Ipertensione arteriosa: una malattia autoimmune?

Ipertensione arteriosa: una malattia autoimmune?

Ipertensione arteriosa: una malattia autoimmune?
La produzione di proteine anomale, gli isoketali, indotta da stress ossidativo e infiammazione, scatenerebbe una reazione autoimmune capace di determinare l’innalzamento dei livelli pressori; la rimozione di queste proteine riduce la pressione nei ratti ipertesi. Un’apertura di orizzonte verso nuove strategie terapeutiche antipertensive.

Uno studio pubblicato su Journal of Clinical Investigation suggerisce chealcune sostanze che provocano ipertensione, agirebbero inducendo la produzione di proteine modificate, cosiddette ‘isoketali’ all’interno delle cellule dendritiche, che vengono quindi presentate all’organismo come antigeni. Questo scatenerebbe una reazione autoimmune, alla base appunto di alcune forme di ipertensione arteriosa. Gli autori dello studio hanno dimostrato che la somministrazione di agenti in grado di rimuovere gli isoketali, riduce la pressione arteriosa in un modello sperimentale di ratti ipertesi. I ricercatori hanno anche evidenziato che i pazienti con ipertensione resistente presentano elevate concentrazioni plasmatiche di marcatori degli isoketali. Lo studio suggerisce dunque l’idea che l’ipertensione possa essere annoverata tra le malattie autoimmuni e apre la strada a nuove strategie terapeutiche.
 
Danno ossidativo e infiammazione sono stati da tempo chiamati in causa nella patogenesi dell’ipertensione, ma i meccanismi attraverso i quali questi stimoli arrivano a determinare il rialzo dei valori pressori non è noto.
Annet Kirabo del Vanderbilt University Medical Center (Nashville, USA) e colleghi di una rete di università internazionali pensano di aver svelato, almeno in parte, l’arcano.
Utilizzando diversi modelli murini di ipertensione, i ricercatori hanno scoperto che alla base dell’aumento dei valori pressori potrebbero esserci delle proteine ossidate da gamma-chetoaldeidi altamente reattive (isoketali), che si accumulano nelle cellule dendritiche, determinando la produzione di varie citochine (IL-6, IL-1beta,IL-23). Le cellule dendritiche attivate inducono inoltre la proliferazione di un clone di linfociti T (CD8+), la produzione di interferone gamma, di IL-17A e il rialzo dei valori pressori.
 
Nello stesso studio, gli autori hanno dimostrato che la somministrazione di sostanze scavenger degli isoketali, riesce a prevenire tutti questi eventi associati all’ipertensione. Per di più – riferiscono gli autori – nei pazienti con ipertensione resistente sono presenti elevatissimi livelli plasmatici di F2-isoprostani, marcatori degli isoketali. Concentrazioni elevate di queste proteine modificate sono state riscontrate anche all’interno dei monociti circolanti e delle cellule dendritiche di pazienti con ipertensione arteriosa.
“Il nostro studio – concludono gli autori – suggerisce che la riduzione degli isoketali potrebbe rappresentare una nuova strategia per il trattamento dell’ipertensione”.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

19 Settembre 2014

© Riproduzione riservata

Farmaci. Aifa studia revisione del Prontuario e clausola di salvaguardia. Aziende contrarie e timori per l’impatto sui cittadini. Ministero frena e chiede documentazioni tecnico-scientifiche più solide
Farmaci. Aifa studia revisione del Prontuario e clausola di salvaguardia. Aziende contrarie e timori per l’impatto sui cittadini. Ministero frena e chiede documentazioni tecnico-scientifiche più solide

La fotografia scattata dall’ultimo monitoraggio Aifa sulla spesa farmaceutica nazionale lascia pochi margini di interpretazione: nel 2025 la spesa complessiva ha sfiorato quota 25 miliardi di euro, con un aumento...

Stati Uniti. La Fda approva il primo generico monodose per l’influenza: accesso più ampio e costi più bassi
Stati Uniti. La Fda approva il primo generico monodose per l’influenza: accesso più ampio e costi più bassi

La Food and Drug Administration (Fda) americana ha approvato il primo farmaco generico del baloxavir marboxil, principio attivo dell'antivirale Xofluza, per il trattamento dell'influenza non complicata e per la profilassi...

Ebola. L’Ecdc rafforza la presenza sul campo e pubblica una guida operativa: “Rischio di importazione molto basso, ma prepariamoci”
Ebola. L’Ecdc rafforza la presenza sul campo e pubblica una guida operativa: “Rischio di importazione molto basso, ma prepariamoci”

L'Agenzia europea per il controllo delle malattie (Ecdc) ha annunciato il rafforzamento della sua presenza sul campo per supportare le aree colpite dall'epidemia di Ebola da virus Bundibugyo nella Repubblica...

Biotecnologie. Efpia: “L’Europa ha le risorse per tornare leader, ma servono interventi per rafforzarne la competitività”
Biotecnologie. Efpia: “L’Europa ha le risorse per tornare leader, ma servono interventi per rafforzarne la competitività”

Le aziende biofarmaceutiche rappresentano una fonte essenziale di innovazione per i sistemi sanitari. Tuttavia, trasformare una scoperta scientifica in un nuovo farmaco è un processo lungo, costoso e incerto, che...