Mammografia: a volte meno è meglio

Mammografia: a volte meno è meglio

Mammografia: a volte meno è meglio
Eseguire il test ogni tre-quattro anni nelle donne a basso rischio fa risparmiare risorse senza far perdere efficacia all’esame. Nelle quarantenni, invece, l’intervento è sempre troppo costoso in rapporto ai vantaggi che offre.
È un passo avanti verso lo screening personalizzato.
 

Sottoporre le donne a basso rischio di sviluppare un cancro al seno a una mammografia ogni tre o quattro anni è un intervento costo-efficace. È quanto emerge da uno studio pubblicato sugli Annals of Internal Medicine che potrebbe mettere in discussione le linee guida sull’impiego di questa tecnica di diagnosi precoce (che prevedono l’esecuzione del test ogni due anni) e aggiungere un ulteriore tassello verso la messa a punto di screening meno “generalisti” e più tarati sulle caratteristiche del paziente.
Lo studio ha riesaminato i dati di due survey condotte in Usa, elaborando gli scenari conseguenti all’impiego della mammografia con diverse periodicità e in donne con diversi profili di rischio. In particolare, i ricercatori si sono concentrati sul rapporto costo/efficacia dell’intervento, considerando come limite accettabile la cifra di 100 mila dollari per ogni anno di vita guadagnato.
I risultati hanno evidenziato che sul piano del rapporto costo/efficacia, qualunque sia la frequenza, per le donne con 40 anni di età con un basso profilo di rischio (cioè con seno poco denso, senza storia di precedenti biopsie nè casi di cancro al seno in famiglia), lo screening ha sempre un rapporto negativo. Anche se lo screening fosse effettuato ogni 3-4 anni, il costo per anno di vita guadagnato sarebbe superiore ai 220 mila dollari. Colpa soprattutto dei falsi positivi, che comportano un ulteriore ricorso a esami ed, eventualmente, trattamenti.
Un risultato che ha indotto uno dei firmatari dello studio, John Schousboe, a dichiarare alla Reuters: “Credo che sia ragionevole per il paziente e il dottore di decidere di non fare una nuova mammografia fino ai 50 anni”.
Il discorso cambia completamente nelle donne a rischio. Anche a 40 anni, l’esecuzione dello screening sarebbe costo-efficace: costa intorno ai 23 mila dollari per ogni anno di vita guadagnato se il test è effettuato ogni 3-4 anni e 38 mila dollari se viene eseguito a cadenza biennale.
Il rapporto costo-efficacia diventa sempre più evidente all’avanzare dell’età. Tuttavia, per le donne a basso rischio, la scelta di una mammografia ogni 3-4 anni resta la scelta migliore anche tra i 50 e i 70 anni.
“I benefici della mammografia dipendono molto dal profilo di rischio della paziente. E attualmente le linee guida guardano solo all’età”, ha aggiunto Schousboe che ha confessato di non attendersi alcun cambiamento nelle linee guida, ma di sperare nell’avvio di un dibattito che introduca nell’agenda il tema dello screening personalizzato.
Tuttavia, dalle pagine della stessa rivista arriva un invito alla cautela:”Per quanto possa sembrare entusiasmante questo ulteriore progresso verso lo screening personalizzato basato sul profilo di rischio individuale, restano molti ostacoli nell’impiego di fattori di rischio come la densità del seno per ridefinire le linee guida”, ha messo in guardia Jeanne Mandelblatt del Georgetown University Medical Center di Washington in un editoriale.
Il che è già un inizio di dibattito.

am 

07 Luglio 2011

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