Dermatite Atopica grave dell’adulto. Società scientifiche in prima linea per l’accesso alle terapie innovative

Dermatite Atopica grave dell’adulto. Società scientifiche in prima linea per l’accesso alle terapie innovative

Dermatite Atopica grave dell’adulto. Società scientifiche in prima linea per l’accesso alle terapie innovative
Dal 92° Congresso SIDeMaST tanto spazio alle novità terapeutiche contro la dermatite atopica grave dell’adulto e le società scientifiche chiedono un accesso rapido ai nuovi farmaci biologici.

La dermatite atopica grave dell’adulto è una patologia fortemente invalidante che ha un impatto sociale ed economico enorme sulla vita delle persone che ne sono affette. Una recente indagine condotta sui centri di dermatologia italiani ha individuato circa 35.500 pazienti seguiti in Italia, di cui circa 8.000 affetti dalla forma grave della malattia. Dal Congresso SIDeMaST sono emerse numerose novità terapeutiche, ma la priorità è trovare una cura che sia efficace per modificare il decorso di tale patologia. A questa esigenza possono rispondere i nuovi farmaci biologici.

“Diversi studi hanno messo in evidenza che nuove molecole, in particolare nuove molecole biologiche, sono in grado di modificare il decorso clinico della dermatite atopica grave dell’adulto”, ha dichiarato Antonio Cristaudo, Presidente Adoi. “Noi come società scientifica abbiamo chiesto alle autorità di poter utilizzare precocemente questo nuovo tipo di farmaco che è stato recentemente approvato dell’FDA in America”, ha proseguito Cristaudo.

“L’utilizzo di questo farmaco può essere di grande aiuto in questi soggetti con una patologia che è fortemente invalidante. Abbiamo chiesto infatti alle autorità competenti di prendere in considerazione l’ipotesi di un utilizzo precoce del farmaco prima ancora che tutto l’iter burocratico venga formulato. Tale richiesta nasce dal fatto che per questi pazienti adulti che sono affetti da una dermatite atopica grave non abbiamo la possibilità di utilizzare altri farmaci in grado modificare quello che è il decorso della patologia. Poter utilizzare in tempi precoci questo farmaco sarebbe di grande aiuto per i pazienti prima di tutto”. 

10 Maggio 2017

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