Giornata mondiale Oms. Epatite per un terzo della popolazione mondiale

Giornata mondiale Oms. Epatite per un terzo della popolazione mondiale

Giornata mondiale Oms. Epatite per un terzo della popolazione mondiale
Si celebra oggi la prima Giornata mondiale per la lotta alle epatiti virali. Sono 2 miliardi nel mondo le persone che hanno contratto l’infezione nel corso della propria vita e 500 milioni vivono con una forma cronica di epatite.

Un terzo della popolazione mondiale (2 miliardi di persone), nel corso della propria vita, ha contratto uno dei virus dell’epatite. E mezzo miliardo di persone convive con una forma cronica dell’infezione che ogni anno è causa di almeno un milione di decessi. Ancora, alle epatiti virali è additabile la responsabilità del 78 per cento di tutti i tumori del fegato.
Sono questi i numeri su cui l’Organizzazione mondiale della sanità vuole accendere i riflettori con la prima Giornata mondiale per la lotta all’epatite virale che si celebra oggi in tutto il mondo. La giornata, lanciata nel 2008 dalla World Hepatitis Alliance, ha ricevuto il “bollino” dell’Oms nel corso dell’Assemblea mondiale della sanità 2010 che, con una risoluzione, ha fissato al 28 luglio di ogni anno la celebrazione della Giornata, con l’intento di promuovere una strategia globale per lo sviluppo di un approccio completo rivolto al controllo e alla prevenzione di questa infezione.
Il perché della necessità di una giornata dedicata alle epatiti lo ha spiegato nei giorni scorsi l’esperto dell’Oms Steven Wiersma: “È una malattia cronica che colpisce tutto il mondo – ha spiegato nel corso di una conferenza stampa – ma, sfortunatamente, c’è pochissima consapevolezza di questo problema, anche tra i politici”.
Non solo, le caratteristiche dell’infezione la rendono nascosta per anni anche a chi l’ha contratta con conseguenze devastanti sul decorso della patologia e sull’alimentazione del contagio.
A oggi sono stati identificati 5 virus responsabili dell’epatite (A, B, C, D, E) differenti tra loro per diversi aspetti. Il virus dell’epatite A si trasmette con l’acqua e il cibo contaminato e in alcuni casi per via sessuale. L’infezione è in genere lieve, si ha un pieno ricovero e l’individuo conserva l’immunità per tutta la vita. Sono disponibili vaccini per prevenirla. L’epatite B si trasmette con i fluidi corporei, ma può essere trasmessa anche al figlio in gravidanza. Da anni è disponibile un vaccino. Analoghe le vie di trasmissione per l’epatite C (che può essere però contratta anche per via sessuale); non esiste un vaccino.
L’epatite D è contratta soltanto dalle persone già infettate dal virus dell’epatite B e la combinazione dei due virus dà origine a un’infezione più aggressiva. La vaccinazione contro l’epatite B può dunque dare protezione anche dall’epatite D. L’epatite E, infine, si contrae con il consumo di acqua e cibi infetti. Un vaccino per prevenire l’infezione è stato sviluppato ma non è ancora disponibile.
Visto l’impatto della malattia e le numerose strategie per evitare di contrarla proprio sulla prevenzione l’Oms ha posto l’accento ribadendo l’importanza del più ampio accesso possibile su scala globale alle vaccinazioni disponibili è un passo necessario, così come dell’adeguamento degli standard di qualità per il sangue impiegato per le trasfusioni. Ancora, di massima importanza è la promozione di pratiche sessuali sicure (uso del preservativo) e l’impiego di siringhe sterili per chi fa uso di droghe per vena. Così come un’igiene alimentare adeguata per prevenire l’infezione da virus A ed E.
Fondamentale, per l’Organizzazione mondiale della sanità, è inoltre la diffusione della diagnosi precoce: essenziale per ridurre i contagi e per anticipare l’inizio del trattamento.
Su questo aspetto, tuttavia, sottolinea l’Oms, resta il nodo dell’accesso ai farmaci. Da tempo sono disponibili antivirali contro l’epatite B che possono ridurre il rischio di cancro al fegato o morte e che sarebbero efficaci su almeno il 30 per cento della popolazione affetta dall’infezione. Ed è ancora più fornito l’armamentario per contrastare l’epatite C.
Tuttavia, in entrambi i casi, la disponibilità dei medicina soprattutto nei paesi a basso reddito resta limitata. 

28 Luglio 2011

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