Long Covid. Le donne lo accusano il doppio degli uomini. Ma sono stati rilevati casi anche nei bambini

Long Covid. Le donne lo accusano il doppio degli uomini. Ma sono stati rilevati casi anche nei bambini

Long Covid. Le donne lo accusano il doppio degli uomini. Ma sono stati rilevati casi anche nei bambini
Per Long Covid si intende il permanere di sintomi variabili e debilitanti con una durata di più di 2 mesi dopo l’infezione iniziale. In generale, le donne sembrano avere il doppio delle probabilità di sviluppare il Long COVID, rispetto agli uomini, ma solo fino a circa 60 anni. Recentemente, la persistenza di sintomatologia in seguito alla diagnosi iniziale di COVID-19 acuto è stata dimostrata anche in età pediatrica

Long COVID nell’adulto.Alcune persone che hanno avuto una forma di malattia COVID-19 da severa a moderata o lieve possono soffrire di sintomi variabili e debilitanti per molti mesi dopo l'infezione iniziale (1).
 
Questa condizione è comunemente chiamata “Long COVID”. Manca una definizione esatta, ma in genere i sintomi con una durata di più di 2 mesi sono considerati Long COVID. La condizione è caratterizzata da sequele a lungo termine, persistenti dopo il tipico periodo di convalescenza da COVID-19 e può comportare una serie di sintomi come stanchezza persistente, mal di testa, mancanza di respiro, anosmia, debolezza muscolare, febbre, disfunzione cognitiva (brain fog), tachicardia, disturbi intestinali e manifestazioni cutanee.
 
La sindrome Long COVID ha una somiglianza con le sindromi post-infettive che hanno seguito i focolai di chikungunya (2) ed Ebola (3).
 
In generale, le donne sembrano avere il doppio delle probabilità di sviluppare il Long COVID, rispetto agli uomini, ma solo fino a circa 60 anni, quando il livello di rischio diventa simile. Oltre all’essere donne anche l'età avanzata e un indice di massa corporea più alto sembrano essere fattori di rischio per avere il Long COVID (4).
 
Long COVID nel bambino. Recentemente, la persistenza di sintomatologia in seguito alla diagnosi iniziale di COVID-19 acuto è stata dimostrata anche in età pediatrica (5, 6).
 
In particolare, uno studio di un gruppo di ricerca del Dipartimento della Salute della Donna e del Bambino e di Sanità Pubblica della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma, in una coorte di 129 bambini con diagnosi microbiologicamente confermata di COVID-19, il 27.1% dei bambini aveva almeno un sintomo a distanza di oltre 120 giorni dalla prima diagnosi, e tre o più sintomi in un 20.6% dei casi (6).
 
Le sintomatologie più frequenti erano dolori muscolari e/o articolari, cefalea, disturbi del sonno, dolore toracico o sensazione di costrizione toracica, palpitazioni e disturbi del sonno.
 
Questi sintomi sono stati descritti anche in bambini che non hanno necessitato di ricovero al momento della malattia acuta o in alcuni con infezione iniziale da SARS-CoV-2 asintomatica. Sono al momento in atto valutazioni aggiuntive su casistiche più numerose per valutare se, anche in età pediatrica, ci sia una differenza nella persistenza della sintomatologia tra i due sessi.
 
Ipotesi autoimmune e Long COVID.Ma quali sono i fattori responsabili di questa sindrome? Il danno d’organo causato da un’eccessiva risposta infiammatoria attivata dal virus, ma anche una reazione autoimmune “slatentizzata” dal virus stesso, forse per mimetismo molecolare con alcuni componenti del nostro organismo, potrebbero essere responsabili dei sintomi del Long COVID.
 
L’ipotesi autoimmune potrebbe giustificare la più elevata incidenza di questa sindrome nel sesso femminile. Infatti, la risposta immune sia per fattori genetici che ormonali è più forte nelle donne rispetto agli uomini e questo rappresenta un’arma a doppio taglio: l’outcome del COVID-19 acuto è più severo nel sesso maschile ma le reazioni autoimmuni sono più frequenti nel sesso femminile (7,8).
 
Lo studio della comparsa di autoanticorpi nel siero dei pazienti e la caratterizzazione della specificità di tali autoanticorpi potrebbero essere un importante obiettivo per cominciare a identificare trattamenti personalizzati e specifici anche in base al sesso dei pazienti affetti da Long COVID.
 
Elena Ortona
Centro di riferimento di Medicina di Genere, Istituto Superiore di Sanità, Roma
 
Danilo Buonsenso
Dipartimento della Salute della Donna e del Bambino e di Sanità Pubblica della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma
 
 
Walter Malorni
Centro per la Salute Globale, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma
 
Note bibliografiche
1. Dennis, A. et al. Multi-organ impairment in low-risk individuals with Long COVID. Preprint at medRxiv https://doi.org/10.1101/2020.10.14.20212555 (2020).
2. Guillot, X., Ribera, A. & Gasque, P. Chikungunya-induced arthritis in Reunion Island: a Long-term observational follow-up study showing frequently persistent joint symptoms, some cases of persistent chikungunya immunoglobulin M positivity, and no anticyclic citrullinated peptide seroconversion after 13 years. J. Infect. Dis. 222, 1740–1744 (2020).
3. Clark, D. V. et al. Long-term sequelae after Ebola virus disease in Bundibugyo, Uganda: a retrospective cohort study. Lancet Infect. Dis. 15, 905–912 (2015).
4. Sudre, C.H. et al. Attributes and predictors of Long-COVID: analysis of COVID cases and their symptoms collected by the Covid Symptoms Study App. Preprint at medRxiv https://doi.org/10.1101/2020.10.19.20214494 (2020).
5. Ludvigsson, J. F. Case report and systematic review suggest that children may experience similar Longterm effects to adults after clinical COVID19. Acta Paediatr. https://doi.org/10.1111/apa.15673 (2020).
6. Buonsenso, D., et al. Preliminary Evidence on Long COVID in children. Preprint at medRxiv https://doi.org/10.1101/2021.01.23.21250375 (2021).
7. Dupuis, M.L., et al. Immune response and autoimmune diseases: a matter of sex.

E.Ortona, D.Buonsenso, W.Malorni

12 Febbraio 2021

© Riproduzione riservata

Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti
Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a correre e, in alcune aree orientali del Paese, sta avanzando più rapidamente della capacità di risposta. Al 4 agosto sono...

West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”
West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”

“La stagione 2026 conferma che il West Nile virus è ormai stabilmente presente in ampie aree del territorio nazionale, con una circolazione estesa e non uniforme. Il quadro richiede, quindi,...

La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025
La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025

La farmaceutica italiana continua a crescere, spinta dall'invecchiamento della popolazione, dall'arrivo di nuove terapie e dall'espansione dei trattamenti per diabete e gestione del peso. Nel 2025 la spesa complessiva per...

Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità
Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità

L’Agenzia italiana del farmaco ha rivisto il Programma delle attività per il 2026 recependo le osservazioni formulate dal Coordinamento interregionale farmaceutica e dal Coordinamento dell’Area economico-finanziaria delle Regioni. Il documento...