Farmaci a brevetto scaduto. Egualia: “Tagliare il prezzo di rimborso è un errore”. I cittadini rischieranno di pagare di più

Farmaci a brevetto scaduto. Egualia: “Tagliare il prezzo di rimborso è un errore”. I cittadini rischieranno di pagare di più

Farmaci a brevetto scaduto. Egualia: “Tagliare il prezzo di rimborso è un errore”. I cittadini rischieranno di pagare di più

I farmaci a brevetto scaduto stabilizzano la spesa, ma restano nel mirino: l’analisi Pharma Data Factory per l’Osservatorio Egualia su scenari e tendenze dei farmaci accessibili  evidenzia la crescita della spesa privata e il ruolo stabilizzante dei farmaci fuori brevetto. Preoccupazione per revisione prontuario Aifa prevista dalla legge di bilancio 2026

Cresce la spesa farmaceutica privata e si riduce la copertura pubblica, con un aumento del peso sui cittadini. Allo stesso tempo, la spesa territoriale resta sotto controllo, mentre quella ospedaliera continua a essere sotto pressione.

In questo scenario, Egualia lancia un allarme: intervenire sui farmaci fuori brevetto nell’ambito della revisione del prontuario da parte di AIFA rischia di produrre effetti distorsivi senza contribuire alla sostenibilità del sistema. È su questi elementi che si innesterebbe il rischio di un intervento sui prezzi di riferimento dei farmaci fuori brevetto, con effetti che potrebbero essere gravemente distorsivi.

L’allarme si basa sull’analisi realizzata da Pharma Data Factory (PDF) per l’Osservatorio Egualia, che da quest’anno affiancherà con analisi periodiche il tradizionale Rapporto Annuale in programma il prossimo 29 settembre. Dal paper realizzato da PDF all’esame del Consiglio Direttivo dell’associazione, riunito oggi a Roma, emerge chiaramente che la spesa territoriale non è “fuori controllo”, ma presenta dinamiche definite e riconducibili a fattori specifici, estranei alle classi consolidate dei farmaci fuori brevetto.

Dopo un periodo di sostanziale stabilità (2019-2023), la farmaceutica territoriale italiana è entrata in una fase di trasformazione per fenomeni che – come quelli indicati anche nel Documento di Finanza pubblica 2026 approvato ieri – si collocano evidentemente al di fuori del perimetro del comparto dei farmaci fuori brevetto, che invece continuano a svolgere una funzione di contenimento e stabilizzazione.

L’analisi condotta da PDF evidenzia una divaricazione netta: i farmaci in-patent registrano nel 2025 una crescita sostenuta rispetto all’anno precedente, trainata in larga misura dalla componente di acquisto privato. I farmaci off-patent, invece, mostrano un andamento quasi piatto (+0,4%). Questo dato non segnala debolezza, ma una funzione sistemica: il comparto fuori brevetto continua a garantire volumi elevati, terapie consolidate e controllo della spesa. Classi consolidate come statine e inibitori di pompa protonica (PPI) risultano in contrazione rispetto alla spesa rimborsata SSN.

Eppure proprio queste classi di prodotto sarebbero nel mirino del primo intervento di revisione del prontuario da parte di Aifa: in particolare il procedimento amministrativo è stato avviato sugli inibitori di pompa protonica (PPI), la cui spesa pubblica dati alla mano risulta in contrazione del 7,7 %, mentre quella privata cresce dell’8%.

“Non si tratta di un problema di livello della spesa, bensì della sua composizione: i dati presentati da Pharma Data Factory confermano come quella per farmaci non coperti da brevetto sia in costante diminuzione – dichiara Riccardo Zagaria, Presidente di Egualia –. In tale contesto, un’eventuale revisione del prontuario che incida ulteriormente su questa categoria di medicinali rischierebbe di produrre effetti non coerenti con gli obiettivi di sostenibilità complessiva del sistema. Nell’attuale scenario geopolitico, caratterizzato da un pressante e irreversibile incremento dei costi di produzione, le aziende non dispongono di margini per adeguare i prezzi senza compromettere la continuità delle forniture; ne conseguirebbe, pertanto, un trasferimento dell’onere della revisione del prontuario interamente sui pazienti”.

“Non è in discussione il principio della periodica verifica  da parte del sistema pubblico della appropriatezza, efficacia e sostenibilità delle proprie scelte – prosegue Zagaria – vanno però valutati con attenzione l’area dell’intervento e gli effetti che ne deriveranno e va difesa la funzione stabilizzante che l’off-patent continua a svolgere”.

Ma soprattutto, secondo il Presidente di Egualia “va contrastato l’aumento della spesa privata, perché l’incremento dell’acquisto out-of-pocket è il segnale che il SSN sta arretrando su una parte della farmaceutica territoriale scaricando i risparmi realizzati sulle tasche dei pazienti”.

23 Aprile 2026

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