L’ipotesi di una misteriosa arma biologica dietro la morte di Pablo Neruda

L’ipotesi di una misteriosa arma biologica dietro la morte di Pablo Neruda

L’ipotesi di una misteriosa arma biologica dietro la morte di Pablo Neruda
La morte del grande poeta, Nobel nel 1971, non è stata causata dalla cachessia neoplastica, come riportato dai certificati di morte. A stabilirlo, un panel di esperti internazionali che, studiando i resti di Neruda, ha isolato degli stafilococchi, che potrebbero averne causato la morte. Il suo assistente parla di un’iniezione misteriosa, praticatagli nella clinica dove era ricoverato, qualche ora prima del decesso. Per ora si tratta però soltanto di supposizioni. L’unica cosa certa è il falso dei certificati di morte.

Il 23 settembre 1973 muore in una clinica di Santiago del Cile, all’età di 69 anni, Pablo Neruda, al secolo Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basoalto. Appena due anni prima era stato insignito del Nobel per la letteratura. Ma la poesia non era certo l’unica passione della sua vita. Comunista convinto, aveva ricoperto numerosi incarichi politici (anche di senatore), fino a candidarsi alla presidenza del  suo Paese nel 1970, per poi schierarsi a fianco di Salvador Allende.
 
Neruda muore ufficialmente, secondo i certificati medici, di cachessia neoplastica (avrebbe avuto un tumore della prostata), in circostanze da sempre ritenute sospette. Una manciata di giorni prima, l’11 settembre 1973, il golpe del generale Augusto Pinochet aveva infranto i suoi sogni di democrazia, mentre il suo amico Salvador Allende si ‘suicidava’ durante l’assalto al palazzo della Moneda. Lo stesso Neruda finisce presto nel mirino di Pinochet e medita di ripartire in esilio. Ma la morte gli viene incontro, secondo la ricostruzione del suo assistente Manuel Araya, sotto forma di una misteriosa puntura che gli viene praticata nella clinica dove si trovava ricoverato poche ore prima di morire.
 
Venerdì scorso a Santiago del Cile, Rodolfo Reyes, nipote del grande poeta, ha tenuto una conferenza stampa, nella quale ha reso noto che i 16 esperti internazionali (dal Canada, Danimarca, USA, Spagna e Cile) nominati dalla magistratura cilena che sta indagando sul caso, avevano ufficialmente escluso che la causa di morte di Pablo Neruda potesse essere imputabile al tumore della prostata.
 
In quella stessa clinica ‘dei veleni’ era in seguito morto anche il presidente Eduardo Frei, lì ricoverato per un’operazione di routine. E questa strana coincidenza non aveva fatto che rinforzare l’ipotesi dell’assassinio politico. Per questo, nel 2013, le autorità cilene hanno disposto la riesumazione dei resti del poeta per aprire le indagini sulle circostanze che ne hanno causato la morte.
 
Il panel di esperti che sta valutando il caso Neruda non si sbilancia per ora sull’ipotesi di un possibile omicidio, ma si limita ad affermare che i certificati di morte non riportano la vera causa del decesso. L’ipotesi alla quale si sta indagando è quella di un’arma biologica.  “Stiamo cercando di stabilire con precisione – ha dichiarato il patologo spagnolo Aurelio Luna, a nome del panel  – l’origine di alcuni batteri e se questi provengano da un laboratorio, dove potrebbero essere stati modificati e coltivati con l’intento di utilizzarli come arma biologica”. I sospetti batteri killer, attualmente allo studio in alcuni laboratori del Canada e in Danimarca, sono degli Staphylococcus aureus.
 

 

 

Sono rinato molte volte, dal fondo
di stelle rovinate, ricostruendo il filo
delle eternità che popolai con le mie mani,
e ora vado a morire, senza nient' altro, con la terra
sopra il mio corpo, destinato a essere terra.

 
                                                                                                                             (Pablo Neruda, La morte)
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

22 Ottobre 2017

© Riproduzione riservata

Da Cda Aifa via libera a 6 nuovi farmaci
Da Cda Aifa via libera a 6 nuovi farmaci

Il Consiglio di Amministrazione dell’AIFA ha dato il via libera alla rimborsabilità di sei nuovi farmaci, quattro dei quali destinati a malattie rare, e a numerose estensioni di indicazione in...

L’allarme dai settori Pharma e Cosmesi: “Ripulire le acque europee potrebbe costare fino a 5 volte di più di quanto stimato, commessi errori”
L’allarme dai settori Pharma e Cosmesi: “Ripulire le acque europee potrebbe costare fino a 5 volte di più di quanto stimato, commessi errori”

I rappresentanti dei settori cosmetici e farmaceutici europei, Cosmetics Europe, EFPIA, AESPG e Medicines for Europe, chiedono ai ministri dell’Economia di rivolgersi alla Commissione Europea per fermare l’attuazione del programma...

Farmaci equivalenti, tra gap culturale e sfide regolatorie. Zagaria (Doc Pharma): “Così liberiamo risorse per l’innovazione”
Farmaci equivalenti, tra gap culturale e sfide regolatorie. Zagaria (Doc Pharma): “Così liberiamo risorse per l’innovazione”

Il mercato dei farmaci equivalenti continua a rappresentare una componente strutturale del sistema farmaceutico italiano, ma resta ancora distante dai livelli di penetrazione dei principali Paesi europei. A fare il...

Farmaceutica. Collatina (Egualia): “La spesa non è fuori controllo”
Farmaceutica. Collatina (Egualia): “La spesa non è fuori controllo”

“Incredulità per analisi parziali e talvolta fuorvianti sui dati reali di spesa che hanno trend e composizione molto diverse se si guarda la convenzionata e l’ospedaliera; amarezza per il rischio...