Covid-19: “Lo corsa al vaccino non deve essere considerata una competizione”. La strategia di GSK

Covid-19: “Lo corsa al vaccino non deve essere considerata una competizione”. La strategia di GSK

Covid-19: “Lo corsa al vaccino non deve essere considerata una competizione”. La strategia di GSK
GSK partecipa alla corsa al vaccino per il Covid-19. La strategia dell'azienda leader nella produzione degli adiuvanti è di collaborare con diversi partner per la produzione di più vaccini, facendo ricorso ad una tecnologia consolidata.

Quando sarà pronto un vaccino per il Covid-19? È questa una delle domande più frequenti degli ultimi mesi, e la risposta non è scontata. “Bisogna tenere presente che il tempo necessario per la produzione di un vaccino varia in genere tra i 10 e i 20 anni. Si tratta di un processo lungo e scoprire cosa mettere nel vaccino richiede molta ricerca scientifica”, ha spiegato Emmanuel Hanon, Senior Vice President, Head of Research & Development, Vaccines di GSK (GlaxoSmithKline) in occasione di un meeting online organizzato dall’azienda farmaceutica britannica.


 


“Le case farmaceutiche di tutto il mondo stanno facendo degli sforzi enormi per accelerare lo sviluppo e i 15-18 mesi previsti sono quasi un miracolo”, ha aggiunto. Un quasi miracolo possibile grazie al fatto che negli anni scorsi sono iniziate le ricerche per un vaccino contro Sars-Cov e Mers-Cov, entrambi coronavirus, e ciò ha permesso di capire quale potesse essere il migliore antigene da mettere nel vaccino. Poi, vista la situazione di emergenza, una serie di processi sono stati velocizzati. In ogni caso “la missione è quella di mettere a disposizione dei vaccini salvavtita che siano sicuri”.


 


Per far questo, ogni azienda ha scelto la sua strategia. Alcune hanno optato per lo sviluppo di vaccini innovativi, a Rna ad esempio, la cui sicurezza ed efficacia non sono note. Altre, hanno deciso di puntare su una tecnologia consolidata. GSK in particolare, è un’azienda leader nella produzione di adiuvanti, quelle sostanze che vengono aggiunte ai vaccini per potenziare la risposta del sistema immunitario all’antigene ed aumentarne la durata.


 


“Sappiamo quali servono, come produrli, come combinarli e sappiamo di poterne produrre miliardi”, ha precisato Hanon. Il piano è dunque di mettere a disposizione questa competenza e collaborare con altre industrie per la produzione non di uno, ma di più vaccini diversi. Nel 2021 GSK prevede di produrre un miliardo di dosi di adiuvanti per supportare lo sviluppo di diversi candidati.


 


“La corsa al vaccino comunque non deve essere vista come una grande competizione”, ha sottolineato Hanon. “Per far fronte alle necessità cliniche occorrerà lo sforzo di diversi attori, quindi è una cosa positiva che ci siano più case farmaceutiche che cercano di trovare un vaccino efficace sfruttando diverse tecnologie”.


 


E sopratutto, il vaccino dovrà essere disponibile per tutti. Per questo l’azienda proporrà un prezzo responsabile per l’adiuvante, che sarà disponibile anche per i Paesi più poveri, in parte attraverso donazioni. Tutti i profitti generati durante la pandemia saranno reinvestiti per la gestione della pandemia a lungo termine, tramite investimenti interni GSK o a partner esterni.


 


Un altro aspetto fondamentale emerso nel corso dell’incontro è l’importanza del mantenimento dei programmi di vaccinazione durante la pandemia. La vaccinazione, secondo i dati dell’Oms, evita 2-3 milioni di morti ogni anno e permette di salvare 750.000 bambini dalla disabilità. La copertura vaccinale deve essere mantenuta anche in epoca Covid, altrimenti aumenteranno le persone suscettibili alle malattie che possono essere prevenute con i vaccini, i focolai e le morti correlate a tali patologie, con un aumento del carico sui sistemi sanitari già provati dalla pandemia.

15 Giugno 2020

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