Fibromialgia: un trattamento innovativo riduce il dolore del 75%

Fibromialgia: un trattamento innovativo riduce il dolore del 75%

Fibromialgia: un trattamento innovativo riduce il dolore del 75%
Si tratta di uno strumento, sperimentato in Brasile, che combina laser a bassa intensità e ultrasuoni, che viene somministrato in ripetute sedute di pochi minuti sul palmo delle mani. Funzionerebbe normalizzando la soglia del dolore del paziente. Potrebbe arrivare sul mercato a inizio 2019.

Uno strumento che associa luce laser a bassa intensità e ultrasuoni terapeutici è in grado di ridurre del 75% il dolore dei pazienti con fibromialgia. La strategia vincente starebbe nel somministrare il trattamento sul palmo delle mani dei pazienti, anziché in corrispondenza dei punti dolenti.
 
Lo dimostra uno studio pilota pubblicato su Journal of Novel Physiotherapies, siglato dai ricercatori del CEPOF (Optics and PhotonicsResearch Center) della São Paulo Research Foundation (FAPESP). Il trattamento descritto nello studio veniva applicato per 3 minuti a seduta, due volte a settimane per 5 settimane.
 
“Lo studio – commenta Antônio Eduardo de Aquino Junior, São Carlos Physics Institute (IFSC-USP) dell’Università di San Paulo (Brasile) – descrive due innovazioni: il nuovo strumento e la strategia di trattamento. L’emissione contemporanea di luce laser e ultrasuoni ci ha consentito di normalizzare la soglia del dolore del paziente. L’applicazione al palmo delle mani è anche questa un’innovazione rispetto al classico focalizzarsi sui punti dolorosi del paziente, elemento comune in tutti i trattamenti somministrati a questi pazienti.”
 
Lo studio ha arruolato 48 donne (età 40-65 anni) con diagnosi di fibromialgia, distribuite in sei gruppi di otto, presso l’Unità di Ricerca Clinica dell’IFSC-USP, in collaborazione con l’ospedale Santa Casa de Misericórdia hospital di São Carlos. Tre gruppi di pazienti hanno ricevuto delle applicazioni separate o combinate di laser o di ultrasuoni nella regione del muscolo trapezio. Gli altri tre gruppi venivano sottoposti al trattamento solo sul palmo delle mani.
 
I risultati dello studio indicano che il trattamento somministrato sul palmo delle mani risultava molto più efficace, a prescindere dalla tecnica utilizzata, anche se la combinazione di laser e ultrasuoni era di gran lunga quella più efficace. Per la valutazione degli effetti del trattamento sono state impiegati il Fibromyalgia Impact Questionnaire (FIQ) e la Visual Analogue Scale for Pain(VASP).
 
Il confronto tra i gruppi ha evidenziato una differenza del 57,72% nel miglioramento funzionale e del 63,31% nella riduzione del dolore,nel gruppo laser-ultrasuoni con applicazione del trattamento sulla regione del trapezio; quando invece il trattamento veniva somministrato sul palmo delle mani, la riduzione del dolore arrivava al 73,3%.
 
L’idea di trattare il palmo delle mani, deriva dalla revisione della letteratura scientifica. “Studi precedenti – spiega Juliana da Silva Amaral Bruno, una fisioterapista primo autore dello studio – hanno dimostrato che i pazienti con fibromialgia hanno un gran numero di neurorecettori in prossimità dei vasi sanguigni delle mani. Abbiamo quindi valutare l’effetto dell’azione diretta di questo nuovo strumento sulle cellule sensitive delle mani, anziché sui tradizionali punti trigger (es. il trapezio)”.
 
Lo studio ha dimostrato che il trattamento sulle mani influenza tutti i punti dolorosi del corpo del paziente. “L’applicazione combinata di laser e ultrasuoni su punti dolorosi come il trapezio è molto efficace – spiega la Bruno – ma non è in grado di raggiungere le innervazioni principali interessate da questa condizione. La sua applicazione sul palmo delle mani ottiene invece un risultato globale, migliorando la qualità di vita del paziente ed eliminando il dolore”. Secondo gli autori dello studio, l’ottimizzazione del flusso ematico periferico e al cervello attraverso l’attivazione delle aree sensitive delle mani, durante le sedute di trattamento, riesce a normalizzare la soglia del dolore del paziente.
 
La fibromialgia è una condizione cronica caratterizzata da dolori diffusi non articolari di alta intensità che dura da più di tre mesi. Colpisce dal 3 al 10% della popolazione adulta, ed è più prevalente tra le donne. Sebbene i pazienti avvertano il dolore praticamente in tutto il corpo, non sono presenti danni, segni di infiammazione, né di degenerazione tessutale. Non se ne conosce la causa e non esistono trattamenti mirati. Abitualmente viene dunque trattata con attività fisica, farmaci analgesici e antinfiammatori, psicoterapia; i pazienti di solito lamentano fatigue estrema, difficoltà di concentrazione, depressione, ansia.
 
Il nuovo strumento che associa laser a bassa intensità e ultrasuoni dovrebbe arrivare sul mercato all’inizio del 2019; i ricercatori brasiliani lo stanno al momento sperimentando anche su osteoartrite delle ginocchia, mani e piedi con risultati interessanti.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

30 Agosto 2018

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