Ipersudorazione. Una malattia e un disagio curabile con bisturi-laser o graffette

Ipersudorazione. Una malattia e un disagio curabile con bisturi-laser o graffette

Ipersudorazione. Una malattia e un disagio curabile con bisturi-laser o graffette
Si chiama l’iperidrosi ed è quella patologia che fa sudare costantemente mani e corpo. Poco diagnosticata, può essere però curata con un piccolo intervento chirurgico che silenzi il nervo interessato. Al Gemelli di Roma una nuova tecnica che invece di tagliare il nervo, lo comprime con una clip in titanio.

Palmi madidi di sudore che ci si vergogna a porgere, camicia già con evidenti e imbarazzanti aloni di primo mattino quando sei appena giunto in ufficio: è l’imbarazzante problema di quelli che sudano troppo e che, spesso, sono vittime di una malattia misconosciuta e quindi non curata. Si chiama iperidrosi, ovvero sudare troppo, un disturbo che può davvero complicare l’esistenza, rendendo difficile una normale vita di relazione, in tutti i campi, dal lavoro, alla famiglia, alle amicizie.

Ma le cure ci sono, spiega Pierluigi Granone, direttore dell'Unità Operativa Complessa di Chirurgia toracica del Policlinico universitario A. Gemelli di Roma. La chirurgia è l’unico trattamento definitivo, che ha fatto passi da gigante. Al Gemelli, in particolare, è in uso una tecnica modificata in cui il nervo simpatico (quello che manda il comando “sudore”) non viene tagliato, ma compresso con l’utilizzo di clip in titanio, specie di graffette che bloccano il messaggio nervoso che induce il sudore. Come spiegato in un articolo appena pubblicato dal professor Granone sull’European Association for Cardio-Thoracic Surgery, la tecnica di compressione con le clip sembra di gran lunga la più vantaggiosa e con meno effetti collaterali tra quelle oggi disponibili.

L’iperidrosi riguarda circa l'1% della popolazione; è causata dall’eccessiva attività del sistema nervoso simpatico con conseguente sudorazione sovrabbondante rispetto a quanto necessario per mantenere una temperatura corporea costante. L’iperidrosi si distingue in idiopatica o secondaria, quest’ultima cioè è una conseguenza di altre malattie quali l’obesità. L’iperidrosi idiopatica o essenziale è frequentemente localizzata in alcune parti del corpo: mani, piedi, ascelle. Il disturbo si manifesta già nell'infanzia o nell'adolescenza e si protrae per tutta la vita. I soggetti colpiti spesso vengono definiti emotivi, ma in realtà è proprio la sudorazione eccessiva che genera in loro imbarazzo e ansia. I disturbi che ne conseguono sono di due tipi: alterazioni dell’equilibrio cutaneo e grave disagio sociale. “Per di più – sottolinea Granone -, pochi pazienti sanno di essere affetti da questa patologia e frequentemente i familiari tendono a sminuire il problema, non ritenendolo neanche necessario di trattamento”.

Le cure però non mancano, se il paziente riceve una diagnosi corretta: gli antitraspiranti costituiscono la terapia di prima scelta. Quando non funzionano si può tentare la ionoforesi, tecnica basata su una piccola corrente indolore. Ma si tratta di una terapia costosa che per avere un effetto prolungato deve essere ripetuta anche più volte alla settimana. C’è poi la possibilità di usare la tossina botulinica, nota perché usata anche in medicina estetica come antirughe. La tossina inibisce il sistema nervoso a livello delle ghiandole e quindi blocca il sudore. L'effetto perdura per circa 5-8 mesi, ma anche questa terapia è costosa e non definitiva.

“La chirurgia – sottolinea Granone – rappresenta l’unico trattamento definitivo”. Il principio è l'interruzione definitiva dei nervi e nodi nervosi (gangli) che trasmettono i segnali alle ghiandole sudoripare. La si può eseguire in due modi: la simpatectomia classica nella quale il nervo e/o i gangli vengono divisi con l'elettrobisturi o il laser, e la neurocompressione ("clamping"), in cui la capacità del nervo di trasmettere segnali viene bloccata da una o più graffette ("clip") di titanio. Quest'ultima tecnica (denominata simpaticofrassi), pur essendo leggermente più complessa, ha il vantaggio della reversibilità nelle prime settimane postoperatorie in caso il paziente manifesti degli effetti collaterali (elevata sudorazione compensatoria nella parte inferiore del corpo).

“Nella nostra unità abbiamo operato con questa tecnica ‘modificata’ 40 pazienti negli ultimi due anni – riferisce l’esperto -. L’intervento chirurgico, detto di  si esegue in anestesia generale e il paziente viene dimesso generalmente il giorno seguente. I risultati sono sovrapponibili a quelli che si ottengono con la procedura classica e il numero di pazienti sta progressivamente aumentando”.

“Nelle forme gravi di iperidrosi palmare o facciale, resistenti a qualsiasi trattamento non-chirurgico, la chirurgia del sistema neurovegetativo simpatico si è imposta come alternativa terapeutica di grande efficacia per disturbi spesso molto invalidanti – conclude il chirurgo del Gemelli -. Si tratta di interventi di invasività minima. La tecnica endoscopica è molto sicura e porta alla cura definitiva del disturbo in quasi il 100% dei pazienti trattati, lasciando soltanto una piccolissima cicatrice sotto l'ascella”.

 

30 Ottobre 2012

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