Distrofia: efficace su topi la terapia cellulare

Distrofia: efficace su topi la terapia cellulare

Distrofia: efficace su topi la terapia cellulare
Il trapianto autologo di cellule staminali corrette per produrre distrofina funziona in un modello animale. Dopo 8 mesi dal trapianto, i topi presentano ancora fibre muscolari sane.

“Correggere” geneticamente le cellule staminali dei pazienti affetti da distrofia muscolare di Duchenne per poi trapiantarle nuovamente allo scopo di ricostruire i muscoli che la patologia progressivamente distrugge. È questa la strada che un gruppo di ricercatori del San Raffaele di Milano coordinato da Giulio Cossu persegue da tempo e che nelle scorse settimane ha raggiunto un traguardo importante.
In uno studio pubblicato su Science Translational Medicine, il team ha infatti dimostrato che la tecnica è efficace su topi modificati geneticamente per presentare una forma di distrofia simile a quella umana.
Il gruppo di ricercatori è da tempo impegnato nella messa a punto di un protocollo di terapia cellulare basato sull’impiego di mesoangioblasti, cellule staminali derivate dalla parete dei vasi sanguigni, in grado di differenziare in cellule muscolari. Nel marzo di quest’anno ha avviato uno studio clinico di fase I/II sull’uomo, in cui la sicurezza e la fattibilità di un protocollo terapeutico basata sul trapianto eterologo di mesoangioblasti. Tuttavia, essendo basata sull’impiego di cellule provenienti da un donatore, qualora si dimostrasse efficace, questa strategia costringerebbe il paziente all’assunzione di farmaci immunosoppressori per tutta la vita. È questo che con la nuova ricerca si vuole evitare: prelevare i mesoangioblasti direttamente dal paziente, correggerli geneticamente attraverso il trasferimento di un cromosoma artificiale contenente l’intero gene della distrofina e quindi reimpiantarli nel paziente stesso offrirebbe un trattamento in grado di correggere all’origine il difetto da cui ha origine la patologia senza costringere all’assunzione di immunosoppressori.
Nello studio, il team ha dimostrato la fattibilità di questo approccio nel topo.
Se iniettati nei muscoli, i mesoangioblasti geneticamente corretti si sono dimostrati in grado di colonizzare efficientemente i muscoli trattati dando luogo alla formazione di fibre muscolari che producono distrofina, presente anche otto mesi dopo l’iniezione, oltre che di contribuire alla formazione di nuove cellule satelliti, le cellule staminali deputate alla produzione di nuovo tessuto muscolare.
Anche l’iniezione per via sistemica funziona: nei diversi distretti muscolari dell’animale sono state osservate fibre muscolari in grado di produrre distrofina fino a 10 settimane dopo il trapianto. 

12 Settembre 2011

© Riproduzione riservata

Hantavirus. Tre sospetti casi evacuati dalla nave: trasferiti in Olanda per ricevere cure mediche. Oms: “Rischio pubblico basso”
Hantavirus. Tre sospetti casi evacuati dalla nave: trasferiti in Olanda per ricevere cure mediche. Oms: “Rischio pubblico basso”

Tre pazienti con sospetta infezione da hantavirus sono stati evacuati dalla nave su cui si trovavano e sono in viaggio verso i Paesi Bassi per ricevere cure mediche. Lo ha...

Epidemie e social media. L’Ecdc lancia “Episomer”: monitora i post su Bluesky per intercettare focolai in tempo reale
Epidemie e social media. L’Ecdc lancia “Episomer”: monitora i post su Bluesky per intercettare focolai in tempo reale

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha annunciato il lancio di “Episomer”, uno strumento personalizzabile progettato per supportare le attività di intelligence epidemiologica attraverso...

Bufale nel piatto. L’Iss lancia un sondaggio su alimentazione e fake news
Bufale nel piatto. L’Iss lancia un sondaggio su alimentazione e fake news

Dal glutine allo zucchero, sono numerose le false credenze sull’alimentazione che circolano sul web. Saperle riconoscere è fondamentale per tutelare la propria salute e fare scelte consapevoli a tavola. Per...

Stati Uniti. L’Hhs lancia il “Maha Action Plan”: stop alla sovraprescrizione psichiatrica, soprattutto tra i bambini
Stati Uniti. L’Hhs lancia il “Maha Action Plan”: stop alla sovraprescrizione psichiatrica, soprattutto tra i bambini

Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (Hhs) ha annunciato oggi un piano d'azione per contrastare la sovraprescrizione di farmaci psichiatrici, nel corso di un summit...