Malaria: un nuovo vaccino dimezza le infezioni

Malaria: un nuovo vaccino dimezza le infezioni

Malaria: un nuovo vaccino dimezza le infezioni
Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine dimostra come il farmaco RTS,S possa ridurre del 50% la possibilità di ammalarsi di malaria. Il nuovo vaccino potrebbe essere pronto già nel 2015.

Metà della popolazione mondiale è a rischio di contrarre la malaria, un’infezione ancora oggi responsabile di quasi 800.000 morti l'anno, la maggior parte dei quali sono bambini di meno di cinque anni, provenienti dall'Africa sub-sahariana.
I primi risultati di un trial clinico in fase III del vaccino RTS.S sembrano però promettere una soluzione all'epidemia: il farmaco riduce del 56% i casi di malaria e del 47% quelli di forma più grave. Secondo quanto annunciato al Malaria forum a Seattle, il vaccino fornirebbe ai piccoli africani sicurezza e tollerabilità. Lo studio, pubblicato sul New England Journal of Medicine (Nejm), è stato condotto dalla Path, organizzazione no profit che si occupa della lotta alla patologia, in collaborazione con GlaxoSmithKline (Gsk) e con la Bill & Melinda Gates Foundation.
Il vaccino è ancora in via di sviluppo, ma le prime analisi – su un periodo di follow-up che per alcuni pazienti è arrivato a 22 mesi, ma che in media è durato poco meno di un anno – hanno mostrato un'efficacia del 35%. Secondo i ricercatori ulteriori informazioni sulla validità a lungo termine del vaccino saranno disponibili alla fine del 2014, a 30 mesi dalla somministrazione della terza dose. Solo allora saranno accessibili i dati da sottoporre ai servizi sanitari nazionali, alle autorità e alle organizzazioni no profit che si occupano del tema, che potranno così analizzare i benefici e i rischi di RTS,S e un suo eventuale uso su larga scala.
Il trial clinico è stato condotto in 11 centri di ricerca di sette nazioni dell'area sub-sahariana e ha coinvolto 15.460 neonati e bambini di età compresa tra 6 settimane e 17 mesi. I bambini sono stati divisi in due gruppi. Il primo include i neonati di età compresa tra le 6 e le 12 settimane: per questi i primi risultati saranno disponibili solo a fine 2012. I dati appena pubblicati si riferiscono invece al gruppo di bambini nati dai 5 ai 17 mesi fa.
“I risultati diffusi contrassegnano un passo importante nello sviluppo di RTS,S” ha detto Tsiri Agbenyega, rettore del College of Health Sciences alla Kwame Nkrumah University of Science and Technology (Knust) di Kumasi e ricercatore che ha lavorato allo studio. “I dati confermano le speranze che avevamo già nella fase II del trial, e ci spingono a continuare nella ricerca e nello sviluppo di questo vaccino per la malaria.” Per questo un folto gruppo di organizzazioni – con la collaborazione di ricercatori europei, statunitensi e africani – continuano a lavorare su RTS,S.
Il vaccino, se approvato dalle autorità e raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, potrebbe essere usato al fianco di altre misure già diffuse, come le zanzariere intrise di insetticida utilizzate dal 75% delle famiglie dei piccoli pazienti sottoposti al trial. Questo farmaco potrebbe dunque costituire una risorsa importantissima per i bambini africani. “Dopo aver lavorato nel campo della ricerca relativa alla cura di questa patologia per oltre 25 anni, posso attestarne tutte le difficoltà. Purtroppo, molti si sono rassegnati all'idea che poco si possa fare contro la malaria, quantomeno in Africa. Ma non è così: speriamo che questi risultati possano rinnovare l'iteresse della comunità internazionale e che possano riportare in tutti la speranza che un giorno la malaria possa essere debellata”, ha aggiunto il ricercatore.
Se tutti i requisiti del farmaco saranno ritenuti soddisfacenti, il vaccino potrebbe essere diffuso su larga scala anche a partire dal 2015, tramite i programmi sanitari nazionali africani. GlaxoSmithKline e Path, inoltre, si sono impegnati a rendere disponibile RTS,S a un costo accessibili anche nei Paesi in via di sviluppo. Nel 2010, infatti, la GSK ha annunciato che il prezzo del farmaco sarà pari alle spese di produzione più una piccola percentuale che verrà totalmente reinvestita nella ricerca e nello sviluppo di medicinali di seconda generazione. Le società sono infatti convinte del percorso di ricerca intrapreso. “Questo trial rappresenta un esempio di come la scienza di alto livello possa aiutarci a tenere sotto controllo la malaria, e forse un giorno addirittura ad eliminarla”, ha detto Christopher Elias, presidente and amministratore delegato di Path. Della stessa idea anche Bill Gates, che insieme alla moglie Melinda si è impegnato nella cura della patologia: “Un vaccino è il modo più semplice e meno costoso di salvare vite. Questi risultati dimostrano che il lavoro congiunto di più centri di ricerca all'avanguardia possa aiutare milioni di bambini a salvarsi da questa terribile malattia”.

Laura Berardi 

19 Ottobre 2011

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