La Tavr può migliorare la funzione neurocognitiva

La Tavr può migliorare la funzione neurocognitiva

La Tavr può migliorare la funzione neurocognitiva
Dopo la sostituzione della valvola aortica transcatetere (TAVR), alcuni pazienti possono sperimentare un miglioramento della funzione neurocognitiva. Questo miglioramento è più evidente rispetto a quello che si registra tra i pazienti che si sottopongono sostituzione chirurgica della valvola aortica (SAVR). È quanto emerge dall’analisi post hoc dello studio multicentrico PARTNER 3, che ha coinvolto 1.000 pazienti.

(Reuters Health) – In una piccola analisi post-hoc, i pazienti con punteggi al basale nel range basso-normale o inferiori al Mini-Mental Status Examination (MMSE) hanno fatto registrare un miglioramento neurocognitivo, dopo sostituzione della valvola aortica transcatetere (TAVR), maggiore rispetto a coloro che erano stati sottoposti a sostituzione chirurgica della valvola aortica (SAVR).
 
L’analisi post-hoc dello studio multicentrico PARTNER 3 ha coinvolto 1.000 pazienti a basso rischio con grave stenosi aortica assegnati a caso a TAVR o SAVR. L’analisi è stata condotta da Srinivasa Potluri e colleghi del Baylor Scott and White The Heart Hospital-Plano in Texas.

Il punteggio medio al basale misurato dal MMSE era di 28,6 su una scala da 1 a 30, con punteggi da 20 a 24 che indicavano lieve demenza, da 13 a 20 demenza moderata e punteggi inferiori che indicavano demenza grave. 165 pazienti su 926 (17,8%) presentavano punteggi al MMSE pari o inferiori a 27.
Complessivamente, è stato osservato un miglioramento minimo nel MMSE dal basale ai 30 giorni successivi e non è stato rilevato alcun miglioramento a un anno con qualsiasi procedura.

Tuttavia, un focus sui pazienti con punteggi al basale pari o inferiori a 27 ha mostrato un miglioramento significativo nel MMSE a 30 giorni (2,4 punti; 150 partecipanti) e a un anno (2,2; 144 partecipanti). Anche se i punteggi sono migliorati con entrambi i trattamenti, il miglioramento è stato più evidente fra i pazienti trattati con la TAVR rispetto quelli sottoposti a SAVR (2,7 versus 1,5).

“Continueremo a raccogliere informazioni neurocognitive per i pazienti che si sottopongono a TAVR. Questo studio è un follow-up di un anno e i pazienti continueranno a essere seguiti”, affermano i ricercatori.

Fonte: JACC: Cardiovascular Interventions

Marilynn Larkin

(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Marilynn Larkin

23 Novembre 2020

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