Farmacisti e grossisti. Le prossime “vittime” dei tagli alla sanità?

Farmacisti e grossisti. Le prossime “vittime” dei tagli alla sanità?

Farmacisti e grossisti. Le prossime “vittime” dei tagli alla sanità?
Ha ragione il presidente dei grossisti Giombini a nutrire dubbi sulla garanzia di continuità dell’attuale sistema della assistenza farmaceutica persistendo l’attuale situazione, ove mai aggravata dagli inconcepibili tagli lineari

L’intervista al presidente della associazione grossisti (ADF) Mauro Giombini, pubblicata su questa rivista online, mi stimola qualche considerazione relativamente alla sostenibilità del SSN. Più in particolare, della assistenza farmaceutica.
La necessità di spendere bene e meglio nel sistema sanitario nazionale equivale ad un dictum oramai scontato e ineludibile.
 
Il problema è capire come fare. Invero, c’è una strana confusione tra tagli da effettuare sui finanziamenti annuali e spending review caratteristica da realizzare. Meglio, tra tagli lineari e tagli chirurgici. La differenza sta ridurre a tutti allo stesso modo ovvero intervenire recidendo i costi, ove questi sovrabbondano.
 
L’appello a fare comunque bene va indirizzato a diversi destinatari istituzionali.
Nel primo caso, è l’Autorità centrale a decidere (ed è dunque giusta la ritrosia delle Regioni che fanno bene il loro mestiere ad accettare la logica della linearità dei tagli).
Nel secondo, invece, l’onere della decisione spetta ai singoli governatori, specie a quelli neoeletti e costretti ad amministrare le cosiddette case cadute, ovverosia quelle Regioni, e sono la maggioranza, che non hanno mai saputo fare ciò che occorre e che hanno, di conseguenza, reso inesigibili i diritti costituzionali.
 
In entrambe le soluzioni ciò che è indifferibile è l’introduzione a regime del federalismo fiscale.Meglio, della metodologia dei costi standard, da perfezionarsi – distinti per area: della prevenzione, dell’assistenza ospedaliera e di quella territoriale – con la determinazione dei fabbisogni standard regionali attualizzati attraverso gli indici di deprivazione socio-economica, estesi alle esigenze della nuova povertà.
 
Ha ragione, quindi, il presidente Giombini a nutrire dubbi sulla garanzia di continuità dell’attuale sistema della assistenza farmaceutica persistendo l’attuale situazione, ove mai aggravata dagli inconcepibili tagli lineari.
 
Il Governo deve pretendere la efficienza e la efficacia delle Regioni, tanto da produrre la migliore forma delle istituzioni imprenditorializzate, aventi l’obiettivo di produrre servizi pubblici e un livello ottimale delle prestazioni essenziali, pena il commissariamento ad acta, che va rifondato nelle sue caratteristiche.
 Quanto all’effetto dell’immobilizzazione della attuale situazione, nel senso di lasciarla così com’è diminuita delle attuali risorse, è naturale il formarsi di qualche preoccupazione a monte e a valle del sistema distributivo del farmaco.
 
A monte. I grossisti sono in crisi,attesa la concorrenza impropria esercitata per anni a far propria la clientela, chiunque fosse, praticando sconti imprenditorialmente impraticabili. Con ciò, a fronte del desiderio e/o dell'esigenza marketing di esibire quote di mercato riguardevoli, hanno pregiudicato la loro esistenza ovvero hanno reso difficile il loro benessere aziendale.
 
A valle. I farmacisti altrettanto in affanno,alcuni dei quali hanno continuato a fare orecchio da mercante alle corrette regole dell’imprenditoria, confondendo spesso i ricavi con gli utili e considerando l’utile spendibile al lordo delle imposte e, conseguentemente, farne un uso improprio. Una situazione, questa, che – aggravata dal dirottamento di somme aziendali verso iniziative effimere – ha depredato irrimediabilmente il loro patrimonio tanto da indurli sempre più spesso a frequentare procedure concorsuali.
 
A ben vedere, una situazione non affatto esaltante, a fronte della quale vanno ricercate la giuste soluzioni, sia da parte di chi dispone (Stato e Regioni), che da parte di chi esegue (grossisti e farmacisti). Questi ultimi tenuti più degli altri a garantire quanto assicurato sino ad oggi, fiore all’occhiello della assistenza territoriale che, per altri versi, è difficile a rinvenirsi.
 
Prof. avv. Ettore Jorio
Università della Calabria – Fondazione TrasPArenza, Cosenza

Ettore Jorio

09 Dicembre 2014

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