Covid. Ricciardi: “Segnali d’allarme negli ospedali ma no a paura”

Covid. Ricciardi: “Segnali d’allarme negli ospedali ma no a paura”

Covid. Ricciardi: “Segnali d’allarme negli ospedali ma no a paura”
Il consigliere del Ministro Speranza: “Stiamo facendo meglio degli altri ma dobbiamo continuare su questa strada, altrimenti potremmo trovarci nella stessa condizione dei Paesi confinanti”.

“Non possiamo stare tranquilli ma neppure avere paura, dobbiamo essere molto razionali e lucidi. Dobbiamo continuare a fare quello che abbiamo fatto, dobbiamo comportarci bene. Ovvero, da un punto di vista individuale, dobbiamo portare la mascherina, curare bene l’igiene ambientale, fare il distanziamento fisico dove possibile. E da un punto di vista collettivo, le autorità sanitarie devono continuare a fare un sistema di testing molto accurato di tracciamento. Diventa quindi sempre più importante scaricare l’app Immuni, perché in questo momento il tracciamento viene fatto manualmente, con gli operatori che in caso di positività interrogano la persona, ma se tutti scarichiamo la app saranno immediatamente allertati anche coloro che ne sono entrati in contatto”.


 


È quanto dichiara Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene generale e applicata presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e presidente della World Federation of Public Health Associations (WFPHA), a margine del web congress sulle azioni di contrasto alle ICA e all’antibiotico-resistenza, promosso dalla Fondazione Policlinico Universitario "Agostino Gemelli" IRCSS – con il contributo non condizionato di Copma – rispondendo così a chi gli chiede come ci si debba comportare dinanzi ad una situazione europea che, sul versante Coronavirus, torna ad aggravarsi.  
 
“Abbiamo dei segnali di allarme anche in ospedale – aggiunge Ricciardi -. Sono aumentati i ricoveri, compresi quelli in terapia intensiva e iniziamo a vedere con qualche preoccupazione dei decessi anche nei più giovani. Ripeto, segnali d’allarme ma non paura, stiamo facendo meglio degli altri ma dobbiamo continuare su questa strada, altrimenti potremmo trovarci nella stessa condizione dei Paesi confinanti”.  
 
“Ho sempre detto che non sarebbe stata la stagione calda a risolvere la questione – prosegue – ma il distanziamento, ecco perché non andavano riaperte le discoteche, non andavano liberalizzati i comportamenti indiscriminati, però siamo ancora in tempo per controllarli. Certo, la stagione fredda è una grandissima preoccupazione perché arriverà sicuramente l’influenza, arriveranno i comuni raffreddori che almeno inizialmente avranno sintomi simili. Pertanto, i cittadini faranno bene a proteggersi, a vaccinarsi tutti contro l’influenza, in maniera tale da limitarne i rischi, dal momento che per le sue complicanze ci sono migliaia di morti ogni anno. Inoltre, così si eviterebbe la possibilità di generare confusione con il Covid-19”.  
 
“Per quanto riguarda i vaccini – ricorda Ricciardi -, in merito quantomeno a quello di Oxford, a inizio ottobre avremo la pubblicazione dei dati relativi alla fase 3. Nel caso siano positivi, potremo avere una certezza, un certo numero di dosi in tutta Europa perché il contratto è stato firmato dalla Commissione Ue, e in Italia 2-3 milioni di dosi, che ci consentiranno di vaccinare tutto il personale sanitario, vigili del fuoco, polizia, forze dell’ordine quindi, ma anche farmacisti, addetti ai supermercati, il personale che ha un ruolo pubblico. Poi, a seconda dei risultati, anche le persone più fragili, e nel 2021 ci sarà la copertura per gli altri. Ma non bisogna infine dimenticare che ci sono altri vaccini allo studio, anche se in questi casi i risultati arriveranno a fine anno”.  

24 Settembre 2020

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