per quello AstraZeneca”

Covid. Gli igienisti: “Usare settima dose vaccino Pfizer e alzare a 65 anni soglia per quello AstraZeneca”

Covid. Gli igienisti: “Usare settima dose vaccino Pfizer e alzare a 65 anni soglia per quello AstraZeneca”
Chiesta anche la possibilità di integrare il Cts con rappresentanti dei Dipartimenti di Prevenzione. Questo quanto emerso oggi a Roma nel corso di un incontro tra la Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, il Direttore Generale della Prevenzione Gianni Rezza, il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro e il commissario all'emergenza Domenico Arcuri.

Autorizzare anche la settima dose del vaccino Pfizer, estendere fino ai 65 anni l'uso del vaccino AstraZeneca e integrare il Cts con rappresentanti dei Dipartimenti di Prevenzione. Queste le proposte avanzate oggi dalla SItI (Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica) – rappresentata dal Presidente Antonio Ferro e da alcuni membri del Direttivo – nel corso di un incontro a Roma con Giovanni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione, Silvio Brusaferro, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e Domenico Arcuri, Commissario straordinario per l’attuazione ed il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica.
 
Durante il colloquio, la SItI ha offerto la propria expertise nella gestione e nella programmazione di una grande campagna vaccinale come dovrebbe essere quella che riguarda il Covid-19. A questo proposito, la SItI ha predisposto in collaborazione con l’Osservatorio Italiano della Prevenzione e Fondazione Smith Kline anche un Decalogo delle Vaccinazioni che considera tutti gli aspetti più strategici legati a questa prossima importantissima campagna vaccinale: definizione delle priorità nella programmazione delle coperture vaccinali, organizzazione della filiera (approvvigionamento, trasporto, preparazione del farmaco, somministrazione e registrazione), raccomandazioni per la vaccinazione delle persone con deficit immunitario, con limitata autonomia motoria e/o deficit cognitivi, fabbisogno e formazione del personale, farmacosorveglianza, gestione degli aspetti comunicativi nelle attività vaccinali, sinergia della vaccinazione anti-Covid con le altre vaccinazioni. Il decalogo, infine, offre una serie di indicazioni e modelli per le grandi strutture pubbliche dove si deve svolgere la vaccinazione e per le RSA, fino ai modelli drive-in/drive through.
 
Fra i temi più importanti emersi. oltre alla necessità di una corretta impostazione della campagna vaccinale, come dicevamo è emersa l’opportunità di recuperare la settima dose del vaccino Pfizer, che è possibile ottenere grazie a siringhe di precisione (operazione già in corso nella Provincia autonoma di Trento e in Veneto. La Siti ha inoltre chiesto di rivedere le coorti di età per il vaccino Astra Zeneca estendendone l’uso fino ai 65 anni di età (come ad esempio autorizzato in Germania). È infatti non accettabile che soggetti tra 55 e 65 anni quali ad esempio gli insegnanti, debbano aspettare presumibilmente l’estate per essere vaccinati. Si ritiene inoltre fondamentale rivedere le modalità di acquisizione del consenso informato che, per la vaccinazione anti-Covid, presuppone la presenza di due operatori, con spreco di risorse e in difformità rispetto alle altre vaccinazioni.
 
Infine la Siti ha chiesto che vengano inseriti nel Cts rappresentanti dei Dipartimenti di Prevenzione che da sempre si occupano della salute pubblica della popolazione del nostro Paese.
 
“L’Italia – commenta il Presidente della SItI Antonio Ferro – dovrebbe prendere come esempio ciò che hanno fatto le Regioni Veneto e Trentino Alto Adige. Per quanto riguarda il boccino del vaccino Pfizer è di fondamentale importanza che sia possibile estrarre e impiegare anche la settima dose. Non possiamo permetterci di sprecarlo, dato che quella singola dose potrebbe salvare una vita umana. Per quanto riguarda il vaccino Astra Zeneca, invece, suggerirei di fare come stanno facendo diversi Paesi europei, fra cui la Germania. È assolutamente necessario, infatti, alzare l’età dagli attuali 55 ai 65 anni: questo per evitare il paradosso che alcune categorie siano più a rischio per età. Se si mantenesse l’attuale programmazione, le categorie tra i 55 e i 65 anni verrebbero vaccinate nei mesi estivi dopo i colleghi più giovani, sotto i 55 anni. In ultima analisi – ha continuato Ferro – ravvisiamo la necessità che alcuni membri della SItI – i maggiori esperti di Sanità pubblica – siano presenti al tavolo del Comitato Tecnico Scientifico in rappresentanza della propria società scientifica”. 

17 Febbraio 2021

© Riproduzione riservata

Lotta alla Sepsi. Ministero della Salute: “Investire per salvare vite”. Diagnosi precoce e cure tempestive fondamentali
Lotta alla Sepsi. Ministero della Salute: “Investire per salvare vite”. Diagnosi precoce e cure tempestive fondamentali

Prevenire le infezioni, riconoscere tempestivamente i segnali della sepsi e garantire cure appropriate fin dalle prime fasi. È il richiamo del Ministero della Salute che ieri, 13 settembre, in occasione...

Virus respiratorio sinciziale. Oms prequalifica il vaccino materno multidose: obiettivo proteggere più neonati nel mondo
Virus respiratorio sinciziale. Oms prequalifica il vaccino materno multidose: obiettivo proteggere più neonati nel mondo

L’Organizzazione mondiale della sanità ha prequalificato la formulazione in flaconcino multidose del vaccino materno contro il virus respiratorio sinciziale (RSV), RSVpreF (Abrysvo). Un passaggio che, secondo l’Oms, potrà contribuire ad...

Sepsi. Riconoscerla prima può salvare la vita
Sepsi. Riconoscerla prima può salvare la vita

Nella sepsi ogni ora conta. Per questo la diagnosi precoce rappresenta uno degli obiettivi prioritari della medicina d'urgenza e della terapia intensiva. La Giornata Mondiale della Sepsi che si celebra...

Infarto. Dall’Italia nuove evidenze per una cura più selettiva. I risultati dello studio Air-Stemi
Infarto. Dall’Italia nuove evidenze per una cura più selettiva. I risultati dello studio Air-Stemi

Un nuovo contributo della ricerca italiana apre nuove prospettive nella gestione dei pazienti colpiti da infarto miocardico acuto con malattia coronarica multivasale. Lo studio internazionale randomizzato AIR-STEMI, pubblicato su New...