Danno renale acuto. Non sempre utile la dialisi precoce

Danno renale acuto. Non sempre utile la dialisi precoce

Danno renale acuto. Non sempre utile la dialisi precoce
Uno studio condotto in Francia mette in discussione il ricorso alla dialisi precoce nei casi di danno renale acuto. Aspettare circa 48 ore per vedere se la funzionalità renale riprende da sola non determinerebbe un aumento dei decessi

(Reuters Health) – In caso di danno renale acuto a seguito di shock settico, la dialisi precoce non sarebbe sempre la migliore terapia. A evidenziarlo è stata una sperimentazione clinica, lo studio multicentrico randomizzato Ideal-Icu, pubblicata dal New England Journal of Medicine. Iltrial è stato coordinato da Saber Barbar, dell’University Hospital di Nimes, in Francia.

La premessa
Secondo gli autori, sebbene problemi di iperkaliemia e acidosi metabolica suggeriscano di eseguire una dialisi immediata nel caso in cui, a seguito di shock settico, ci siano danni renali acuti, i tempi di trattamento non sono chiari. Il trattamento precoce è usato da più della metà dei medici del Nord America; in Europa la pratica è addirittura più comune, con tre quarti dei medici che iniziano una terapia di sostituzione renale precoce.

Lo studio
Lo studio francese è stato condotto su 488 pazienti. La terapia di sostituzione renale precoce veniva avviata entro 12 ore dall’esordio del danno renale acuto, in caso di oliguria o anuria per 12 ore o più o se i livelli sierici di creatinina crescevano rapidamente superando di tre volte quelli basali. Nel gruppo con terapia ritardata, invece, la terapia sostitutiva renale avviata a 48 ore dal danno, non è stata necessaria nel 29% dei pazienti, nei quali la funzionalità renale è ripresa spontaneamente entro 48 ore. Dopo 90 giorni, il 58% del gruppo sottoposto a trattamento precoce era deceduto, contro il 54% dei pazienti in cui la terapia era stata ritardata.

Quando i ricercatori hanno adattato i risultati a preesistente insufficienza renale cronica o esposizione ad agenti nefrotossici, il trattamento precoce non ha fatto registrare la differenza. Inoltre, la terapia precoce non avrebbe influenzato il numero di giorni senza ventilazione meccanica o la durata della terapia intensiva o del ricovero.

I commenti
Sulla base dei risultati di questo studio, “i medici potrebbero essere meno inclini a procedere con terapie aggressive e potrebbero scegliere di aspettare prima di iniziare una terapia di sostituzione renale”, dice Saber Barbar. E l’attesa potrebbe anche far risparmiare, considerando che il costo medio di una sessione di dialisi varia dai 300 a oltre 700 dollari al giorno, a seconda della tecnica usate e delle impostazioni dello strumento. “Già sapere che il 29% dei pazienti non si è dovuto sottoporre a una procedura invasiva che comporta il rischio di infezione ed emorragia è già una buona notizia”, conclude Barbar.

Fonte: New England Journal of Medicine

Gene Emery

Gene Emery

11 Ottobre 2018

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