Fibre dietetiche grandi alleate della salute. I risultati di una metanalisi su Lancet

Fibre dietetiche grandi alleate della salute. I risultati di una metanalisi su Lancet

Fibre dietetiche grandi alleate della salute. I risultati di una metanalisi su Lancet
L’assunzione di fibre dietetiche e cereali integrali comporta una riduzione del 15-30% di mortalità cardiovascolare e per tutte le cause, di coronaropatie, di incidenza e mortalità per ictus, di diabete mellito di tipo 2 e di cancro del colon retto. Chi consuma fibre ha un peso corporeo, la pressione sistolica e i livelli di colesterolo più bassi. Ridotto anche il rischio di cancro del colon e della mammella. Fibre alimentari e cereali integrali insomma fanno bene e ne andrebbe incentivato l’uso.

Lancet questa settimana pubblica un imponente lavoro di revisione sistematica e metanalisi riguardante l’impatto di carboidrati di diversa qualità sulla salute. E non su un unico indice, come hanno fatto in precedenza analisi di questo tipo, ma su una serie di marcatori. Scopo di questo lavoro era di quantificare con precisione il potenziale predittivo di vari marcatori, al fine di determinare quali di questi sia più utile e di stabilire una base di evidenze utile al fine della redazione di raccomandazioni quantitative, relative all’apporto di fibre dietetiche.
 
A tale scopo gli autori hanno preso in esame tutti gli studi prospettici pubblicati a partire dal 30 aprile 2017 e tutti i trial clinici randomizzati pubblicati a partire dal 28 febbraio 2018 che riportavano l’indicazione della qualità dei carboidrati e dell’incidenza di patologie non trasmissibili, mortalità e fattori di rischio (sono stati esclusi gli studi su pazienti con patologie croniche o i trial su calo ponderale o quelli riguardanti la somministrazione di supplementi).
Da questo certosino lavoro di ricognizione, sono stati selezionati dati per circa 135 milioni di anni-paziente da 185 studi prospettici e 58 trial clinici su 4.635 partecipanti, che sono stati inclusi nelle analisi.
 
I dati osservazionali suggeriscono che i soggetti che riferiscono un elevato apporto di fibre dietetiche, rispetto ai bassi consumatori presentano una riduzione del 15-30% nella mortalità cardiovascolare e per tutte le cause, nell’incidenza di coronaropatie, di incidenza e mortalità per ictus, di diabete mellito di tipo 2 e di cancro del colon retto.
 
I trial clinici dimostrano un peso corporeo nettamente inferiore, come anche valori inferiori di pressione arteriosa sistolica e colesterolo tra i maggiori consumatori di fibre, confrontati con quelli che ne assumono meno.
 
La riduzione del rischio di una serie di condizioni è più importante quando l’assunzione quotidiana di fibre è compresa tra i 25 e i 29 grammi. Le curve dose-risposta suggeriscono che un apporto maggiore di fibre potrebbe conferire benefici maggiori nella protezione da patologie cardiovascolari, diabete di tipo 2, cancro del colon retto e della mammella. L’impressionante evidenza del rapporto dose-risposta emersa dagli studi prospettici e dai trial clinici relativi all’elevata assunzione di fibre dietetiche o di cereali integrali indica che le relazioni tra queste abitudini alimentari e l’incidenza di diverse patologie non trasmissibili potrebbe essere di tipo causale.
 
Risultati simili sono emersi anche nei consumatori di cereali integrali, mentre non sono state riscontrate differenze nella riduzione del rischio confrontando diete a basso e ad elevato indice o carico glicemico.
 
L’implementazione di raccomandazioni volte ad aumentare l’apporto di fibre dietetiche e a sostituire i cereali raffinati con quelli integrali potrebbe dunque apportare notevoli benefici alla salute – concludono gli autori – I risultati di questo studio riguardano tuttavia solo la riduzione del rischio nella popolazione in generale e non quello di una determinata patologia cronica.
Lo studio è stato finanziato da Health Research Council della Nuova Zelanda, WHO, Riddet Centre of Research Excellence, Healthier Lives National Science Challenge, Università di  Otago e Otago Southland Diabetes Research Trust.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

11 Gennaio 2019

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