Covid. Zinco e acido ascorbico, anche in alte dosi, inutili per ridurre i sintomi

Covid. Zinco e acido ascorbico, anche in alte dosi, inutili per ridurre i sintomi

Covid. Zinco e acido ascorbico, anche in alte dosi, inutili per ridurre i sintomi
Lo evidenziano i risultati di uno studio randomizzato pubblicato su Jama condotto su 214 pazienti adulti con diagnosi di Covid 19 confermato tramite test RT-PCR che avevano ricevuto cure ambulatoriali presso alcune strutture negli stati di Ohio e Florida (USA).

Dall’inizio della pandemia da SARS-CoV-2 sono state avanzate numerose ipotesi sull’utilizzo di integratori per il trattamento o la prevenzione del COVID-19.
 
I dati di uno studio clinico randomizzato, pubblicato su Jama, condotto tra il 27 aprile e il 14 ottobre 2020, rivelano che il trattamento con alte dosi di gluconato di zinco, di acido ascorbico o di una combinazione dei 2 supplementi non ha ridotto significativamente la durata dei sintomi rispetto alle cure standard.
 
L’indagine è stata condotta su 214 pazienti adulti con diagnosi di COVID-19 confermato tramite test RT-PCR che avevano ricevuto cure ambulatoriali presso alcune strutture negli stati di Ohio e Florida (USA).
 
L’obiettivo dello studio era quello di valutare l’effetto di alte dosi di zinco e di acido ascorbico rispetto alla terapia standard sulla riduzione della gravità e la durata dei sintomi nei pazienti ambulatoriali con la infezione da SARS-CoV-2 (COVID-19).

Il disegno dello studio prevedeva il confronto di 4 gruppi in trattamento con:
• 50 mg di gluconato di zinco
• 8000 mg di acido ascorbico
• entrambe le sostanze
• solo il trattamento standard.
 
La durata dell’assunzione è stata di 10 giorni in tutti i gruppi. Dal momento che il disegno dello studio era in aperto tutti i pazienti, i clinici e gli sperimentatori erano a conoscenza del trattamento assegnato a ciascun soggetto.
 
L’endpoint primario (il risultato principale che si voleva verificare) dello studio era il numero di giorni necessari per ridurre del 50% i sintomi quali: febbre, tosse, mancanza di respiro e affaticamento. Gli endpoint secondari (altri risultati di interesse) includevano invece i giorni necessari per rilevare l’assenza di sintomi (un punteggio totale di gravità dei sintomi pari a zero), il punteggio cumulativo di gravità al quinto giorno di osservazione, i ricoveri, i decessi, eventuali farmaci aggiuntivi prescritti ed eventi avversi ai prodotti assunti nello studio.
 
Limiti dello studio e risultati
Uno dei principali limiti dell’indagine, sottolineata dagli sperimentatori, è stata l’assenza di cecità riguardo i trattamenti che i pazienti stavano assumendo.
L’analisi ad interim ha evidenziato un beneficio trascurabile dei trattamenti in studio tanto da richiedere l‘interruzione anticipata per futilità.
Lo studio pubblicato riporta i risultati della prima analisi ad interim effettuata su 214 soggetti che rappresentano il 40% del numero totale dei pazienti effettivamente previsti per la conduzione dell’intero trial.
 
I risultati ottenuti hanno mostrato l’assenza di differenze significative tra i vari trattamenti all’interno dei gruppi, sia per quanto riguardava l’endpoint primario sia per quelli secondari.

Gli autori, indicando l’assenza di efficacia di tali supplementi per il trattamento del SARS-CoV-2, hanno dichiarato che questi prodotti non possono essere raccomandati per ridurre la morbidità dei sintomi nei pazienti.
 
Hanno inoltre posto l’attenzione sull’insorgenza di reazioni avverse a seguito dell’assunzione di acido ascorbico senza comunque escludere la possibilità di incorrere in effetti avversi anche per l’uso di zinco come riportato da evidenze in letteratura. Tra gli eventi avversi riportati: nausea, diarrea e crampi allo stomaco.
 
Gli autori hanno sottolineato che l’assunzione di sostanze di origine naturale senza benefici dimostrati potrebbe essere dannosa e portare a effetti negativi sulla salute degli individui, ponendo quindi l’attenzione sul rapporto beneficio/rischio di qualsiasi trattamento.
 
Conclusioni
Ove non sia presente un beneficio accertato associato all’assunzione di determinati composti, il rischio di effetti avversi deve essere assente.
È importante quindi considerare attentamente tutte le informazioni e le evidenze a disposizione, riservando comunque una valutazione critica della letteratura tenendo presente che la quantità di dati disponibile non sempre è indice di una buona qualità.
 
La scelta razionale e ponderata di un trattamento per una patologia come quella da SARS-CoV-2, soprattutto per terapie alternative, la cui efficacia non sia stata opportunamente dimostrata, deve essere il risultato di una attenta e costruttiva collaborazione tra clinici e pazienti.
 
Fonte: Epicentro

19 Febbraio 2021

© Riproduzione riservata

L’influenza già circola, ma l’Italia non la vede. La sorveglianza è ferma da otto mesi, ecco perché
L’influenza già circola, ma l’Italia non la vede. La sorveglianza è ferma da otto mesi, ecco perché

Siamo ormai in piena stagione influenzale. La campagna annuale per la vaccinazione ha preso il via in tutto il Paese e attorno a noi iniziano a comparire i primi casi...

Manovra. Farmaci, tetto degli acquisti diretti sale al 9% con 292 mln in più ma dal 2028. Arrivano 160 mln per ridurre payback ad aziende che investono in Italia e norme per l’accesso precoce alle terapie
Manovra. Farmaci, tetto degli acquisti diretti sale al 9% con 292 mln in più ma dal 2028. Arrivano 160 mln per ridurre payback ad aziende che investono in Italia e norme per l’accesso precoce alle terapie

Il Governo prova a intervenire sulla governance della spesa farmaceutica, combinando un aumento delle risorse disponibili per gli acquisti diretti, un alleggerimento selettivo del payback per le aziende che investono...

Oms. Tedros apre l’IGWG9: “Finiamo il lavoro sull’accordo pandemico”
Oms. Tedros apre l’IGWG9: “Finiamo il lavoro sull’accordo pandemico”

"Finiamo il lavoro". È l'appello che il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha rivolto ai delegati riuniti a Ginevra per il nono incontro del gruppo intergovernativo...

Morbillo. Negli Usa raddoppiano i casi nel 2026: sono 4.852, con 479 ricoveri e 3 decessi. Cdc: “I numeri potrebbero essere più alti”
Morbillo. Negli Usa raddoppiano i casi nel 2026: sono 4.852, con 479 ricoveri e 3 decessi. Cdc: “I numeri potrebbero essere più alti”

Il morbillo negli Stati Uniti ha già superato il doppio dei casi dell'intero 2025, e mancano ancora due mesi alla fine dell'anno. Al 29 ottobre i Cdc contano 4.852 contagi...