Disfagia. Rivalutata la manometria ad alta risoluzione

Disfagia. Rivalutata la manometria ad alta risoluzione

Disfagia. Rivalutata la manometria ad alta risoluzione
Secondo un nuovo studio dalla Corea, la manometria ad alta risoluzione (HRM) può aiutare ad identificare i migliori metodi di alimentazione per i pazienti con disfagia e prevedere il loro rischio di polmonite ab ingestis.

(Reuters Health) – La HRM è recentemente diventata uno strumento di diagnostica radiologica desueto per valutare la disfagia orofaringea, ma un nuovo utilizzo della manometria HRM non è stato ancora ben documentato come scrivono sul American Journal of Gastroenterology alcuni ricercatori di Seul. “Il test HRM, come metodo aggiuntivo per lo studio sulla videofluoroscopia della deglutizione (VFSS) – un test gold-standard per la disfagia – può aiutarci a capire le condizioni del paziente” precisa l’autore principale dello studio Jung Ho Park della Sungkyunkwan University School of Medicine a Seoul.

“I pazienti con disfagia sono stati generalmente valutati con VFSS. Tuttavia, in alcuni casi, utilizzando il VFSS è difficile determinare i metodi di alimentazione. Anche se HRM è un esame che comporta un certo disagio, dà ai medici risultati significativi sui pazienti ad alto rischio di disfagia e può aiutare i medici ad impedire una polmonite ab ingestis, che nei pazienti con disfagia è letale", ha aggiunto Kyung Jae Yoon, un altro coautore dello studio.
 
Lo studio
Yoon, Park e colleghi hanno reclutato 120 adulti con disfagia sottoposti sia ad HRM che a VFSS. I ricercatori hanno utilizzato HRM per stimare l’andamento della pressione endoluminale nel tratto dal velo faringeo allo sfintere esofageo superiore (UES). Nel corso di un follow-up medio di 18,8 mesi, il 15,8% dei pazienti ha sviluppato una polmonite da aspirazione.


 


E con un analisi di regressione multivariata Cox, si è visto che la pressione massima al velofaringe (P <0.01) e la durata del rilassamento dello UES (P <0.05) erano predittori indipendenti della polmonite da aspirazione. Inoltre i pazienti con una pressione massima velofaringea inferiore a 105,0 millimetri Hg avevano una più alta incidenza cumulativa di polmonite rispetto a quelli la cui pressione massima al velofaringe era superiore o uguale a 105,0 millimetri Hg (P<0,01).


 


E ancora, l'incidenza cumulativa di polmonite era maggiore nei pazienti con durata del rilassamento UES sotto a 0,45 secondi rispetto a quelli con durata del rilassamento UES di 0,45 secondi o più (P <0.01). Gli autori riconoscono alcune limitazioni allo studio: è stato condotto in un singolo centro, non era in doppio cieco, e non è stato possibile correlare i parametri misurati con la HRM e il rischio di mortalità.
 
Fonte: Am J Gastro 2017


 


Lorraine L. Janeczko


(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Popular Science)

Lorraine L. Janeczko

19 Aprile 2017

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