Covid. L’alert dell’Ecdc: “Pandemia non è finita. Con fine lockdown c’è il rischio di una ripresa”

Covid. L’alert dell’Ecdc: “Pandemia non è finita. Con fine lockdown c’è il rischio di una ripresa”

Covid. L’alert dell’Ecdc: “Pandemia non è finita. Con fine lockdown c’è il rischio di una ripresa”
Il Centro europeo per il controllo delle malattie avverte come a causa dell’allentamento delle restrizioni “esiste il rischio che le persone non aderiscano fermamente alle misure raccomandate e ancora in vigore a causa della ‘fatica da isolamento’ subita negli ultimi mesi di lockdown. “Fondamentali i test e il controllo di nuovi focolai”. Queste le 4 parole d'ordine: "Questa è una maratona, non uno sprint". "Non dobbiamo abbassare la guardia". "Dobbiamo tutti adeguarci a una nuova normalità". "Insieme, le nostre azioni ci danno il potere di controllare la diffusione del virus".  IL REPORT

“Al momento, poco prima del periodo delle vacanze estive, gli Stati membri stanno allentando i limiti ed esiste il rischio che le persone non aderiscano fermamente alle misure raccomandate ancora in vigore a causa della "fatica da isolamento". Pertanto, sono necessari sforzi continui per garantire che le rimanenti misure di controllo della distanza e di prevenzione dell'infezione continuino a limitare la diffusione della malattia. La pandemia non è finita”.
 
A dirlo è il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) nel suo ultimo report sull’epidemia da Covid 19 in cui evidenzia come l’allentamento delle misure restrittive può “comportare un aumento della trasmissione SARS-CoV-2” già a partire da luglio.
 

 
In questa fase per l’Ecdc, occorre rispettare alcune misure per evitare il risorgere della malattia:
 
Un solido quadro di monitoraggio per monitorare da vicino la situazione epidemiologica, rilevare rapidamente una maggiore trasmissione, valutare l'impatto degli interventi in atto ed evitare una ripresa del COVID-19
 
Una strategia di sperimentazione estesa che mira a test completi di tutti gli individui che presentano sintomi compatibili con COVID-19. In particolare, un approccio di test sistematico o più completo è suggerito in popolazioni o contesti ad alto rischio. Si suggerisce di accelerare i test e di renderli facilmente e rapidamente disponibili per tutti gli individui che presentano sintomi compatibili con COVID-19, compresi quelli con sintomi lievi. Gli Stati membri dovrebbero inoltre prendere in considerazione la realizzazione di studi sulla prevalenza basati sulla PCR e studi siero-epidemiologici per monitorare la diffusione della malattia.
Un framework per la tracciabilità dei contatti, basato su test approfonditi, individuazione attiva dei casi, individuazione precoce dei casi, isolamento dei casi, quarantena e follow-up dei contatti, eventualmente supportato da strumenti e applicazioni elettroniche.
 
Implementazione sostenibile a lungo termine di interventi non farmaceutici essenziali, indipendentemente dalle velocità di trasmissione, e dalla capacità di modificare rapidamente le strategie in risposta alle indicazioni di una maggiore trasmissione. Il ripristino o l'introduzione di ulteriori misure potrebbe essere preso in considerazione a livello locale o regionale o per gruppi specifici di popolazione, a seconda dei modelli di trasmissione. La protezione delle popolazioni più vulnerabili e a rischio è di fondamentale importanza in quanto hanno subito la maggior parte dell'onere di questa pandemia in termini di morbilità, mortalità e necessità di assistenza sanitaria.
 
Una forte strategia di comunicazione del rischio dovrebbe ricordare ai cittadini che la pandemia è tutt'altro che finita. Le persone devono essere consapevoli del fatto che le misure di sanità pubblica per limitare la diffusione del virus continueranno a influenzare il modo in cui ci muoviamo, lavoriamo e viaggiamo e le nostre attività ricreative per il prossimo futuro. Ciò è particolarmente importante quando l'Europa si sposta verso le vacanze estive, quando i cambiamenti nel comportamento, nelle attività e nei movimenti delle persone possono indurre le persone a ritornare a modelli di comportamento pre-pandemici e potenzialmente rischiosi. 
 
In questo senso l’Ecdc propone quattro messaggi chiave di comunicazione del rischio:
– Questa è una maratona, non uno sprint.
– Non dobbiamo abbassare la guardia.
– Dobbiamo tutti adeguarci a una "nuova normalità".
– Insieme, le nostre azioni ci danno il potere di controllare la diffusione del virus.
 
L.F.

L.F.

12 Giugno 2020

© Riproduzione riservata

Hantavirus. Dubbi sulle modalità di trasmissione. Nel 2020 uno studio argentino parlava di aerosol
Hantavirus. Dubbi sulle modalità di trasmissione. Nel 2020 uno studio argentino parlava di aerosol

C'è una frase che i funzionari dell'Organizzazione Mondiale della Sanità hanno ripetuto come un mantra durante l'ultimo briefing. "Non è coronavirus. È un virus molto diverso. Non siamo nella stessa...

Hantavirus. L’Iss fa il punto: “Rischio per l’Italia molto basso, ma attenzione ai roditori”
Hantavirus. L’Iss fa il punto: “Rischio per l’Italia molto basso, ma attenzione ai roditori”

L'allarme è scattato il 2 maggio, quando l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha segnalato un focolaio di gravi malattie respiratorie a bordo di una nave da crociera con 147 tra passeggeri...

Cuore. Una nuova strategia di prevenzione: -36% di rischio di primo infarto
Cuore. Una nuova strategia di prevenzione: -36% di rischio di primo infarto

Ridurre del 36% il rischio di primo infarto oggi è possibile: è questo uno dei principali dati che emergono dallo studio internazionale VESALIUS-CV, presentato al 57° Congresso Nazionale ANMCO 2026...

Antibiotici. Nuove linee guida per cani e gatti: “Un uso prudente per fermare la resistenza”
Antibiotici. Nuove linee guida per cani e gatti: “Un uso prudente per fermare la resistenza”

Gli antibiotici non si usano solo negli allevamenti intensivi. Anche cani e gatti, milioni di famiglie li considerano parte integrante della propria vita, ricevono cure farmacologiche che, se non gestite...