Diabete. Un’insulina per dormire sonni tranquilli

Diabete. Un’insulina per dormire sonni tranquilli

Diabete. Un’insulina per dormire sonni tranquilli
I risultati di un nuovo studio presentato al congresso dell’ADA, dimostrano che l’ultima arrivata nel panorama delle insuline, la basale degludec, consente di ridurre in maniera significativa i tassi di ipoglicemia, rispetto all’insulina glargine

Dormire senza l’incubo delle ipoglicemie notturne, le più pericolose, perché sorprendono nel sonno, senza dar modo al paziente di reagire. E’ il sogno di tutte le persone con diabete in terapia con insulina, ma ancora oggi, le modalità di somministrazione dell’insulina non sono ‘fisiologiche’ e anche le insuline a disposizione, nonostante i tanti progressi degli ultimi anni, non sono perfette. Ma qualcosa sta cambiando e i piccoli passi in avanti si vedono, soprattutto con le insuline ‘intelligenti’ di ultima generazione. Uno studio presentato al congresso dei diabetologi americani dimostra ad esempio che l’insulina basale degludec, l’ultima arrivata nell’armamentario terapeutico del diabete, rispetto all’insulina glargine, riduce in maniera significativa i tassi di ipoglicemia notturna nelle persone con diabete di tipo 2, e li riduce anche nei soggetti con diabete di tipo 1, ma in questo caso senza raggiungere la significatività statistica.
 
Per ‘episodio di ipoglicemia notturna’, in questo studio sono state prese in considerazione tre diverse definizioni: quelli sintomatici con valori di glicemia inferiore a 56 mg/dl; quelli con glicemia inferiore a 70 mg/dl (definizione ADA di ipoglicemia) e quelli con glicemia inferiore a 56 mg/dl, registrati durante la notte ( tra le 22 e le 6 di mattina). Nelle persone con diabete di tipo 2 in trattamento iniziale con insulina, il rischio di ipoglicemie notturne con l’insulina degludec è risultato inferiore del 27% rispetto al trattamento con insulina glargine, prendendo in considerazione la definizione ADA (< 70 mg/dl) e del 44%, prendendo in considerazione la soglia dei 56 mg/dl.
Nelle persone con diabete di tipo 1, le ipoglicemie notturne sono risultate ridotte del 17% con degludec, rispetto al trattamento con glargine (del 9% considerando la definizione ADA).
 
“Il problema delle ipoglicemie – afferma Antonio Nicolucci, Responsabile del dipartimento di farmacologia clinica ed epidemiologia della Fondazione Mario Negri Sud – è molto diffuso e interessa e preoccupa molte persone con diabete. Lo studio HYPOS-1 rivela che, fra coloro che riferiscono episodi di ipoglicemia, uno su quattro ha avuto almeno un episodio di ipoglicemia sintomatica notturno nel corso degli ultimi 12 mesi, vivendo sulla propria pelle tutti i sintomi che ne derivano.”
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

16 Giugno 2014

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