Donne e depressione. Il rischio aumenta con i farmaci antimuscarinici

Donne e depressione. Il rischio aumenta con i farmaci antimuscarinici

Donne e depressione. Il rischio aumenta con i farmaci antimuscarinici
Le donne che assumono regolarmente antimuscarinici, per il trattamento della sindrome della vescica iperattiva, mostrano un rischio elevato di soffrire di disturbi depressivi. È quanto emerge da uno studio condotto a Taiwan.

(Reuters Health) – Gli agenti antimuscarinici, come ossibutinina, tolterodina e trospio, sono comunemente usati per trattare la sindrome della vescica iperattiva, ma diversi effetti collaterali indesiderati accompagnano il loro uso. Inoltre l’associazione tra l’uso antimuscarinici e la comparsa di disturbi depressivi è ancora poco chiara. Per approfondire la questione Herng-Ching Lin e colleghi, dal Taipei Medical University Hospital di Taiwan, hanno condotto uno studio retrospettivo di coorte su donne con sindrome della vescica iperattiva.
 
Lo studio
Si è così dapprima evidenziato che durante i 3 anni di follow-up l’incidenza dei disturbi depressivi per 100 persone/anno è stata di 2.77 tra le 1.952 donne in terapia con antimuscarinici, contro 2.02 tra le 9.760 donne che non ricevevano questo trattamento farmacologico. Inoltre, dopo aggiustamento dei dati per altri fattori, il rischio dei disturbi depressivi era superiore alla percentuale del 38% per le donne che assumevano antimuscarinici. E ancora, il rischio, dopo l’aggiustamento dei dati, era più elevato del 93% tra le donne che assumevano abitualmente antimuscarinici e del 23% più elevato tra quelle che li assumevano saltuariamente, rispetto a quanto avveniva per le donne che non li assumevano.
 
Va aggiunto che l’associazione tra l’uso di antimuscarinici e il rischio di disturbi depressivi era evidente tra le donne di età compresa tra 18 a 59 anni, ma l’associazione ha perso significatività statistica tra le donne di età uguale o maggiore a 60 anni. Secondo quanto osservano gli autori stessi, la maggior parte delle pazienti coinvolte in questo studio erano di etnia cinese, e non è chiaro se i risultati ottenuti possano essere generalizzabili ad altre etnie.
 
Fonte: J Clin Pharmacol 2017
 
Reuters Staff
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Popular Science)

13 Aprile 2017

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