L’Assemblea Oms si apre all’ombra di Ebola, Hantavirus e tagli ai finanziamenti. Tedros: “Viviamo in tempi difficili, pericolosi e divisivi”

L’Assemblea Oms si apre all’ombra di Ebola, Hantavirus e tagli ai finanziamenti. Tedros: “Viviamo in tempi difficili, pericolosi e divisivi”

L’Assemblea Oms si apre all’ombra di Ebola, Hantavirus e tagli ai finanziamenti. Tedros: “Viviamo in tempi difficili, pericolosi e divisivi”

A Ginevra la 79esima Assemblea mondiale della sanità. Il direttore generale: "Le crisi rafforzano la necessità di cooperazione, non di frammentazione". In bilico i contributi non versati: quasi 360 milioni di dollari. Sul tavolo la riforma dell'architettura sanitaria globale.

La 79esima Assemblea mondiale della sanità si è aperta lunedì a Ginevra sotto l’ombra di molteplici emergenze: i focolai di Ebola in Africa centrale, la complessa evacuazione dei passeggeri della nave da crociera MV Hondius colpita da Hantavirus, i profondi tagli ai finanziamenti e le crescenti tensioni geopolitiche.

Ministri della salute e diplomatici sono riuniti per una settimana di negoziati su temi chiave come la preparazione pandemica, il finanziamento della sanità e la gestione della salute pubblica oltre i confini. Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha utilizzato la sessione inaugurale per sostenere che le recenti crisi hanno rafforzato la necessità di una cooperazione internazionale più forte, anziché di frammentazione.

“Viviamo in tempi difficili, pericolosi e divisivi”, ha dichiarato Tedros ai delegati, citando conflitti, crisi economiche, cambiamenti climatici e tagli agli aiuti.

Cooperazione critica
L’Assemblea si è riunita appena un giorno dopo che il capo dell’Oms aveva dichiarato un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale per l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, che si è estesa anche al vicino Uganda. Allo stesso tempo, l’agenzia continua a coordinare la risposta internazionale al focolaio di Hantavirus sulla nave MV Hondius, arrivata nei Paesi Bassi lunedì al termine di una complessa operazione di evacuazione e rimpatrio guidata congiuntamente dalla Spagna e dall’Oms a Tenerife, nelle Isole Canarie.

I membri dell’equipaggio rimasti che hanno condotto la nave nei Paesi Bassi iniziano ora un periodo di quarantena di 42 giorni, mentre la nave viene sottoposta a pulizia e disinfezione complete. Tedros ha sottolineato che entrambe le emergenze evidenziano la continua importanza di un rapido coordinamento internazionale nella risposta alle minacce sanitarie transfrontaliere.

Pressioni crescenti
La sessione di Ginevra arriva in un momento turbolento per i sistemi sanitari internazionali, con crisi umanitarie, shock climatici e pressioni economiche sempre più ampie che mettono a dura prova le risposte di sanità pubblica. La stessa Oms ha affrontato crescenti incertezze finanziarie a seguito di forti riduzioni dei finanziamenti da parte dei donatori nell’ultimo anno, che hanno costretto l’organizzazione a ristrutturare programmi e ridurre il personale. Secondo i documenti di bilancio dell’Oms, i contributi non versati relativi agli esercizi finanziari correnti e precedenti ammontavano a quasi 360 milioni di dollari alla fine del 2025.

Riforme chiave
Tedros ha riconosciuto l’impatto dei tagli ma ha insistito sul fatto che l’Oms è emersa più resiliente dopo quasi un decennio di riforme. “Abbiamo ora completato il processo di ristrutturazione”, ha affermato. “Abbiamo raggiunto una posizione di stabilità e stiamo andando avanti con determinazione e fiducia”. Ha sostenuto che le riforme avviate nove anni fa hanno già trasformato la salute scientifica, emergenziale e finanziaria dell’organizzazione.

Tra le iniziative evidenziate: il Centro Oms per l’intelligence pandemica ed epidemica a Berlino, il Centro per il trasferimento della tecnologia mRNA in Sudafrica e il Fondo pandemico istituito congiuntamente con la Banca mondiale, che ha fornito 1,4 miliardi di dollari in sovvenzioni a 128 Paesi.

Accordo pandemico
Tedros ha anche ricordato le negoziazioni che hanno portato all’Accordo pandemico adottato dagli Stati membri lo scorso anno, insieme agli emendamenti al Regolamento sanitario internazionale volti a rafforzare la preparazione globale per le future pandemie. L’elemento finale irrisolto rimane il sistema di accesso ai patogeni e condivisione dei benefici, che i Paesi speravano di finalizzare prima di questa settimana. “Non è ancora accaduto, ma sono fiducioso che accadrà”, ha detto Tedros.

Ha inoltre collegato l’attuale dibattito sul finanziamento della salute globale alle più ampie richieste dei Paesi in via di sviluppo di una maggiore “sovranità sanitaria” e di una minore dipendenza dagli aiuti esterni. “Nell’ultimo anno, molti Paesi hanno subito gravi interruzioni a causa di tagli improvvisi e profondi agli aiuti allo sviluppo – ha affermato Tedros -. Ma hanno avuto un beneficio non intenzionale: hanno spinto molti leader a dire che è arrivato il momento di lasciarsi alle spalle l’era della dipendenza dai donatori e aprire una nuova era di sovranità sanitaria”.

L’agenda e le incognite
Nella settimana che verrà, i delegati discuteranno un’agenda di vasto raggio che comprende l’eliminazione della malaria, la resistenza antimicrobica, la salute mentale, l’immunizzazione, la copertura sanitaria universale, la salute digitale e l’intelligenza artificiale, la preparazione alle emergenze e le condizioni sanitarie nel territorio palestinese occupato. L’Assemblea prenderà inoltre in considerazione proposte per riformare l’architettura sanitaria globale più ampia e rafforzare il coordinamento tra le istituzioni internazionali. I delegati discuteranno anche le implicazioni della notifica degli Stati Uniti di volersi ritirare dall’Oms.

Prima dell’apertura, l’Oms ha presentato i suoi premi annuali Global Health Leaders Awards, onorando figure della sanità pubblica provenienti da Norvegia, Egitto, Irlanda e Bahamas per i loro contributi che vanno dal controllo delle malattie infettive alla medicina umanitaria e alla risposta alle emergenze. Tra i premiati figura Michael Ryan, irlandese, ex direttore esecutivo del programma di emergenze sanitarie dell’Oms, che ha contribuito a guidare la risposta dell’organizzazione al Covid-19, ai focolai di Ebola e a molteplici crisi umanitarie.

19 Maggio 2026

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