Estetica: Botulino farmaco sicuro

Estetica: Botulino farmaco sicuro

Estetica: Botulino farmaco sicuro
È il cattivo uso del botulino, non il botox da mettere sotto processo. Perché è un farmaco più che sicuro, testato da oltre vent’anni e privo di effetti collaterali dannosi per la salute. Servono comunque garanzie. Per questo la Salute ha annunciato, nel corso di una tavola rotonda organizzata da Onda, di aver affidato al Css uno studio per arrivare a definire un quadro epidemiologico preciso sull’utilizzo sia clinico sia per finalità estetiche della tossina botulinica

Sulla tossina botulinica è stato detto tutto e il contrario di tutto. Soprattutto sono state molteplici le inesattezze e le imprecisioni. Per fare chiarezza una volta per tutte su questo farmaco Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna, da sempre attenta alle tematiche della salute femminile e promotrice di iniziative sulla corretta informazione, ha organizzato oggi a Roma un incontro “'Le donne e l'estetica: un dibattito sul botulino”con i maggiori esperti del settore e il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini.
E dal Ministero è arrivato un primo segnale: “Abbiamo affidato al Consiglio superiore di sanità – ha annunciato il sottosegretario alla Salute Francesca Martini – il compito di svolgere uno studio che permetta di conoscere la diffusione dell'utilizzo della tossina botulinica in Italia, sia a scopi clinici che estetici, le modalità di impiego e anche gli eventuali effetti collaterali. Spero si possa anche auspicare in futuro una tracciabilità dell’utilizzo della tossina. Credo che questo aggiunga molto in termini di garanzia sia per il paziente sia per il medico”.
Comunque, il botox è un farmaco più che sicuro assicurano gli esperti da Emanuele Bartoletti, Segretario nazionale della Società italiana di medicina estetica ad Alfredo Berardelli, neurologo dell’ Università La Sapienza di Roma, da Roy de Vita, chirurgo dell’Istituto nazionale dei tumori di Roma a Nicolò Scuderi, chirurgo plastico dell’chirurgia plastica sempre della Sapienza .
Dal 1990 a oggi sono utilizzate nel mondo 26 milioni di fiale. Negli Stati Uniti, sulla base degli 11,8 milioni di trattamenti effettuati a scopo estetico nel corso degli ultimi 6 anni, gli eventi avversi riportati ogni 10mila applicazioni sono in media di 0,42. In Italia, a fronte delle migliaia di trattamenti che si fanno ogni anno, l'incidenza degli effetti avversi è di circa lo 0,007%.
“Il botulino è un farmaco estremamente sicuro – ha sottolineato Scuderi – anche nel dosaggio: la distanza tra dose terapeutica e quella tossica sono enormi. Inoltre è un farmaco preciso: dove si inietta agisce. Fallisce solo se utilizzato male”.
In sintesi, la differenza la fa il rivolgersi a un professionista affidabile e con un’esperienza accertata nel campo della medicina estetica.
Anche su questo punto dal Ministero potrebbe arrivare qualche novità: “Stiamo riflettendo – ha detto il sottosegretario – sul percorso formativo di tutte le figure mediche che oggi iniettano la tossina botulinica per capire se, in ognuno di questi casi, venga garantita la salute del paziente. Ci sono già state alcune riunioni al ministero per avviare una riflessione su quale sia la formazione adeguata per questi medici".
Attualmente esistono le specializzazioni universitarie in Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica e in Dermatologia e a queste si affiancano le scuole quadriennali in Medicina estetica, ancora non riconosciute. Per questo Emanuele Bartoletti ha lanciato un invito al ministero della Salute affinché queste scuole siano riconosciute ufficialmente per attestare la comprovata qualità dei professionisti che qui si sono formati. “Vorremmo che il ministero della Salute – ha affermato – ci ricevesse per darci l'opportunità di spiegare quanto viene insegnato nella nostra scuola e quanto sia completa la formazione garantita da una formazione quadriennale in medicina estetica, affinché possa essere ufficialmente riconosciuta. Siamo disponibili al dialogo”.
(E.M.)

22 Giugno 2010

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