EULAR 2010: Fumo fattore di rischio per l’artrite reumatoide

EULAR 2010: Fumo fattore di rischio per l’artrite reumatoide

EULAR 2010: Fumo fattore di rischio per l’artrite reumatoide
Tre studi presentati nel corso del Congresso evidenziano come il fumo aumenti il rischio di sviluppare la patologia e riduca l’efficacia dei farmaci.
Un ulteriore aumento di rischio potrebbe arrivare dal consumo di tè. 

Si allunga la lista dei danni causati dal fumo. Dal Congresso EULAR 2010 emerge che è un significativo fattore di rischio per lo sviluppo dell'artrite reumatoide perché interferisce con l'espressione di diversi geni, aggravando il processo patologico alla base della malattia.
Due studi realizzati in Svezia dalla Lund University hanno dimostrato infatti che il fumo è un fattore predittivo negativo, sia di una futura diagnosi di artrite reumatoide, sia di una scarsa risposta ai farmaci anti-TNF utilizzati per ridurre l'infiammazione presente nelle articolazioni dei pazienti.
Una terza ricerca realizzata in Svizzera dall'Università di Zurigo ha messo inoltre in luce come il fumo, attivo o passivo, possa alterare la capacità di alcune proteine di stimolare la risposta immunitaria in persone con una predisposizione genetica alle malattie reumatiche, rappresentando un fattore aggiuntivo di rischio per lo sviluppo dei sintomi e per la progressione della malattia.
Ma non è solo il fumo ad aumentare le probabilità di sviluppare la patologia: secondo un’altra analisi realizzata negli Stati Uniti dalla Georgetown University su più di 76 mila donne, esiste un’associazione positiva fra incidenza di artrite reumatoide e consumo di tè, con un rischio di sviluppo della malattia proporzionale alla quantità di bevanda assunta. Lo studio non ha invece evidenziato alcuna relazione tra consumo di caffè e malattia.
“Gli studi presentati in questi giorni al congresso EULAR confermano come alcuni stili di vita possano avere un impatto sul rischio e la progressione delle malattie reumatiche”, ha spiegato Maurizio Cutolo, presidente esecutivo di EULAR 2010. “Ma vanno interpretati con estrema cautela e ragionevolezza. I pazienti con disturbi reumatici, così come le altre persone, devono sempre consultare il proprio medico prima di modificare in qualsiasi modo il proprio regime alimentare”. 

17 Giugno 2010

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