Focolaio di meningite nel Kent. L’Ecdc valuta il rischio per l’UE come “molto basso”

Focolaio di meningite nel Kent. L’Ecdc valuta il rischio per l’UE come “molto basso”

Focolaio di meningite nel Kent. L’Ecdc valuta il rischio per l’UE come “molto basso”

Venti casi accertati in Inghilterra dall'13 marzo, due i decessi. Un caso segnalato anche in Francia. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie raccomanda sorveglianza e misure mirate per i contatti stretti.

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha valutato come molto basso il rischio per la popolazione generale dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo (UE/SEE) legato al focolaio di malattia meningococcica invasiva (IMD) in corso nel Kent, in Inghilterra.

Secondo i dati aggiornati al 18 marzo 2026, l’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (Ukhsa) ha notificato 20 casi dall’13 marzo, di cui due con esito fatale. Le indagini epidemiologiche condotte nel Regno Unito hanno identificato come possibile luogo di esposizione una discoteca di Canterbury, frequentata tra il 5 e il 7 marzo scorsi. Sul fronte europeo, la Francia ha segnalato un caso in una persona potenzialmente collegata allo stesso focolaio.

L’Ecdc chiarisce che la probabilità di esposizione e contagio per la popolazione generale dell’UE/SEE è trascurabile. Il quadro cambia per chi si trovava nei luoghi coinvolti: tra le persone esposte e già vaccinate contro il meningococco B (MenB) il rischio è basso, grazie alla protezione offerta dal vaccino; tra quelle esposte e non vaccinate il rischio è invece valutato come moderato.

Un elemento importante riguarda i tempi: poiché il periodo di incubazione della malattia è di circa dieci giorni, chi è stato esposto da più di dieci giorni può considerare il proprio rischio ormai molto basso.

Per i contatti stretti di casi confermati, l’Ecdc raccomanda l’adozione di misure mirate: profilassi antibiotica e vaccinazione con MenB, da attivare sulla base di una valutazione individuale del rischio.

Cos’è la malattia meningococcica invasiva
La malattia meningococcica invasiva è un’infezione batterica rara ma grave, causata dal batterio Neisseria meningitidis. Quando penetra nel circolo sanguigno, può provocare meningite — l’infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale — e setticemia. La malattia progredisce rapidamente ed è potenzialmente letale se non diagnosticata e trattata tempestivamente con antibiotici.

Le categorie più colpite sono i bambini piccoli, gli adolescenti e i giovani adulti, con i lattanti sotto l’anno di età particolarmente vulnerabili. Nell’UE/SEE si registrano in media circa 2.000 casi l’anno, con una mortalità di circa il 10%. Nel 2024 i casi notificati sono stati 2.263, con 202 decessi; il sierogruppo B ha rappresentato il 55% dei casi.

Le raccomandazioni per medici e autorità sanitarie
L’Ecdc invita i clinici a considerare la possibilità di meningite nei viaggiatori di rientro da aree coinvolte, includendo sistematicamente l’anamnesi dei viaggi nella valutazione dei casi sospetti, con particolare attenzione alla regione del Kent.

Gli operatori sanitari dei Paesi UE/SEE che gestiscono casi sospetti o confermati sono invitati a seguire i protocolli di prevenzione e controllo delle infezioni. I Paesi sono inoltre incoraggiati a mantenere attiva la sorveglianza epidemiologica, inclusa quella molecolare e i test di sensibilità agli antibiotici.

L’Ecdc è in contatto con le autorità sanitarie del Regno Unito e dei Paesi UE/SEE, monitora la situazione attraverso la sorveglianza epidemiologica e genomica integrata e aggiornerà la propria valutazione del rischio qualora si rendesse necessario.

18 Marzo 2026

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