Leishmaniosi. L’Oms aggiorna le linee guida: arrivano terapie più brevi, sicure e meno tossiche per kala-azar e PKDL

Leishmaniosi. L’Oms aggiorna le linee guida: arrivano terapie più brevi, sicure e meno tossiche per kala-azar e PKDL

Leishmaniosi. L’Oms aggiorna le linee guida: arrivano terapie più brevi, sicure e meno tossiche per kala-azar e PKDL

Per la prima volta l'Organizzazione mondiale della sanità raccomanda, in molti pazienti, regimi terapeutici senza stibogluconato di sodio. Le nuove linee guida puntano a ridurre durata e tossicità delle cure per la leishmaniosi viscerale e la leishmaniosi cutanea post-kala-azar in Africa orientale e nel Sud-Est asiatico.

Trattamenti più brevi, meno tossici e meglio tollerati per una delle malattie parassitarie più letali al mondo. L’Organizzazione mondiale della sanità ha aggiornato le linee guida per la cura della leishmaniosi viscerale (kala-azar) e della leishmaniosi cutanea post-kala-azar (PKDL), introducendo nuovi regimi terapeutici destinati a migliorare l’assistenza in Africa orientale e nel Sud-Est asiatico. Tra le principali novità figura, per la prima volta, la raccomandazione di terapie che in molti casi non prevedono l’impiego dello stibogluconato di sodio, farmaco iniettabile associato a trattamenti lunghi e a un’elevata tossicità, sostituito da combinazioni più efficaci, sicure e di più semplice gestione.

La kala-azar (febbre nera in hindi) si trasmette attraverso la puntura di un flebotomo infetto ed è una delle malattie parassitarie più letali al mondo dopo la malaria. Provoca febbre alta, perdita di peso, anemia, ingrossamento della milza e del fegato e, se non trattata, la morte. La malattia è endemica in 80 paesi , con circa 50.000-90.000 casi ogni anno, mentre solo il 25-45% viene segnalato all’OMS.

La PKDL è un’eruzione cutanea che può svilupparsi come complicanza della kala-azar. Sebbene non sia pericolosa per la vita, può fungere da potenziale serbatoio di infezione ed è fortemente stigmatizzante. Molte persone affette da PKDL affrontano isolamento sociale e problemi di salute mentale. 

Le linee guida aggiornate includono trattamenti alternativi, più brevi e più sicuri per la leishmaniosi viscerale primaria nell’Africa orientale; nuovi trattamenti più brevi, efficaci e più sicuri per la leishmaniosi cutanea post-kala-azar nell’Africa orientale e nel Sud-Est asiatico; e la gestione delle recidive nei pazienti immunocompetenti affetti da leishmaniosi viscerale nel Sud-Est asiatico. Inoltre, aggiornano il profilo di sicurezza della miltefosina, incorporando le raccomandazioni del Comitato consultivo dell’OMS sulla sicurezza dei medicinali, e forniscono il dosaggio allometrico per la miltefosina.

“Per troppo tempo, i pazienti affetti da leishmaniosi hanno dovuto sopportare trattamenti quasi altrettanto debilitanti quanto la malattia stessa, soprattutto in Africa. Queste nuove linee guida dell’OMS segnano una svolta”, ha affermato il dottor Daniel Ngamije Madandi, direttore dell’OMS per la malaria e le malattie tropicali neglette. “Raccomandando regimi terapeutici più sicuri, più brevi e più tollerabili per i pazienti, non solo miglioriamo le cure, ma acceleriamo la nostra lotta per eliminare questa malattia devastante e offriamo una rinnovata speranza alle comunità in Africa e in Asia”.

La leishmaniosi, spiega Oms, è una malattia curabile. Il trattamento dipende da diversi fattori, tra cui il tipo di malattia (forma clinica), lo stato immunitario del paziente, la specie di parassita che la causa, le patologie concomitanti e la posizione geografica. Per lungo tempo, in Africa il trattamento si è basato su un farmaco iniettabile chiamato stibogluconato di sodio (SSG), che richiede trattamenti prolungati e dolorose iniezioni quotidiane, oltre a causare gravi effetti collaterali.

Per la prima volta, l’Oms raccomanda regimi terapeutici senza SSG. Tuttavia, questo farmaco rimane in uso per i pazienti non idonei alle nuove opzioni di trattamento raccomandate. Nell’Africa orientale, il miltefosina, un farmaco orale, è raccomandato per il trattamento sia della leishmaniosi viscerale (VL) che della leishmaniosi cutanea post-kala-azar (PKDL) in combinazione con l’iniezione di paromomicina. Nel Sud-Est asiatico, per le persone affette da PKDL, sono raccomandate nuove terapie di combinazione più sicure e di durata inferiore, che utilizzano l’infusione di amfotericina B liposomiale da sola o in combinazione con miltefosina orale. Il nuovo trattamento per la VL nell’Africa orientale viene somministrato in 14 giorni con un’iniezione in meno e con una tossicità inferiore rispetto all’attuale somministrazione di due iniezioni di stibogluconato di sodio e paromomicina in 17 giorni.

Nell’Africa orientale, i casi cronici di PKDL venivano tradizionalmente trattati con stibogluconato di sodio, una sostanza tossica, somministrato per 30-60 giorni, oppure con amfotericina B liposomiale per 20 giorni, mentre nel Sud-Est asiatico era in uso un regime di 12 settimane a base di miltefosina. Le nuove raccomandazioni sostituiranno questi trattamenti lunghi e complessi. Si prevede che quasi la metà dei pazienti affetti da leishmaniosi viscerale primaria e tutti i pazienti con PKDL potranno beneficiare di queste raccomandazioni rivoluzionarie. Inoltre, anche il sottogruppo di pazienti con leishmaniosi viscerale che presentano recidive trarrà vantaggio dalle nuove e più chiare raccomandazioni per la gestione della malattia nel Sud-Est asiatico. I restanti pazienti con leishmaniosi viscerale in Africa, non idonei al trattamento combinato con miltefosina, dovranno continuare a ricorrere ai vecchi regimi terapeutici, in attesa che siano disponibili nuove terapie.

In seguito alla decisione dell’Oms di includere i nuovi trattamenti nelle proprie linee guida, si prevede che i paesi colpiti da leishmaniosi viscerale e leishmaniosi cutanea post-kala-azar li integreranno presto nei propri protocolli di trattamento nazionali.

29 Luglio 2026

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